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21 Feb 2022

Vitamina C e semi di Pompelmo

I benefici vitamina C, con i semi di pompelmo è un vero booster per la salute

La vitamina C contribuisce anche a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.

I benefici vitamina C, con i semi di pompelmo è un vero booster per la salute

I benefici della vitamina C combinata con i semi di pompelmo

La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è il nutriente che per eccellenza ha introdotto il ruolo degli integratori alimentari nella vita quotidiana dei più. Da sempre conosciuta per il supporto dato alle funzioni del sistema immunitario, contribuisce anche a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e alla conseguente riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.

In particolare, Nutrifarma propone un integratore alimentare a base di vitamina c e bioflavonoidi estratti da semi di pompelmo per potenziare l’azione di protezione delle cellule: Vita C bioflavonoidi.

 

Estratto di semi di pompelmo: i bioflavonoidi

I flavonoidi sono sostanze naturali spontaneamente disponibili nella frutta, nelle verdure, nel tè, nel caffè, nel vino e che hanno proprietà antiossidanti e di riparazione dei danni cellulari utili per la prevenzione delle malattie degenerative. Combinati con la vitamina C danno vita a un prodotto indicato per l’utilizzo quotidiano durante tutto l’arco dell’anno e, in particolare, durante i periodi di forte affaticamento come il cambio di stagione.

 

Vitamina C: i benefici

La vitamina C, oltre alle rinomate proprietà antiossidanti per combattere i radicali liberi, è coinvolta in molteplici reazioni e processi dell’organismo come la produzione di globuli rossi e collagene, il metabolismo del ferro, il rafforzamento del sistema immunitario.

Si tratta di un elemento essenziale, che l’organismo umano non sintetizza modo naturale. Quindi, è necessario assumerla attraverso l’alimentazione quotidiana, prevalentemente con frutta e verdura. Per raggiungere la dose giornaliera raccomandata di 100 mg è necessario integrare la routine a tavola con supplementi di vitamina C.

 

da www.nutrifarma.it

30 Ott 2021

Acidità e Reflusso

Le problematiche digestive correlate allo stomaco costituiscono eventi che con diverse frequenze e diverse intensità, possono andare dal semplice fastidio alla vera e propria criticità, interessando un’importante fetta della popolazione.

Esistono diverse situazioni che possono essere alla base di questi problemi digestivi in grado di causare manifestazioni che vanno dalla semplice acidità gastrica a un vero e proprio reflusso gastro-esofageo.

Sicuramente condizioni patologiche come l’infezione da Elicobacter pyilory e l’ernia iatale sono spesso correlate alle manifestazioni più importanti che devono essere affrontate con un opportuna terapia medica ma, per questo, non sono da trascurare anche tutta quella gamma di condizioni pre-patologiche dove ancora non si è instaurato un quadro che richiede un approccio terapeutico e tutta quella gamma di disturbi occasionali che possono essere particolarmente frequenti in soggetti che per stile di vita e impegni lavorativi non sempre riescono ad avere un alimentazione corretta e regolare.

Infatti molto frequente è il quadro di quei soggetti che a cagione di uno stile di vita molto pieno e stressante si vedono costretti a consumare pasti ad orari irregolari, fuori casa, magari dovendo ricorrere all’ultimo momento quello che riescono a trovare sul posto.

Quali sono i sintomi che indicano problemi digestivi?
Innanzi tutto occorre differenziare tra semplice bruciore di stomaco o acidità gastrica (più o meno occasionale) e un reflusso gastro esofageo vero e proprio, in quanto ogni situazione avrà applicazioni maggiormente indicate.

Acidità e bruciore di stomaco
Per quanto riguarda il bruciore di stomaco l’approccio razionale si pone due obiettivi: ridurre l’acidità tamponando l’acido cloridrico contenuto nel succo gastrico prodotto nello stomaco e esercitare un’azione protettivo/lenitiva sulla mucosa gastrica.

L’acidità dello stomaco può essere efficacemente tamponata mediante calcio carbonato, direttamente in grado di reagire con l’acido cloridrico portando alla formazione di un sale di calcio, acqua e anidride carbonica, con un sollievo molto rapido in seguito all’assunzione.

Un ulteriore aiuto, funzionale al completamento del quadro, può essere fornito con l’idrossido di magnesio, sostanza alcalina in grado di agire tamponando l’acidità del succo gastrico per una finestra temporale compresa tra le 2 e le 4 ore , favorendo quindi un sollievo prolungato che completa la rapida azione esercitata dal calcio carbonato.

La mucosa invece potrebbe essere protetta mediante l’utilizzo di un estratto di malva, storicamente utilizzato per l’alto tenore in mucillagini, sostanze in grado di esercitare una buona funzione emolliente e lenitiva, riducendo le irritazioni correlate all’eccessiva acidità e formando una sorta di film protettivo in grado di fornire ulteriore protezione ai tessuti.

