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31 Mag 2018

CORSA PERFETTA?

Il segreto della corsa perfetta? Il terreno!

Correre, che passione!
Piace a molti ma non tutti fanno attenzione ad un elemento importante: il terreno. La superficie gioca un ruolo principale nel corretto eseguimento dell’esercizio eppure non tutti sanno quanto possano essere gravi i rischi legati a un terreno instabile. Ma come riconoscere un terreno top da uno flop?? Ecco una semplice guida.

Terreni TOP e FLOP
Correre fa bene, e di questo ne siamo tutti consapevoli. Molti però trascurano l’importanza che il terreno ha nell’eseguimento di una buona corsa.  Ad esempio, la strada asfaltata si conferma come una delle migliori superfici su cui correre. Il fondo stabile permette di correre veloce senza compromettere le articolazioni. Anche lo sterrano è buono, soprattutto se la velocità del corridore è ridotta. In questo caso, però, a subire numerosi danni sono le scarpe che si consumano maggiormente sul terreno sterrato rispetto all’asfalto. I terreni dove è sconsigliato correre sono diversi, come i prati, troppo scivolosi e umidi per chi vuole praticare questo particolare sport. Si tratta, però, di una riflessione su lunghe distanze. Per riscaldamenti e defaticamento anche un semplice prato può bastare. La sabbia, invece, è da evitare. Su questo particolare terreno la scarpa affonda, aumentando così il rischio di infortunio. Chi, invece, ha già problemi articolari, sulla sabbia riuscirà a correre più facilmente, riuscendo nel proprio obiettivo.

 

Una corsa quasi perfetta
Tra i terreni top e quelli flop si estende una varietà di terreni su cui è possibile correre. Non sono perfetti ma riescono a rispondere a tutte le esigenze di un corridore. Tra questi spiccano le piste e i tapis roulant. Nel primo caso, la superficie delle piste aiuta ad eseguire una corsa veloce. Non sono indicate per le maratone ma bensì per semplici esercizi capaci di migliorare la tecnica. Il tapis roulant, essendo una superficie già ammortizzata, può causare diversi danni a chi utilizza scarpe ammortizzate. Gli esperti consigliano di utilizzarlo con parsimonia, assicurandosi di indossare le scarpe adeguate.
I boschi invece sono perfetti per chi ama correre immerso nella natura. Indossando le scarpe da trail running si potrà godere del panorama offerto, cimentandosi in una corsa nuova e sicuramente lontana dalla noia che solitamente intacca alcune piste. Molti consigliano di evitare i terreni rocciosi e ricchi di sassi. Cadere in questo caso sarà semplice.

 

La corsa perfetta esiste, basta scegliere accuratamente l’attrezzatura, in particolar modo le scarpe e cimentarsi in un terreno capace di sposare le proprie esigenze.
Voi dovete correte?

29 Mag 2018

IL FITNESS NON VA IN VACANZA!

Il fitness (non) va in vacanza!

Il fitness invade anche le vacanze. Yoga, corsa, corpo libero: lo sport trova il suo posto tra gli ombrelloni e le sedie sdraio. Scopriamo tutti i segreti di questa salutare tendenza, che unisce il relax delle ferie al benessere dell’esercizio fisico: il fit-cation.

Relax e allenamento

Parola d’ordine dell’estate 2018? Muoversi! A confermare questa tendenza sono state le richieste di moltissimi italiani che hanno scelto come mete le località dove il fitness è una delle attrazioni principali. Escursioni, spa, soggiorni dove si prativa lo yoga oppure località dove è il running a mantenere in buona salute i propri abitanti.
La stagione più calda di tutte si conferma come il momento ideale per ritrovare la propria forma fisica.

Non solo, la spiaggia diventa il luogo perfetto dove poter mettere in pratica tutti i buoni propositi che durante l’anno abbiamo accantonato. Complice è sicuramente il tempo a disposizione che si impadronisce delle giornate, portando molti vacanzieri a scegliere attività lontane dal solito relax. Yoga, esercizi a terra oppure in mare sono tra i più gettonati. Ma fanno davvero così bene? La risposta è semplice: sì!

