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27 Lug 2017

NEXTING: VIVERE CON IL SORRISO!

Nello scorso pezzo del blog abbiamo parlato di vacanze e di detox.

Altre ricerche parlano di “nexting”, della capacità di affinare la predisposizione a vivere  in modo sorridente. Se ci aspettiamo il meglio, ci prepariamo a viverlo, lo visualizziamo e la realtà non ci deluderà.

Succede spesso, ma questo non vuol dire ovviamente che il nexting da solo sia sufficiente. È stato calcolato che la sua influenza sul raggiungimento di un obiettivo è pari al 14%. Il restante 86 % dipende dalle nostre capacità, dal caso e dalle circostanze.

Secondo Michel Lejoyeux, massima autorità francese nel campo della psicologia cognitiva e nei disturbi d’umore, questo 14 % è fondamentale per dar modo agli altri parametri di esprimersi.

Il nostro cervello – afferma lo psichiatra francese – è la migliore arma contro la depressione di cui disponiamo. Questo organo trabocca di energia, basta che impariamo a lavorare bene con lui e ad allenarlo per stare sempre meglio. Nel nostro cranio custodiamo una formidabile macchina del buonumore. Il problema è che ci è stata fornita senza il manuale di istruzioni“.

 

Per vivere meglio bisognerebbe quindi imparare il “nexting”. Qui 5 mosse da seguire per seguire.  

Cinque consigli utili per raggiungere la neurofelicità: per proteggerci dalle brutte notizie e anche per vivere meglio le relazioni con gli altri.

 

  1. Proteggersi dalla nostalgia collettiva

Limitate il vostro tempo di esposizione alle cattive notizie. Non prolungate le discussioni e impegnatevi senza passare il tempo a lamentarvi o a criticare. Scegliete bene a che cosa dedicare il vostro impegno, la vostra attenzione e a quel punto rimboccatevi le maniche.

  1. Fate la rivoluzione contro il vostro cervello

Cambiare attività, alternare impegni diversi vi renderà più produttivi e contenti. Risvegliate i neuroni che si sono addormenti: liberate e despecializzate il vostro cervello.

  1. L’arte del dimenticare

Dimenticare è utile, ma difficile. Non basta dirlo al cervello. Per far sì che il cervello non memorizzi occorre distrarlo, anzi annegarlo in un mare di informazioni. L’amnesia per saturazione funziona molto meglio di quella per cancellazione. Riappropriandosi dei dati piacevoli della propria vita non si sopprimono quelli sgradevoli, ma si riduce lo spazio vitale a loro disposizione.

  1. Scoprite il piacere della gratitudine

La gratitudine vi farà passare da una condizione passiva, di attesa e di rimprovero, a una attiva. Anche se la gratitudine vi può apparire un po’ artificiosa, mettetela in pratica, vi porterà benefici innegabili.

  1. Fate l’amore

L’amore è l’antidoto più efficace contro la tristezza. L’innamoramento ci fa sentire dinamici e pieni di energia. L’amore fa bene al cuore, abbassa i livelli degli ormoni dello stress, protegge i vasi sanguigni e aumenta l’aspettativa di vita, migliorandone la qualità. Gli innamorati presentano elevati livelli di serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore. È come se assumessero un antidepressivo estremamente potente senza subirne gli effetti collaterali.

 

 

 

 

 

 

 

25 Lug 2017

VACANZA: TEMPO DI DETOX MENTALE!

“Prenditi cura dei tuoi pensieri perché diventeranno parole. Prenditi cura delle tue parole perché diventeranno azioni. Prenditi cura delle tue azioni perché diventeranno abitudini e prenditi cura delle tue abitudini perché diventeranno il tuo destino”, lo diceva Gandhi.

Noi siamo in vacanza e stiamo “detossinando” mente e pensieri 🙂

Ma come si fa a controllare i propri pensieri e le emozioni?