Il reflusso gastrico
Per quanto riguarda il reflusso vero e proprio la situazione può essere affrontata in maniera leggermente diversa, infatti fermo restando l’utilità del calcio carbonato nella rapida riduzione dell’acidità gastrica, risulta molto importante fornire una maggiore protezione di natura meccanica sia in maniera diretta che in maniera indiretta.

A questo proposito molto interessante si dimostra l’estratto di liquirizia, in grado di favorire una protezione indiretta stimolando la produzione di muco da parte della parete gastrica e riducendo i fenomeni infiammatori della mucosa grazie alla capacità di prolungare la durata dei naturali meccanismi volti al controllo dell’infiammazione dei nostri tessuti.

Dal punto di vista della protezione diretta invece si mostra estremamente interessante l’acido alginico contenuto per esempio nell’alga kelp.

L’acido alginico risulta infatti in grado di formare un gel viscoso a lenta dissoluzione, in grado quindi sia di esercitare un effetto “barriera” nei confronti dei tessuti con cui viene in contatto, che di costituire un vero e proprio “tappo” a livello dello stomaco, per impedire appunto il reflusso del succo gastrico proteggendo l’esofago e le strutture correlate.

Queste soluzioni nutraceutiche possono rivelarsi preziosi strumenti per la gestione di queste problematiche, venendo in contro alle necessità di chi a cagione di diverse situazioni, fisiologiche, lavorative o organizzative, si trova a dover gestire una situazione gastrica non sempre ottimale.

da www.nutrifarma.it

16 Ott 2021

Le 10 regole per costruire la massa

Come costruire massa magra ovvero muscolare? Basta seguire alcune facili regole.

È sempre impegnativo dare i 10 comandamenti, infatti difficile che tutti si riconoscano in linee guida ferree che poi, nella pratica, devono sempre e comunque essere personalizzate secondo le caratteristiche del singolo individuo.

Vi diamo quindi 10 regole per aumentare la vostra massa magra ovvero muscolare per un fisico più definito.

  1. Dai spazio al recupero: non è vero che di più è meglio, soprattutto per la frequenza. Vero è che puoi allenare anche solo 1 muscolo al giorno e quindi prima che torni ad allenare quel muscolo passano 6/8 giorni, ma gli organi di “smaltimento” sono sempre gli stessi e corrono il rischio di sovraccaricarsi . Si possono fare brevi periodi con alta frequenza ma questi devono avere poi periodi di supercompensazione.
  2. Dormi molto e bene: non è importante solo la quantità 7/9 ore , ma la qualità del sonno. Un’ ottima componente di sonno profondo, è l’elemento base per il recupero e la crescita. Il sonno deve essere prevalentemente notturno, lo sa bene chi per lavoro fa i turni che il sonno diurno ha qualità diversa.
  3. Mangia spesso: almeno 6 volte, colazione, metà mattina, pranzo, pomeriggio, cena e dopo cena; e comunque usa la regola delle 2,5 ore circa fra un pasto e l’altro. Se passano molte ore fra pranzo e cena introdurre due spuntini nel pomeriggio.
  4. Mangia bilanciato: a ogni pasto dare spazio a tutti i nutrienti. Non solo proteine e glucidi, anche i grassi sono dei grandi alleati, sono dei mediatori ormonali, forniscono calorie interessanti e migliorano i recuperi.
  5. Non fare allenamenti troppo lunghi: volumi intensi di lavoro, e/o l’assidua frequenza, sono parametri da usare con le “molle”. In alcuni casi possono essere dei validi stimoli, quando se ne abusa però, portano inevitabilmente a stress cronico con relativo catabolismo.
  6. Pensa positivo: la mente è un grande alleato per l’ottimizzazione dei processi metabolici; la positività aiuta i sistemi ormonali e a superare la negatività generata dagli inevitabili ostacoli e contrattempi del quotidiano. È fondamentale definire gli obbiettivi ( anche a breve termine) per recarsi in palestra con già le idee chiare, consapevoli che si farà un ottimo training.
  7. Affidati ai movimenti base: squat, stacchi, panca, lenti , sono i fondamentali; non si costruisce massa abusando di alzate laterali , croci o braccia. Dedicati a questi esercizi cambiando serie, ripetizioni, recuperi. Poi ci possono essere periodi in cui i complementari servono per scaricare le articolazioni e dare un tipo diverso di intensità.
  8. Non concentrarti solo su alcuni gruppi muscolari: prima occorre costruire solide fondamenta, non fare come quei principianti che già dopo 6 mesi vogliono concentrarsi solo su uno o due muscoli.
  9. Usa gli integratori giusti: attenzione, non occorre abusarne, semplicemente seleziona i principali. Delle buone proteine, i BCAA (aminoacidi ramificati) oppure un pool di aminoacidi, la glutammina, la creatina, un sostegno per le articolazioni, l’HMB. Già questi integratori per la palestra sono più che sufficienti per sostenerti e integrare un’alimentazione che deve però avere in se le linee guida corrette.
  10. Scegli una palestra motivante: ben attrezzata ma che abbia ciò che serve veramente, tanti manubri e bilancieri, panche e magari 2 rack per lo squat. Solitamente in questi ambienti potrai anche trovare compagni di allenamento con cui condividere allenamenti, obbiettivi e discussioni. Allenarsi in un ambiente sterile e “moscio” è certamente poco motivante e non si instaura quello spirito necessario per raggiungere gli obbiettivi.