Una vacanza, mille esercizi!

Byebye palestra, benvenuta spiaggia! Lo yoga si sposta dai tappettini delle palestre, arrivando sulle asciugamani e tra le dune di sabbia. A confermare questa tendenza sono le modelle che da qualche tempo hanno scelto le spiagge caraibiche per i loro esercizi fisici. Molti di questi movimenti possono essere riprodotti anche da chi, questa estate, ha scelto di dedicarsi al proprio benessere. Una mossa in particolare può far ritrovare il proprio equilibrio fisico e mentale. Basterà mettersi supine e alzare gambe con i piedi a martello. Mantenendo questa posizione il più a lungo possibile, il sangue delle gambe defluirà, ricaricandosi di ossigeno.
Non solo lo yoga arriva tra le spiagge ma anche il SUP, un esercizio che permette di stare in equilibrio sulla tavola da surf. Equilibrio e coordinazione regolano questo particolare esercizio che dalla California è arrivato fino alle nostre spiagge. Aiuta a tonificare il corpo, dagli addominali alla fascia muscolare centrale.
E se questi due particolari esercizi si uniscono danno vita allo SUP Yoga, dove equilibrio e concentrazione regolano la corretta esecuzione.

Anche la tipica corsa sulla spiaggia è tornata in voga. Un toccasana, soprattutto quando è unita a esercizi di training a corpo libero.

Voi quali esercizi vi porti in vacanza?

 

25 Mag 2018

ANIMALI: SALUTE IN SICUREZZA

Perché è importante usare prodotti specifici per gli amici a 4 zampe?

 

Per prendersi cura di un animale domestico non bisogna mai tralasciare la loro igiene, specie se i nostri amici a 4 zampe sono lasciati liberi all’aperto. Per garantire la loro salute e la massima pulizia, occorre utilizzare i giusti prodotti per l’igiene, diversi da quelli pensati per uso umano.
Quindi?
Non possiamo usare gli stessi prodotti, per noi e per loro.

Fare il bagnetto al nostro cane o una toeletta al gatto utilizzando uno shampoo neutro, anche delicato o specifico per neonati, è rischioso per il nostro animale domestico. Il ph della loro cute, infatti, è diverso da quello umano, dunque un prodotto non specifico per animali rischia di distruggere il film protettivo e danneggiare il pelo.

Inoltre, umani e animali non hanno la necessità di essere protetti dagli stessi parassiti né vengono attaccati dagIi stessi agenti infettivi, ecco perché per loro occorre usare dei detergenti in grado di prendersi cura della loro pelle e, al tempo stesso, capaci di garantire la giusta protezione e la corretta pulizia. L’unico prodotto non troppo dannoso che possiamo usare in casi d’emergenza è il sapone di Marsiglia, ma solo per pulizie rapidissime e in zone circoscritte. Per i gatti particolarmente spaventati dall’acqua e per una rinfrescata al pelo del nostro cane, possiamo optare anche per uno shampoo secco pensato per animali domestici.

In commercio esistono molti prodotti specifici per i nostri amici a 4 zampe, ma bisogna sempre prestare attenzione all’inci e soprattutto scegliere prodotti certificati. Detergenti low cost o con ingredienti poco chiari potrebbero creare problemi al pelo e alla pelle del nostro animale domestico, da semplici pruriti e arrossamenti fino a vere e proprie reazioni allergiche. Non significa spendere tanto. Non significa disperdere tante energie.
Noi vi aspettiamo in farmacia per una consulenza specifica anche su questo!

 

Buona giornata in compagni degli amici migliori 🙂

 

 

 

 

 

24 Mag 2018

SOLE E SICUREZZA

Protezione solare: perché è importante usare solo prodotti sicuri!