 

Le generazioni del passato si sono concentrate sulla sopravvivenza fisica: abbiamo nei secoli imparato a migliorare le nostre condizioni igieniche, a mangiare meglio, a combattere le malattie. Ma prendersi cura delle emozioni sembrava, fino a poco tempo fa, una frivolezza, nulla di connesso alla reale sopravvivenza di un individuo. Oggi invece abbiamo una consapevolezza diversa. I pensieri orientano e condizionano le nostre giornate. Prendersene cura diventa fondamentale.

Spesso però, immersi nel caos della nostra vita quotidiana, dimentichiamo questo particolare e a volte crediamo che fermarci per prenderci cura unicamente del nostro benessere sia una scelta egoista.

Sbagliato!

Numerose ricerche rivelano che quando un essere umano ha una condizione psichica stabile diventa più socievole e predisposto alle relazioni con gli altri, la sua salute migliora e il benessere generale aumenta.

 

Cosa possiamo fare dunque? Qui 5 passaggi da far diventare abitudini!

 

  1. Recuperare la serenità in un minuto

Di meditazione si parla molto negli ultimi anni e sicuramente è provato che meditare apporta grandi benefici fisiologici e mentali. Ma a volte non c’è il tempo di fermarsi a lungo. Una routine veloce ma efficace è quella della concentrazione sul respiro per 1 minuto.

Mettersi comodamente seduti o sdraiati laddove possibile e focalizzarsi sulla respirazione per 60 secondi aiuterebbe la mente a rilassarsi. Cercare di tenere fuori i pensieri, proprio pensando intensamente al proprio respiro che entra ed esce, ci permette di ossigenare il cervello e ci regala una “meditazione d’emergenza” quando ci sentiamo esausti o ansiosi.

 

  1. Entrare in confidenza col proprio corpo

La maggior parte di noi non ha un buon rapporto con il proprio corpo: non ci piacciamo, lo utilizziamo senza riguardi finché si stanca, invecchia, si ammala. Ebbene, non c’è nulla di più dannoso!

Coccoliamo e prendiamoci cura del nostro corpo. Sempre. Tutti i giorni.

 

  1. Il contatto con la natura

Secondo molti esperti il motivo per cui la natura esercita un’azione terapeutica è dovuto al fatto che ci integra nonostante la diversità che ci divide. Quando siamo circondati dal verde le onde celebrali cambiano: stare a contatto con la natura ha gli stessi benefici della meditazione.

Non solo camminare, correre e nuotare, ma a volte anche solo osservare in silenzio un paesaggio naturale dalla finestra può ridurre lo stress, la tensione muscolare, accelera i processi di guarigione, aumenta la creatività e migliora l’autostima. Una semplice routine quotidiana che ci aiuta a prenderci cura di noi stessi è quindi camminare a piedi nudi, quando ci è possibile. Sentire la terra sotto ai piedi.

 

  1. Pianificare un momento positivo

Stare a contatto con persone positive che ci trasmettono energia positiva è il modo più efficace di beneficiare di quell’emozione. Il consiglio è quello di pianificare ogni settimana un momento da trascorrere con un amico, un familiare, chiunque sappia trasmetterci il buon umore.

 

  1. Viaggiare senza uscire di casa

Il potere della visualizzazione. Visualizzare vuol dire immaginare e immaginare vuol dire sentire. Anche se non ci sentiamo particolarmente creativi, la nostra mente immagina di continuo, sia situazioni che si possono concretizzare, sia quelle di fantasia. Pensare e immaginare creano nel cervello nuovi percorsi neurali e stimolano il sistema nervoso.

Una routine veloce da mettere in pratica per sentirci meglio è visualizzare in positivo. Immaginare per esempio un luogo che ci piace molto, in cui siamo stati spesso o non abbiamo mai visto, dove vorremmo essere proprio ora. Quella sensazione di sollievo nell’immaginare di essere in un luogo che ci fa stare bene, genera un rilassamento mentale che avrà effetto anche sul corpo.