I punti da sviluppare sarebbero ancora molti ma in realtà con i 10 che avete letto siete già a buon punto.

Un successo si costruisce dalle basi, andando ad ottimizzare tutti quei componenti che non sono solo allenamento e alimentazione, ma tutto quel complesso di situazioni che contribuiscono a raggiungere la meta.

Arnold diceva che per crescere occorre “allenare per la massa, mangiare per la massa, pensare per la massa”.

 

da www.keforma.com

29 Set 2021

Acidità e reflusso

Le problematiche digestive correlate allo stomaco costituiscono eventi che con diverse frequenze e diverse intensità, possono andare dal semplice fastidio alla vera e propria criticità, interessando un’importante fetta della popolazione.

Esistono diverse situazioni che possono essere alla base di questi problemi digestivi in grado di causare manifestazioni che vanno dalla semplice acidità gastrica a un vero e proprio reflusso gastro-esofageo.

Sicuramente condizioni patologiche come l’infezione da Elicobacter pyilory e l’ernia iatale sono spesso correlate alle manifestazioni più importanti che devono essere affrontate con un opportuna terapia medica ma, per questo, non sono da trascurare anche tutta quella gamma di condizioni pre-patologiche dove ancora non si è instaurato un quadro che richiede un approccio terapeutico e tutta quella gamma di disturbi occasionali che possono essere particolarmente frequenti in soggetti che per stile di vita e impegni lavorativi non sempre riescono ad avere un alimentazione corretta e regolare.

Infatti molto frequente è il quadro di quei soggetti che a cagione di uno stile di vita molto pieno e stressante si vedono costretti a consumare pasti ad orari irregolari, fuori casa, magari dovendo ricorrere all’ultimo momento quello che riescono a trovare sul posto.

Quali sono i sintomi che indicano problemi digestivi?
Innanzi tutto occorre differenziare tra semplice bruciore di stomaco o acidità gastrica (più o meno occasionale) e un reflusso gastro esofageo vero e proprio, in quanto ogni situazione avrà applicazioni maggiormente indicate.

Acidità e bruciore di stomaco
Per quanto riguarda il bruciore di stomaco l’approccio razionale si pone due obiettivi: ridurre l’acidità tamponando l’acido cloridrico contenuto nel succo gastrico prodotto nello stomaco e esercitare un’azione protettivo/lenitiva sulla mucosa gastrica.

L’acidità dello stomaco può essere efficacemente tamponata mediante calcio carbonato, direttamente in grado di reagire con l’acido cloridrico portando alla formazione di un sale di calcio, acqua e anidride carbonica, con un sollievo molto rapido in seguito all’assunzione.

Un ulteriore aiuto, funzionale al completamento del quadro, può essere fornito con l’idrossido di magnesio, sostanza alcalina in grado di agire tamponando l’acidità del succo gastrico per una finestra temporale compresa tra le 2 e le 4 ore , favorendo quindi un sollievo prolungato che completa la rapida azione esercitata dal calcio carbonato.

La mucosa invece potrebbe essere protetta mediante l’utilizzo di un estratto di malva, storicamente utilizzato per l’alto tenore in mucillagini, sostanze in grado di esercitare una buona funzione emolliente e lenitiva, riducendo le irritazioni correlate all’eccessiva acidità e formando una sorta di film protettivo in grado di fornire ulteriore protezione ai tessuti.

Il reflusso gastrico
Per quanto riguarda il reflusso vero e proprio la situazione può essere affrontata in maniera leggermente diversa, infatti fermo restando l’utilità del calcio carbonato nella rapida riduzione dell’acidità gastrica, risulta molto importante fornire una maggiore protezione di natura meccanica sia in maniera diretta che in maniera indiretta.

A questo proposito molto interessante si dimostra l’estratto di liquirizia, in grado di favorire una protezione indiretta stimolando la produzione di muco da parte della parete gastrica e riducendo i fenomeni infiammatori della mucosa grazie alla capacità di prolungare la durata dei naturali meccanismi volti al controllo dell’infiammazione dei nostri tessuti.

Dal punto di vista della protezione diretta invece si mostra estremamente interessante l’acido alginico contenuto per esempio nell’alga kelp.

L’acido alginico risulta infatti in grado di formare un gel viscoso a lenta dissoluzione, in grado quindi sia di esercitare un effetto “barriera” nei confronti dei tessuti con cui viene in contatto, che di costituire un vero e proprio “tappo” a livello dello stomaco, per impedire appunto il reflusso del succo gastrico proteggendo l’esofago e le strutture correlate.