Con l’arrivo della bella stagione non vediamo l’ora di esporci al sole ma, puntualmente, vi ricordiamo che la pelle deve essere ben protetta dai raggi dannosi. Non tutte le protezioni, però, sono davvero in grado di creare uno schermo efficace e quindi la scelta del prodotto giusto, sicuro e certificato diventa una priorità.

Abbiamo già dato nel tempo alcune indicazioni. fasce orare di esposizione, accorgimenti e altro ancora.
Oggi parliamo di prodotti solari. 

Per poter essere definita sicura, una protezione solare deve proteggere sia dai raggi UVA che da quelli UVB e non contenere sostanze dannose per la pelle. L’inci resta l’unico indicatore per capire quanto una protezione possa essere efficace e valida, e gli ingredienti da bandire sono:

  • l’Oxybenzone
  • il Diethyl e ethyhexil triazon
  • l’Od Paba
  • il 4 methilbenzyliden camphor

 

Tutte queste sostanze vengono assorbite dalla pelle e rischiano di creare danni irreversibili, dunque i solari che presentano questi elementi sono da scartare.

È preferibile poi scegliere protezioni solari prive di profumazioni, alcol, paraffina e parabeni, ingredienti che possono creare macchie cutanee e allergie, oltre a pruriti e rossori. Da evitare anche i prodotti che contengono retinyl palmitate, un derivato della vitamina A che aumenta la fotosensibilità della pelle rendendola così più esposta alle scottature e ai danni causati dai raggi solari.

Noi in farmacia ci siamo già attrezzati e non dimenticate di verificare il nostro spazio legato agli eventi e alle promo: ci sarà un’estate davvero calda!

 

 

18 Mag 2018

INTEGRATORI: ALLEATI DI BELLEZZA

Tutti pazzi per gli integratori!

Sportivi, alimentari, multivitaminici. Di cosa stiamo parlando? Degli integratori, gli alleati del nostro benessere! Una tipologia, però, sta conquistando tutti: gli integratori per la protezione solare. Un aiuto interno e non esterno che arriva per prevenire malattie cutanee e proteggere la pelle.
Ma funzionano davvero? La riposta è semplice: sì!

Integratori, ad ognuno il suo

Un aiuto reale per il nostro organismo, il sostegno necessario per ritrovare il proprio benessere. Gli integratori non sono solo semplici pastiglie ma rappresentano il supporto adatto a ritrovare la propria salute.
Compensano una carenza nutrizionale, apportano le vitamine necessarie, ridanno energia agli sportivi. Mille sono i motivi per cui possiamo utilizzarli ma univoco è il risultato: il benessere!
Semplici da prendere, rappresentano un aiuto reale, soprattutto in momenti delicati come il cambio stagione che stiamo affrontando in questo particolare periodo.
Su questo argomento, non ci sono dubbi: assumere regolarmente gli integratori di vitamine può solo aiutare a prevenire i malanni di stagione.
Più energia abbiamo, meglio affrontiamo l’estate in arrivo. Ma la tendenza beauty ha accolto un nuovo alleato: gli integratori per la protezione solare. Semplici pastiglie capaci di proteggere la pelle. Non solo, i loro benefici comprendono un miglioramento dell’abbronzatura, incrementando nel contempo la resistenza cutanea allo stress solare. Un aiuto che arriva dall’interno per proteggere ciò che abbiamo di più caro ed esposto, la pelle.

Ma come funzionano? Esistono solo quelli solari? Scopriamolo insieme!

Uno dei settori maggiormente in crescita, l’aiuto reale che stavamo aspettando da tempo. Gli integratori supplements, in particolari quelli solari, stanno spopolando e il segreto di questo successo risiede nel benessere che riescono ad apportare. I più efficaci, secondo una ricerca fatta dal Guardian, sono in particolare gli integratori anti-aging, quelli dedicati alla protezione solare e alla luminosità della pelle.

Il segreto?