 

 

20 Lug 2017

SCOTTATURE: L’AIUTO DELLA NATURA!

Si, anche le piante sono in grado di dare sollievo alla pelle bruciata dal sole. L’’importante è conoscere il proprio corpo, la natura della scottatura, il livello di gravità.

Fatto questo basterà scegliere le piante più adatte e usarle in modo sicuro, lavando sempre le ustioni prima dell’applicazione.

 

Pronti? Qui un breve elenco delle piante SOS SCOTTATURA!

1.Aloe

La prima prova scientifica sulle proprietà curative dell’aloe risale al 1935, quando una rivista medica riportò che il gel di aloe raccolto dalle foglie tagliate della piante accelerava la guarigione dalle bruciature solari. Da allora numerosi studi hanno supportato quelle conclusioni evidenziando come la pianta sia in grado di stimolare la guarigione dalle ustioni di primo e secondo grado.

 

2. Camomilla

La camomilla può fare molto per le scottature e la conferma arriva da uno studio iraniano condotto su 72 pazienti: i ricercatori hanno infatti notato che le ferite chirurgiche trattate con la camomilla (ovvero, con un impacco di infuso applicato due volte al giorno) guarivano 28 giorni più in fretta di quelle curate con steroidi ad uso topico.

 

3.Consolida

Questa pianta contiene allantoina: un composto che favorisce la crescita di nuove cellule epiteliali e le cui proprietà nel curare piccoli tagli, bruciature e gravi ferite sono note da millenni. Premesso che l’uso della consolida è esclusivamente esterno (le foglie contengono infatti sostanze chimiche tossiche che, se utilizzate per via interna, possono provocare seri danni al fegato), si raccomanda di lavare accuratamente le ferite con acqua e sapone prima di applicare l’erba medicinale.

 

4. Echinacea

Prima la tradizione, oggi anche la scienza confermano la validità dell’echinacea nel guarire le ferite, perché lo stesso composto che impedisce ai germi di penetrare nei tessuti aiuta anche a riparare più velocemente la pelle lacerata, stimolando le cellule a lavorare in modo più efficiente. Le preparazioni a base di echinacea possono essere applicate su tagli, ustioni, psoriasi, eczema e piaghe da herpes.

 

5. Centella asiatica

Grazie all’asiaticoside (che accelera la cicatrizzazione) e al madecassoside (che ha proprietà antinfiammatorie), studi hanno potuto constatare le proprietà della centella asiatica nel velocizzare la guarigione delle ferite da ustione e minimizzare le cicatrici.

 

 6.Marshmallow (Althaea officinalis)

L’Althaea officinalis applicata a livello topico ha proprietà antinfiammatorie e aiuta a lenire tagli, graffi, ferite e ustioni.

 

7.Passiflora

I nativi americani hanno sempre usato la passiflora come rimedio per le ferite e questa antica credenza ha ora trovato il supporto della scienza: uno studio ha infatti dimostrato che questa pianta aiuta ad alleviare il dolore, mentre altre due ricerche ne hanno evidenziato la capacità di uccidere muffe, funghi e batteri portatori di malattie.

 

8. Erba di San Giovanni

Questa pianta officinale ha molteplici virtù per la salute. Ad interessare è l’estratto di iperico, disponibile in olio come tale, ma anche in crema o pomata, che ha proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e antisettiche ed è quindi in grado di ridurre i tempi di guarigione delle ustioni, limitando le cicatrici.

 

9. Amamelide

L’Amamelide (Hamamelis Viriginiana) è una pianta molto preziosa per il nostro organismo perchè contribuisce nel rafforzare le pareti venose ed elimina l’accumulo di liquidi nell’organismo. Viene utilizzata in diverse forme: decotto, tisana, tintura madre, pomate.