Queste soluzioni nutraceutiche possono rivelarsi preziosi strumenti per la gestione di queste problematiche, venendo in contro alle necessità di chi a cagione di diverse situazioni, fisiologiche, lavorative o organizzative, si trova a dover gestire una situazione gastrica non sempre ottimale.

da www.nutrifarma.it

16 Set 2021

AA CHETOGENICI

Il nuovo prodotto KETONAM della Linea MCT di KEFORMA è una formula chetogenica di aminoacidi studiata specificamente per i regimi dietetici a ridotto apporto glucidico ma ad alto apporto di grassi.

Proteine e diete chetogeniche
Non sempre una dieta che rispetti un basso dosaggio di carboidrati può dirsi chetogenica. Se ad esempio si eccede nell’apporto proteico, l’organismo può reagire utilizzando gli aminoacidi provenienti dalla lisi proteica e, attraverso la glucogenesi, convertirli in glucosio andando quindi a “minare” il regime di chetosi.

Questo perché se il regime di chetosi non è ben avviato (spesso nelle fasi iniziali), qualsiasi substrato possa essere convertito in glucosio, deve essere evitato, pena un allungamento dei tempi di entrata a regime.

Leucina e lisina rappresentano gli unici aminoacidi non interconvertibili, quindi energia e costruzione muscolare senza compromissione del regime cheto.

KETONAM come funziona?
Gli aminoacidi chetogenici leucina e lisina vengono convertiti direttamente nell’aceto-acetato dei corpi chetonici, se disponibili in quantità sufficienti, contribuiscono quindi ad aumentare il numero di corpi chetonici che il fegato può altrimenti produrre solo dal grasso.

KETONAM rappresenta un valido aiuto per mantenere l’organismo permanentemente nello stato ottimale di chetosi. Per questo motivo gli aminoacidi chetogenici sono particolarmente vantaggiosi anche per chi si approccia alla dieta chetogenica.

Dopo aver rinunciato ai carboidrati, il corpo deve prima formare determinati enzimi e ormoni prima di poter produrre corpi chetonici dal grasso. In questa situazione, gli aminoacidi chetogenici sono il perfetto aiuto all’avviamento.

Meliloto estratto secco titolato in cumarine: Il suo effetto drenante assume un ruolo molto importante specialmente nella fase iniziale della chetosi nel drenare le tossine che si producono in queste circostanze.

Quando assumere KETONAM:

  • come integrazione di sostegno in diete keto;
  • supportare la massa magra in restrizione calorica;
  • nelle fasi iniziali di diete keto per contrastare i sintomi definiti come keto flu: spossatezza, nausea, mal di testa;
  • nelle fasi iniziali con azione detox su fegato e reni grazie alle proprietà drenanti, detossificanti ed antinfiammatorie del meliloto.

da www.keforma.com

12 Lug 2021

Integrazione Pre-workout

La gestione del pre-workout, ovvero prima di svolgere un’attività fisica, è un ambito molto discusso e sicuramente non completamente risolto.

Esistono infatti diverse scuole di pensiero relativamente:

  • approcci squisitamente energetici basati sulla supplementazione di prodotti a base di carboidrati e lipidi.
  • l’approccio coenzimatico volto a fornire sostanze utili a ottimizzare le funzioni fisiologiche correlate alla produzione energetica
  • quello volto a fornire integratori dall’effetto “stimolante” di diverse funzioni fisiologiche come estratti vegetali, singoli aminoacidi etc.

Tralasciando l’approccio esclusivamente energetico e volendo approfondire il ruolo degli ottimizzatori metabolici, quali coenzimi e stimolanti, uno degli approcci più utili per capire gli effetti maggiormente sfruttabili nella gestione del pre workout è quello di suddividere ed esaminare, in maniera sistematica, gli strumenti nutraceutici a disposizione…

Aminoacidi

Arginina: costituisce un aminoacido fondamentale nel sostenere l’organismo nell’attività fisica, in particolare se prolungata, in quanto alla base dei processi di produzione dell’ossido nitrico, che oltre ad agire come vero e proprio neurotrasmettitore ricopre un ruolo essenziale nella vasodilatazione migliorando la circolazione sanguigna e quindi la fornitura di ossigeno e nutrienti al muscolo scheletrico. Si mostra inoltre molto utile nello smaltimento di prodotti di scarto secondari ad alti livelli di attività fisica.

Glicina: aminoacido molto versatile, interviene nel metabolismo energetico accoppiato a vitamine del gruppo B, ottimizzando la produzione di energia. Attivo anche come neurotrasmettitore eccitatorio insieme al glutammato.

Alanina: aminoacido utile nel colmare diverse carenze dei metabolismi energetici sia entrando nella catena di processi di utilizzo del glucosio (gluconeogenico) sia come intermedio della successiva fase di produzione di energia, il ciclo di krebs,

Taurina: aminoacido dagli effetti ergogenici multifattoriali, interviene sia stimolando e implementando diverse funzioni del sistema nervoso che implementando alcune funzioni energetiche cellulari

Carnitina: derivato aminoacidico utile nel favorire l’utilizzo di grassi nella produzione di energia, fattore molto interessante soprattuto nelle prestazioni di durata, non secondario il ruolo cardio e neuro protettore, funzionale al mantenimento di alte prestazioni nel lungo periodo

L’utilizzo equilibrato di questi aminoacidi permette di fornire sostegno dal punto di vista della produzione di energia, bilanciando eventuali carenze e favorire l’eliminazione dei prodotti di scarto. Ultimo vantaggio, ma non meno importante, il supporto della circolazione e la stimolazione del sistema nervoso.