Gli ingredienti che li compongono, come l’acido ialuronico, il collagene e la Vitamina C e i micronutrienti come zinco, selenio, magnesio e antiossidanti. Migliorano i meccanismi di protezione solare, agendo sulla pigmentazione e sulla naturale resistenza agli stress della luce. Una fotoprotezione che arriva da dentro, garantendo risultati ottimali e duraturi.

No, non dobbiamo addio alle creme ma possiamo fare qualcosa in più.
Vi aspettiamo in farmacia!

15 Mag 2018

PAROLA D’ORDINE: PREVENZIONE!

Stile di vita sano? Il segreto è nella prevenzione

Lo stile di vita incide molto sul nostro stato di salute. Buone e cattive abitudini concorrono per peggiorare oppure migliorare il nostro invecchiamento. Soprattutto le cattive abitudini. A confermarlo è stato il più grande studio compiuto in Australia sull’invecchiamento.
Un piccolo indizio sui risultati emersi: mai mixare i vizi dannosi!

Le cattive abitudini accelerano l’invecchiamento

Fumare, essere sedentari, consumare spesso alcolici: comportamenti dannosi capaci di peggiorare il nostro stato di salute. Tutto ciò è noto a molti ma pochi sanno quanto mixare queste cattive abitudini possa incidere sull’invecchiamento. Sono causa del progredire delle malattie e talvolta possono anche portare ad una morte prematura.

A confermarlo sono stati i risultati emersi dallo studio effettuato in Australia su un campione di ben 230 mila partecipanti. Oltre alle più conosciute, molte sono le abitudini quotidiane che aumentano il rischio di invecchiamento e morte prematura. Dal dormire più di nove ore a notte alle molte ore passate seduti. La sedentarietà è dannosa, soprattutto quando è prolungata. A confermalo sono stati gli studiosi dichiarando che stare seduti fino a sette ore al giorno può essere letale.  Non solo, se a questa abitudine si unisce il consumo di alcool e il tabagismo, il risultato può essere fatale.

L’unione, in questo caso, non fa la forza ma bensì la toglie. Ma non è mai troppo tardi per correre ai ripari e migliorare il proprio stile di vita.

Prevenire è meglio!

Una minaccia è rappresentata dall’unione di tre dannosi fattori: ore dormite, sigarette fumate e alcool consumato. Quando si convive con queste tre abitudini la probabilità di morte prematura si quadruplica. Per questo la prevenzione assume un ruolo importante, fondamentale per invecchiare al meglio prevenendo danni irreparabili.

Ogni elemento della nostra quotidianità costituisce il puzzle della nostra buona salute. Bisogna tenerne conto, prendendosi cura di noi stessi. Ad esempio, calcolare al meglio le ore dormite per notte potrà essere un inizio, soprattutto se legato allo smettere di fumare. Non solo, diminuendo il consumo di alcoolici ed aumentando le ore di attività fisica, il nostro fisico gioirà subito del cambiamento. I risultati, però, si potranno ammirare nel tempo ed è per questo che bisogna cominciare fin da subito per godersi un invecchiamento migliore.

 

11 Mag 2018

UNO SHAMPOO PER OGNI TIPO DI CAPELLO

Lo shampoo è il primo trattamento essenziale per la salute del cuoio capelluto e la bellezza della chioma.
La sua azione primaria è la pulizia unita all’idratazione ma ogni capello, in base alle sue caratteristiche, richiede un lavaggio diverso.

Ma andiamo per ordine.

Un consiglio valido sempre è di non utilizzare sempre lo stesso shampoo ma di variarlo indirizzandosi su tipologie complementari ma sempre indicate per il tipo di capello. Parliamo di quello che noi definiamo equilibrio delle detergenze. Fondamentale per pulire senza aggredire, nutrendo e dano i giusti e indonei apporti.

La seconda indicazione è di non lavare i capelli troppo spesso. Consiglio fondamentale specialmente se abbiamo i capelli grassi o con forfora. L’ideale in questi casi è lavarli 2-3 volte la settimana senza esagerare con la quantità di shampoo.