 

10. Achillea

Questa pianta contiene numerosi composti che ne avallano il tradizionale utilizzo per il trattamento delle ferite: due di questi – achilletina e achilleina – stimolano infatti la coagulazione del sangue, mentre altri – azulene, canfora, camazulene, eugenolo, mentolo, quercetina, rutina e acido salicilico – hanno proprietà anti-infiammatorie e svolgono un’azione antidolorifica.

18 Lug 2017

SCOTTATURE: COSA FARE PER ATTENUARLE?

Confessione: le ferie sono una gran bella invenzione 🙂

Ma abbiamo mantenuto la promessa ed eccoci qui, online e con un nuovo pezzo del blog.

 

L’estate gode del grande beneficio del sole, ottimo elemento di bellezza e benessere.

Al sole bisogna però bisogna esporsi in maniera responsabile. Nulla è più fastidioso delle scottature, soprattutto quando si è in vacanza.

 

Ma se dovesse accadere? Abbiamo pensato di riassumere qui alcuni rimedi veloci ed efficaci.

 

Le bruciature possono impiegare dai tre giorni a una settimana per andare via. Il tempo di guarigione dipende ovviamente dalla gravità della scottatura.

I sintomi tendono a emergere entro poche ore dall’esposizione al sole. Sabbia, acqua salata e cloro possono aggravare il danno alla pelle e aumentare dolore e potenziare infezioni.

La prima mossa intelligente da compiere è quella di tornare a casa appena vengono avvertiti i primi sintomi fastidiosi di scottatura alla pelle.

Sappiate che non è solo il rossore a dovervi preoccupare, ma anche il gonfiore. In questo caso fate frequenti docce per rinfrescarvi e tornare a un equilibrio tra temperatura corporea e temperatura esterna.

Quando sarete a casa fate una doccia con sapone di avena o di soia: aiutano a lenire la pelle. Optate per l’acqua fredda o tiepida, ma non fate docce e bagni caldi che rischierebbero di aumentare il fastidio. Applicate impacchi di ghiaccio sulle zone arrossate. Lasciate agire per almeno 5 minuti e procedete in altri momenti della giornata. Applicate una crema idratante o calmante. L’aloe vera è ad esempio un’ottima soluzione, un anti-infiammatorio naturale che raddoppia l’azione di raffreddamento. Evitate creme con fragranze perche i profumi in questo caso possono solo peggiorare la situazione.

 

Anche il cuoio capelluto può andare “a fuoco”. Ghiaccio anche in questo caso e cappello per il resto della vacanza. Una volta colpita da scottatura, una zona rimane sensibile al sole. Meglio evitare che si ripresenti il problema. Utilizzate detergenti formulati per pelli sensibili, anche per i capelli.

 

Evitate maschere viso, farmaci per l’acne, prodotti anti invecchiamento, esfolianti e tutti i prodotti che contengono lidocaina o benzocaina, agenti che peggiorano le “ferite” della bruciatura in corso. Resistete a coprire con il trucco i rossori: il rischio di irritazione è in agguato.

Bevete di più e non solo acqua. Tutto ciò che contiene sali minerali e vitamine può andar bene. Pensate a integratori da sciogliere in una bottiglietta o a centrifughe di frutta e verdura.

 

L’abbigliamento stretto è da evitare, così come i tessuti sintetici. Proteggete con bende e creme le zone arrossate e la notte fate prendere aria alle stesse lasciandole scoperte.

 

Infine è di aiuto eseguire esami dermatologici da ripetere a scadenze semestrali per controllare nei e formazioni della pelle che potrebbero degenerare in qualcosa di più pericoloso.

13 Lug 2017

FARMACIA INTROINI IN VACANZA :)

13 luglio 2017, primo giorno di ferie 🙂

Abbiamo parlato di viaggio, di psicologia e della differenza viaggiatore-turista.

Ora tocca a noi!

Da oggi, sino al 30 luglio, farmacia chiusa.