Glucidi
Glucuronolattone: componente del metabolismo del glucosio, utile nell’esecuzione di attività di lunga durata soprattutto in virtù delle sue capacità di detossificazione dei prodotti di scarto dei metabolismi energetici.

È inoltre efficace nel prevenire la deplezione e nel favorire la resintesi di glicogeno, ponendo le basi per un recupero ottimale.

Estratti vegetali
Eleuterococco: adattogeno utile nell’affrontare stimoli stressogeni (come l’attività fisica) in virtù dell’equilibrato bilancio degli effetti stimolanti e rilassanti, particolarmente evidente nell’incrementata capacità di sopportare stimoli allenanti nel tempo.

Ginseng: effetti adattogeni generali simili a quelli dell’eleuteroccocco ma impatto maggiore nel sostegno delle funzioni mentali e nel far fronte alla percezione della “fatica centrale”.

Caffeina: sostanza dalle note capacità stimolanti in grado di agire incrementando il rilascio di adrenalina e noradrenalina con relativo incremento di tutte le funzioni metaboliche correlate, utile nel sostegno dell’attività fisica e nell’incremento delle capacità di “sopportare” a livello nervoso e fisico lo stress correlato aumentando globalmente le tempiste di capacità prestativa e la capacità dell’organismo di utilizzare diversi nutrienti.

Bromelina: sostanza di natura proteica ad azione enzimatica utile sia in virtù delle interessanti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che proteolitiche utili per quanto riguarda la quota assorbita nel favorire un migliore smaltimento dei prodotti di scarto di natura azotata, derivanti cioè dal metabolismo di aminoacidi e proteine.

Anche in questo caso la diversa associazione di sostanze di natura vegetale permette dia abbinare una serie di effetti utili nello stimolo e nel supporto del sistema nervoso, elemento essenziale soprattutto nelle prestazioni di durata, da non trascurare inoltre il supporto dei processi di detossificazione e di risposta allo stress utili nel mantenimento di alti livelli prestativi.

La combinazione funzionale di tutte queste “famiglie” di supplementi si mostra estremamente interessante nel fornire un supporto volto sia a stimolare le funzioni che a prevenire le carenze nella produzione di energia, favorendo razionalmente i processi utili nel sostenere l’organismo al massimo delle sue prestazioni.

da www.keforma.com

08 Lug 2021

Recupero e Performace Sportiva

Si parla sempre dell’importanza del recupero e di quanto sia fondamentale ai fini della performance sportiva.

Se ci fosse una formula matematica che ci dicesse come recuperare al meglio dopo un allenamento particolarmente intenso o dopo una gara, sarebbe tutto decisamente più semplice!

Peccato che non sia così, però qualche piccola accortezza è necessaria, quindi ora vediamo insieme quali sono le 3 nozioni fondamentali da sapere sull’argomento.

 

Finestra anabolica: quando assumere gli integratori per il recupero post allenamento o gara?
Per finestra anabolica s’intende il periodo immediatamente successivo a un allenamento, in cui il muscolo è predisposto al massimo all’assorbimento e all’utilizzo di tutti i nutrienti necessari, per ripristinare le scorte perse durante l’allenamento.

Normalmente questa finestra ha una durata variabile tra i 20 ed i 120 minuti dal termine dell’allenamento, a seconda del tipo di lavoro svolto e dell’intensità.

Tutto ciò che verrà introdotto in questo lasso di tempo, verrà utilizzato dal nostro organismo per ripristinare le scorte di glicogeno, carboidrato di riserva stoccato all’interno dei muscoli e che viene utilizzato quando non abbiamo più zucchero prontamente disponibile all’utilizzo; introdurre gli aminoacidi ramificati, che hanno il compito di ricostruire il muscolo che “ci siamo mangiati” durante l’attività, ed infine i sali minerali persi con la sudorazione.

Migliore sarà la qualità dell’ingrediente, migliore sarà l’efficienza del nostro corpo nel ripristinare le scorte.

 

Ora andiamo ad analizzare con cosa integrare.

 

Zuccheri
Nel fegato e nei muscoli di ciascuno di noi sono presenti, sotto forma di glicogeno, dai 250 ai 450 grammi di glucosio (in relazione allo stato di nutrizione, di allenamento e alla taglia corporea). Questi depositi garantiscono una riserva di 1000-1800 calorie.

Per essere ripristinate è necessario fornire al nostro organismo dei carboidrati prontamente disponibili.

I carboidrati più utilizzati per il recupero sono le maltodestrine, ovvero polimeri derivanti dal processo di idrolisi degli amidi (solitamente viene impiegato amido di mais). Tramite processi industriali è infatti possibile modificare i legami chimici che uniscono i polisaccaridi, ottenendo carboidrati più o meno complessi.