In commercio esistono diverse tipologie di shampoo formulati con principi attivi naturali. Si pensi a quelli a base di miele, ortica, arancia, carbone vegetale. Noti e validissimi i benefici relativi.

In generale ricordiamo che lo shampoo deve essere scelto con cura ed in base alle abitudini di ogni persona ed alla tipologia dei capelli.
Ad esempio se si è costretti a lavare i capelli di frequente è meglio scegliere uno shampoo con una formulazione delicata. Per chi, invece, ha i capelli grassi è consigliabile ridurre e/o limitare i lavaggi scegliendo uno shampoo specifico leggermente acido, in grado di ripristinare il normale Ph della cute. Per contrastare la caduta spesso più abbondante in alcuni periodi dell’anno, può essere utile uno shampoo specifico capace di nutrire e idratare a fondo. In caso di forfora è importante mantenere il più possibile le condizioni naturali dei capelli evitando shampoo aggressivi e preferendo prodotti dalla formulazione delicata adatti anche a chi soffre di prurito del cuoio capelluto. I capelli secchi e crespi, infine, vanno nutriti, idratati e fortificati maggiormente.

Insomma … è proprio il caso di dire che uno shampoo non vale l’altro!!

Noi, come sempre, Vi aspettiamo in farmacia per presentarvi la nostra gamma  di shampoo e prodotti complementari in grado di regalare salute e bellezza.

08 Mag 2018

FIBRILLAZIONE ATRIALE E PREVENZIONE ICTUS

La fibrillazione atriale rappresenta la più frequente aritmia cardiaca.
Cosa succede in questo caso? Il cuore batte in maniera irregolare creando un “ristagno” di sangue al suo interno con il rischio di formazione di coaguli (grumi solidificati di sangue). I coaguli possono immettersi nella circolazione sanguigna ed arrivare al cervello causando un ictus ischemico.

Accade spesso che la fibrillazione atriale venga diagnosticata solo in seguito all’insorgenza dell’ictus che, come purtroppo sappiamo, comporta gravi ripercussioni sull’aspettativa e sulla qualità della vita.
Questo è quanto messo in evidenza dal progetto “la fibrillazione atriale in Italia”.

Ma cerchiamo di essere il più informativi possibile. Le caratteristiche associate al elevato rischio di fibrillazione atriale sono:

  • età superiore i 65 anni
  • ipertensione
  • diabete
  • problemi cardiaci
  • disfunzione tiroidea
  • apnee notturne
  • insufficienza renale
  • abuso di bevande alcoliche e utilizzo di droghe.

I sintomi più comuni sono:

  • senso di battito cardiaco “strano e irregolare”
  • difficoltà di respirazione in condizioni di sforzo
  • facile affaticamento.

Molte persone affette da fibrillazione atriale non presentano sintomi per cui la patologia non diagnosticata e quindi, non curata, diventi particolarmente pericolosa.
E’ per questo che diventa importante controllare il proprio battito cardiaco misurando la pressione arteriosa con apparecchi automatici dotati di algoritmi (validati) in grado di indicare la possibile presenza di fibrillazione atriale. Compito del medico sarà indicare gli accertamenti necessari per la diagnosi.

Ad oggi sono disponibili nella nostra farmacia misuratori di pressione con tecnologia brevettata Microlife AFIB che, tramite algoritmo AFIB, permettono uno screening della fibrillazione atriale per la prevenzione dell’ictus.

Per questo e per qualsiasi dubbio ci sentiamo nei commenti o ci vediamo in via pontida, 2 a Legnano!

04 Mag 2018

QUALE AMINOACIDO ASSUMERE?

Dobbiamo dunque capire quale sia l’amminoacido migliore da assumere.

In verità non ci sono tanti fattori da considerare. La scelta dipende solo ed esclusivamente dal nostro obiettivo e dal risultato che vogliamo raggiungere perché non esiste una composizione amminoacidica migliore in assoluto.

Cerchiamo ora di darvi delle indicazioni di partenza.