Qualcuno di noi rimarrà in citta, altri sono gia al mare, alcuni in montagna. Come scrivevamo qualche post fa la destinazione non conta. Conta entrare nel mood “ricarica”. Il viaggio, le ferie, servono a questo. Paradossalmente si può essere anche poco distanti dal luogo abituale ma il recarsi altrove per riprendere carica, energia, guardare e conoscere nuovi posti, apprendere del nuovo e ricentrarsi diventa fondamentale.

Il viaggio, breve o lungo che sia, serve per distaccarsi dalla routine e scrollarsi il grande status dello stress e tornare. Si, il bello del viaggio è tornare!

 

Quest’anno oltre al nostro spazio di via Pontida, abbiamo il nostro sito, i nostri canali social (Fb, Twitter, Instagram) e il nostro blog.

Da qui non andiamo in ferie.

 

Per cui ci vedremo online mentre in farmacia vi diamo appuntamento per lunedi 31. La mission è tornare carichi e riposati sempre per dare il meglio.

 

Buona estate!

 

11 Lug 2017

OTTO MOTIVI PER VIAGGIARE

Secondo la psicologia del viaggiatore abbiamo ben otto motivazioni di base che inducono il viaggiatore di turno a muoversi da casa verso la destinazione prescelta.

Motivazioni diverse che variamente combinate determinano la ragione del viaggio e la stessa meta.

 

Andiamo per ordine e analizziamo gli otto elementi individuati:

 

1.Ragioni soggettive: sono motivazioni legate al vissuto della persona e ai suoi bisogni estemporanei. Si viaggia per rilassarsi, concentrarsi su se stessi, riposarsi.

2.Ragioni interpersonali: conoscere nuove persone, trovare un partner, rafforzare legami di amicizia preesistenti.

3.Motivazioni di “fuga”: abbandono di situazioni complesse da gestire, allontanamento da relazioni difficili o in crisi, fuga dal quotidiano.

4.Motivazioni fisiologiche: ricerca del benessere fisico.

5.Ragioni ambientali: vedere posti incontaminati, respirare aria pulita.

6.Motivazioni esplorative: soddisfare il bisogno di nuove esperienze;

7.Ragione di status: dimostrare ed esibire le proprie possibilità, fare le stesse esperienze del proprio gruppo sociale di riferimento.

8.Motivazioni culturali: apprendere nuove cose, arricchirsi culturalmente.

 

Motivazioni e ragioni – personali e sociali – che fanno parte di questa branca della psicologia davvero rivelatrice del nostro essere, del nostro vissuto e di quelle credenze e idee inconsce che spesso neanche avvertiamo e/o ascoltiamo.

 

E voi? Quale motivo è più vicino al vostro?

 

 

06 Lug 2017

PERCHÈ ABBIAMO VOGLIA DI PARTIRE?

Giovedì, secondo giorno della settimana in cui ci diamo appuntamento sul blog.

Giovedì e già sentiamo il profumo di weekend tra dottoresse che vanno in ferie, qui da noi in Farmacia, e dottori che restano.

 

Voi siete in partenza o fate parte di quelli già rientrati?

E soprattutto: vi sentite più turisti o più viaggiatori?

 

Si perché esiste una differenza sostanziale tra turisti e viaggiatori. Una branca della psicologia  studia perché molti di noi sentono l’impulso a muoversi da casa e sono davvero tanti gli aspetti della personalità che vengono messi in gioco durante un viaggio.

Partire alla scoperta del mondo o di una nuova città è anche un modo per scoprire (o ritrovare) se stessi.

E’ questa principalmente la psicologia del viaggiatore: andare alla scoperta dell’altro per scoprire se stessi. Questo spinge l’uomo a viaggiare per diletto, a lasciare la propria casa e le proprie sicurezze, seppure per breve tempo, per conoscere luoghi e popoli.

Ma la costruzione identitaria per confronto con l’altro è solo uno dei meccanismi motivazionali legati al turismo, fondamentalmente proprio di chi associa il viaggio all’idea di scoperta.