Le maltodestrine così ottenute sono solubili in acqua, hanno un sapore gradevole e risultano di facile digestione.
Le maltodestrine si differenziano tra di loro in base alla destrosio-equivalenza (D.E), un parametro che esprime il grado di idrolisi degli amidi e dei carboidrati da essi derivati.

Viene espressa con un valore numerico che va da 0 (amido complesso) a 100 (glucosio); tale numero dipende dalla lunghezza dei monomeri presenti nell’amido e nei suoi prodotti di idrolisi.

In generale la DE dà al consumatore una stima della complessità delle varie maltodestrine. Come regola generale più alto è il valore della destrosio-equivalenza, più corte sono le catene di polisaccaridi, quindi più veloci saranno le modalità di assorbimento ed utilizzazione.

In conclusione, l’utilizzo di carboidrati con indice glicemico variabile (da moderato ad alto) subito dopo l’attività fisica, fa si che il muscolo abbia subito disponibile il substrato col quale ricaricare le scorte di glicogeno muscolare ed è per questo che spesso vengono utilizzati dei mix di maltodestrine insieme ad altri carboidrati, come per esempio fruttosio e destrosio.

 

Amminoacidi
Possiamo immaginare gli aminoacidi come i mattoni per la costruzione dei nostri muscoli. Durante l’attività fisica, questi vengono utilizzati a scopo energetico, in quanto al nostro organismo “costa meno” a livello energetico andare a staccare un amminoacido anziché impiegare una molecola di grasso.

Gli aminoacidi coinvolti nella sintesi proteica sono venti e tra questi otto sono essenziali: leucina, isoleucina e valina (BCAA, Branches Chain Amino Acids), lisina, metionina, treonina, fenilalanina e triptofano). Il termine essenziali sta ad indicare l’incapacità dell’organismo di sintetizzarli autonomamente a partire da altri aminoacidi. Significa pertanto che devono essere necessariamente introdotti con la dieta.

Per quanto riguarda la loro utilità nel recupero muscolare post allenamento, le proteine e gli aminoacidi, BCAA in particolar modo, sono efficaci per la ripresa funzionale e strutturale del muscolo, ottimizzando la fase di recupero.

La peculiarità che distingue gli aminoacidi a catena ramificata dagli altri è rappresentata da una diversa via metabolica di produzione energetica.

Rispetto agli altri, i BCAA sono molecole direttamente utilizzabili dai muscoli, e questa peculiarità li rende molto più efficaci nella produzione energetica diretta, ma soprattutto nella conversione per la ricostituzione delle riserve di glicogeno e per la riparazione dei muscoli danneggiati dall’attività fisica.

 

Glutammina
Un altro aminoacido molto importante ai fini del recupero è la glutammina. È coinvolta nello scambio di azoto tra i tessuti e nella produzione e/o stoccaggio del glucosio, nei meccanismi di idratazione ed è utilizzata sia durante l’esercizio fisico, sia in tutte quelle attività che comportano uno stress fisiologico.

È infatti il più importante trasportatore di azoto, derivante dalla rottura delle proteine, e stimola la produzione dell’ormone GLP-1.

In questo modo la glutammina aiuta a mantenere costante il livello di glucosio nel sangue e favorisce la sintesi del glicogeno. Mantiene inoltre il normale equilibrio acido-base del corpo, trasportando ai reni l’ammoniaca derivante dalla scissione degli aminoacidi.

In risposta ad un estenuante esercizio fisico viene rilasciata dai muscoli in quantità significative. Per questo motivo, se non viene ripristinata, il recupero e le funzioni immunitarie, possono subire un netto calo: è il più importante fornitore di energia per le cellule immunitarie e intestinali.

Se questo amminoacido è carente, il motore di queste cellule perde colpi ed esse non riescono più a lavorare correttamente.

 

Vitamine e minerali
Vitamine e sali minerali vengono persi in quantità significativa durante l’attività sportiva. Essi sono implicati in numerosi metabolismi e la loro carenza potrebbe compromettere il corretto funzionamento di alcuni di questi.

In particolare la vitamina C è implicata nella funzione immunitaria, mentre il reintegro di potassio e magnesio sono fondamentali per il normale equilibrio acido-base.

 

In conclusione

la parola d’ordine per un corretto recupero è integrare con il giusto mix carboidrati, amminoacidi, vitamine e sali minerali nel periodo immediatamente successivo all’allenamento, in modo tale da ripristinare tutte le scorte utilizzate durante l’attività!

 

da www.keforma.com

29 Giu 2021

Sport e Frutta Secca

La frutta secca è un ottimo alimento per assicurare allo sportivo un’adeguata fornitura di energia e una notevole serie di vantaggi tutti da scoprire. Stiamo parlando di alimenti naturali, che fanno parte da migliaia di anni del patrimonio alimentare umano e che continuano ad essere utilizzati proprio per le importanti caratteristiche nutrizionali.