Dunque, se utilizzate i BCAA pre-workout/during work/post workout allora conviene indirizzarsi sui classici  BCAA con rapporto 2:1:1 proprio perché quello che serve è energia e non avrebbe senso assumere grosse dosi di leucina.

Se utilizzate i BCAA during work e post-workout si consiglia di utilizzare quelli con rapporto 4:1:1 in modo da dare sia energia sia recupero nel post-workout grazie alla leucina raddoppiata rispetto ai classici 2:1:1.

Se il vostro interesse è solamente il recupero post-workout allora utilizzate i BCAA con rapporto 8:1:1 o 12:1:1 per avere la massima sintesi proteica possibile, visto le altissime quantità di leucina.

Se utilizzate i BCAA per la corsa e la bici potete scegliere tranquillamente sia i 3:1:1 o i 2:1:1 a seconda della fase di preparazione.
(Il dott. Paolo ad esempio utilizza i 3:1:1 quando fa un allenamento per sviluppare un po’ di muscolatura e potenza, i 2:1:1 nella parte di stagione con le gare.)

La regola generale è quindi che più aumenta il valore della leucina, migliore sarà l’assunzione a fine allenamento (o durante) mentre minore è la leucina e maggiormente preferibile sarà l’assunzione prima dell’allenamento.
Questa regola non è ovviamente assoluta e nulla vieta all’atleta di sperimentare tipi diversi di ramificati in momenti diversi dell’allenamento (anche una % prima e la dose restante alla fine), fino a trovare la modalità più efficace per il proprio corpo.

E’ chiaro che queste che abbiamo fornite sono indicazioni di partenza. La scelta possiamo farla insieme in farmacia.
Il dott. Paolo vi aspetta 🙂

02 Mag 2018

AMICO SOLE!

Il sole è vita, calore, energia. Il sole è “amico”!
O per lo meno cosi dovrebbe essere.

Affinché sia così è importante imparare a conoscerlo facendo attenzione agli effetti “nocivi” che un’esposizione sconsiderata può causare.

Prendere il sole ci fa sentire meglio e ci fornisce una nuova carica emotiva. Ci sentiamo piu belli, energici e felici.
Ma i raggi UV possono avere sul nostro organismo alcuni effetti importanti che è opportuno conoscere quali:

  • l’abbronzatura (o pigmentazione cutanea) il cui scopo naturale è proteggere la nostra pelle;
  • l’eritema solare ovvero l’arrossamento della pelle che, in caso di esposizione protratta, può trasformarsi in ustione;
  • l’attivazione della vitamina D per la quale è indispensabile l’esposizione ai raggi UV. La vitamina D attivata favorisce l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino ed il suo deposito nelle ossa con conseguenti effetti benefici.

Ma andiamo per ordine.
La pelle, l’organo più esteso che protegge il nostro corpo dalle aggressioni esterne, esposta al sole subisce l’azione dei raggi UV. Se non ci fosse una attenzione e cura da parte nostra, questi possono provocare scottature, accelerare il processo di invecchiamento cutaneo (a causa della produzione di radicali liberi) sino a causare patologie cutanee a lungo termine.

Naturalmente, per difendersi dai raggi UV, la pelle attiva un processo di produzione di melanina: una sostanza che, assorbendo e riflettendo i raggi UV, protegge la nostra pelle.

Ma questo non basta. E’ opportuno il nostro intervento. E’ opportuno, soprattutto alla prima esposizione, intervenire con l’utilizzo di creme specifiche con adeguato filtro solare, adatto al proprio fototipo, e trattamenti lenitivi ed idratanti post esposizione.
Inoltre una corretta integrazione di beta-carotene (vitamina A), di cui è ricca la carota, vitamina E ed antiossidanti assunti a partire almeno da 1 mese prima dell’esposizione ai raggi del sole, aiuta a non scottarsi ed a proteggersi dai danni a lungo termine.

Il sole è un amico e per le istruzioni d’uso vi aspettiamo in farmacia 🙂