Secondo alcuni c’è chi si muove cercando di accrescere la propria autostima attraverso l’ammirazione suscitata in chi è rimasto a casa. La stima di sé cresce perché siamo stati capaci di superare prove e disagi, di affrontare l’ignoto, e gli altri, seppur inconsciamente, riconoscono che ce l’abbiamo fatta.

 

Ma perché si parla di psicologia del viaggiatore?

 

Perché ci sono differenze tra un turista e un viaggiatore. Innanzitutto riguardo al soddisfacimento dei bisogni: mentre il primo si accontenta di mettere a tacere quelli primari, il viaggiatore vuole soddisfare anche e soprattutto l’intelletto.

La ricompensa è principalmente mentale, oppure risiede nel superamento dei propri limiti – come accade ad esempio quando si affronta con successo un trekking estremo.

 

I più grandi viaggiatori sono i “sensation seeker”: i cercatori di sensazioni.

Parliamo di persone estremamente curiose, alla ricerca continua di stimoli nuovi ed eccitanti. Sono coloro che ricercano le mete più esotiche, che hanno bisogno di colori ed odori forti per sentirsi veramente “altrove”.

Sono coloro che paradossalmente preferiscono non essere troppo a proprio agio: è la mancanza di comodità a dare al viaggio quel pizzico di avventura e adrenalina che è esattamente ciò che cercano.

Il viaggio perfetto diventa il risultato di un difficile equilibrio tra adrenalina, avventura eccitazione e un pizzico di paura dall’altro.

E perché accade tutto questo?

[Appuntamento a martedì, ci vediamo in farmacia 🙂 ]

 

04 Lug 2017

JOGGING ESTIVO: CONSIGLI DA SEGUIRE!

Jogging: fa bene anche d’estate? Come reagisce e come si adatta il corpo all’afa?

Domande frequenti, interrogativi diffusi 🙂

Ma andiamo per ordine ed ecco qui alcune regole di buon senso.

 

Dunque se facciamo jogging in estate, meglio farlo nelle ore fresche del mattino o dopo il tramonto.

In verità correre quando fa molto caldo non è inusuale: molte gare di corsa si svolgono a temperature medie di 25 °C o più (per esempio in Kenya, in Etiopia e in Giappone).

 

Per le categorie più a rischio – anziani, bambini, donne in gravidanza, soggetti non allenati – rimane in generale un’attività sconsigliata.

Tuttavia con il dovuto allenamento, con le giuste condizioni fisiche, osservando alcuni accorgimenti e imparando ad ascoltare il proprio corpo, si può sostenere una corsa anche a temperature superiori.

 

Ricordiamo che la nostra temperatura corporea ideale è di 37 °C: quando si corre a 30-35 °C, per evitare di surriscaldarsi, il corpo inizia a sudare favorendo la dispersione di calore (ma anche di liquidi: da qui il rischio di disidratazione). I vasi sanguigni si dilatano per massimizzare l’afflusso di sangue in superficie ed ecco il perché – quando siamo sottoposti a sforzo fisico d’estate – diventiamo rossi e con le vene ben in vista.

Di conseguenza rimane meno sangue a disposizione per i muscoli e per il cuore.

Correre con alte temperature può favorire crampi muscolari e un senso di spossatezza che con un clima più mite non avvertiremmo.

Ma il corpo umano è una macchina straordinaria capace di adattarsi a temperature diverse. Con l’allenamento tenderemo a perdere minori quantità di sali minerali attraverso il sudore e diminuiranno le stesse pulsazioni sotto sforzo.

 

In generale e per tutti le regole sono:

  1. evitare le ore centrali del giorno – prediligendo per esempio la sera o il mattino presto
  2. mantenere una corretta idratazione
  3. avere un’andatura rilassata
  4. indossare abiti traspiranti.

Vale infine sempre la regola della gradualità e del buon senso: se non siamo allenati iniziamo con brevi tragitti e nelle ore più fresche. Diamo al corpo il tempo fisiologico dell’adattamento e godiamoci il nostro stacco 🙂