La significativa presenza di grassi “buoni” permette di ottenere un’alta densità energetica (tanta energia con piccole quantità di alimento) contribuendo allo stesso tempo al benessere dell’intestino e all’equilibrio della risposta infiammatoria.

La frutta secca si rivela inoltre un’ottima fonte di micronutrienti quali vitamine, minerali e sostanze antiossidanti, preziose risorse nutrizionali essenziali per un corretto funzionamento dell’organismo.

La performance atletica è una delicata alchimia che prevede l’equilibrato contributo di diversi fattori, legati al tipo di disciplina, alla condizione dell’atleta, all’allenamento, alla nutrizione e all’eventuale impiego di nutraceutici.

Nonostante questi fattori combinati tra loro portino a una grande variabilità, un elemento può essere considerato trasversale; un vero e proprio cardine intorno al quale si sviluppa la performance atletica: la disponibilità di energia.

Importanza della disponibilità energetica per le performance sportive
Possiamo combinare tutti gli altri parametri nelle maniere più varie ma, in assenza di un’adeguata disponibilità energetica, non è possibile richiedere all’organismo di dare il massimo, realizzando una prestazione vincente.

Per questo sono disponibili un gran numero di soluzioni, realizzate impiegando carboidrati, aminoacidi glucogenetici o grassi, impiegati singolarmente o in miscela, con l’obiettivo di fornire energia in maniera più o meno rapida per periodi più o meno prolungati a seconda delle diverse esigenze.

Oltre a predisporre un’efficiente fornitura energetica, è possibile fare altro per ottimizzare la performance?
Si, analizzando in profondità molti alimenti di comune impiego come, ad esempio, la frutta secca e la frutta essiccata che fanno parte del tradizionale patrimonio alimentare mediterraneo è possibile scoprire o meglio “riscoprire” alcune caratteristiche estremamente interessanti nel supporto, ma soprattutto nell’ottimizzazione della performance ottenibili mediante il consumo di comuni alimenti.

Qual è la frutta secca migliore per l’attività sportiva?
Analizzando le proprietà di diverse tipologie di frutta secca e frutta essiccata non è possibile affermare che una si dimostri in senso assoluto migliore di un’altra, ma piuttosto è più corretto isolare dai diversi prodotti quali caratteristiche possano mostrarsi particolarmente utili per lo sportivo.

Mandorla
La mandorla si dimostra uno degli alimenti di maggior interesse in ambito sportivo, tanto da essere oggetto di studi nella medicina dello sport. Il suo valore calorico e la sua composizione ne fanno uno degli alimenti più interessanti per ottenere un’alta fornitura energetica nel medio termine già per il consumo di quantitativi piuttosto modesti.

È stato dimostrato e documentato in letteratura scientifica che il consumo di mandorle sia singolarmente che associato ad alimenti ricchi in polifenoli (come, ad esempio, l’uvetta) favorisce la performance prolungando la distanza percorsa, la reattività psicomotoria e il recupero, rispetto a una fonte di carboidrati di pari valore calorico.

Uvetta
L’uvetta è un alimento estremamente ricco in polifenoli, sostanze dalla potente azione antiossidante, che esercitano un documentato effetto positivo sulla performance di endurance e sul recupero, in particolare quando il consumo viene associato a quello delle mandorle.

Il processo di essiccatura riduce il volume e il contenuto idrico del frutto contribuendo a produrre un “concentrato naturale” di sostanze antiossidanti e di energia di pronto impiego.

Arachidi
Le arachidi sono spesso associate in prima battuta solo al concetto di snack, dimostrando invece caratteristiche di notevole interesse per lo sportivo a motivo della particolare composizione amminoacidica.

Sono state indentificate nelle arachidi piccole catene di aminoacidi (peptidi a basso peso molecolare <1 kD) in grado di agire positivamente sulla performance, favorendo il prolungamento di alti livelli prestativi e un bilancio più favorevole nel metabolismo di grassi e carboidrati.

Questi effetti si mostrano di particolare interesse nel supportare le attività di endurance.

Pistacchio
I pistacchi sono delle vere e proprie fonti concentrate di micronutrienti ed energia. Si dimostrano infatti ricchi in potassio, vitamina E, e diversi micronutrienti quali rame, ferro, magnesio, vitamina B6 e tiamina.

Il pistacchio inoltre mostra un ottimo contenuto di sostanze dalle notevoli proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Il suo consumo unisce quindi al contributo energetico anche la capacità di fornire micronutrienti e antiossidanti, utili nel supporto e nel mantenimento di alti livelli di prestazione.

Perchè scegliere le barrette energetiche invece di semplice frutta secca?
Queste caratteristiche sono molto interessanti ma in corso di attività, l’utilizzo di frutta secca e frutta essiccata “tali e quali” speso potrebbe rivelarsi una scelta non propriamente funzionale. Non è sempre facile realizzare un adeguato bilancio tra le diverse componenti con il rischio di ottenere miscele sbilanciate o non facilmente digeribili.

Inoltre, il formato “nativo” obbliga a portarsi dietro il classico “sacchettino” da cui pescare la miscela realizzata, soluzione poco pratica nel ciclismo e assolutamente improponibile nel running.

Miscelando frutta secca e frutta essiccata non è possibile aggiungere ulteriori ingredienti come estratti vegetali o fonti proteiche che possano “completare” gli effetti a supporto della performance.

Barrette energetiche con betaina
Qual è la soluzione di integratori sportivi con frutta secca?
KEFORMA ha realizzato KE ENERGY una barretta energetica bilanciata a base di frutta secca e frutta essiccata, che unisce tutte le proprietà a sostegno e supporto della performance all’azione sinergica della betaina, sostanza naturalmente presente nel mondo vegetale, in grado di favorire la mobilizzazione e l’utilizzo dei grassi con finalità energetica, insieme all’ingresso dei nutrienti e dell’acqua a livello cellulare contribuendo a contrastare il fenomeno della disidratazione.

La barretta completa, inoltre, il bilancio dei nutrienti con una piccola quota proteica funzionale a un più graduale assorbimento dei nutrienti e completo supporto della prestazione.

Quindi costituisce non più un semplice alimento ma un vero e proprio alimento tecnico, ottimizzato per il sostegno della performance in tutte le sue fasi, che rende pratico consumare frutta secca e frutta essiccata sotto forma di una piccola barretta che conserva stabilmente la sua forma ma una volta assunta si scioglie rapidamente in bocca.

da www.keforma.com

Bibliografia

Yi et al. The effect of almond consumption on elements of endurance exercise performance in trained athletes Journal of the International Society of Sports Nutrition 2014, 11:18 http://www.jissn.com/content/11/1/18.

D’Unienville NMA, Hill AM, Coates AM, et al. Effects of almond, dried grape and dried cranberry consumption on endurance exercise performance, recovery and psychomotor speed: protocol of a randomised controlled trial. BMJ Open Sport & Exercise Medicine 2019;5:e000560. doi:10.1136/ bmjsem-2019-000560.

J. Liu , L W Chen, K M Ji, L Yu, Z J Zhang An endurance-enhancing effect of peanut meal protein hydrolysate in mice: possible involvement of a specific peanut peptide Anim Physiol Anim Nutr (Berl) . 2014 Oct;98(5):830-7. doi: 10.1111/jpn.12140. Epub 2013 Oct 26.

M. Bulló , M. Juanola-Falgarona , P. Hernández-Alonso , J. Salas-Salvadó Nutrition attributes and health effects of pistachio nuts Br J Nutr . 2015 Apr;113 Suppl 2:S79-93. doi: 10.1017/S0007114514003250.

Antonio Tomaino , Maria Martorana, Teresita Arcoraci, Domenico Monteleone, Corrado Giovinazzo, Antonella Saija Antioxidant activity and phenolic profile of pistachio (Pistacia vera L., variety Bronte) seeds and skins Biochimie. 2010 Sep;92(9):1115-22. doi: 10.1016/j.biochi.2010.03.027. Epub 2010 Apr 11.

22 Giu 2021

Gambe gonfie e caldo

Le gambe gonfie e pesanti sono una problematiche di molte donne, soprattutto con l’arrivo dei primi caldi. Ti diamo qualche consiglio per alleviare questo fastidio.

Nel periodo estivo le problematiche correlate alle gambe gonfie per diverse ragioni tendono generalmente a farsi sentire in maniera più marcata, infatti le maggiori temperatura, i prolungati periodi di attività e perché no, anche l’utilizzo di abiti più succinti e più leggeri possono porre maggiormente in risalto problematiche di questo tipo.

Ma come può essere affrontato questo disturbo? Mediante l’utilizzo di un prodotto drenante o di un prodotto flebotropo?

Questo dubbio apparentemente amletico si rivela invece una questione tecnica molto importante da affrontare per la corretta scelta di un prodotto o come vedremo per la corretta sequenza di utilizzo dei prodotti in discussione.

Da dove partire quindi? Dalle differenze tecniche tra le diverse tipologie di prodotti e dal perché e dal come si verifica il gonfiore.

Volendo definire sinteticamente le funzioni dei prodotti in oggetto è possibile affermare che il flebotropo favorisce l’integrità strutturale e funzionale dei vasi sanguigni, evitando che improprie vasodilatazione e permeabilità consentano ai vasi di “far passare” un eccessiva componente plasmatica (la parte liquida del sangue) ai tessuti.

Mentre il drenante agisce favorendo la rimozione di un eccesso di componente liquida, eventualmente presente sia per problematiche di natura metabolica che come residuo di una problematica circolatoria.

Quindi, dal punto di vista pratico, per il classico soggetto con:

  • fragilità capillare;
  • a cui facilmente in seguito a urti modesti si formano ecchimosi ed ematomi sproporzionati rispetto all’entità dell’urto;
  • a cui l’arto inferiore tende a gonfiarsi dopo poco tempo in cui si trova in piedi;
  • magari con problematiche capillari anche in altre aree del corpo (viso, palpebra inferiore, tronco, ecc…)

il flebotropo rappresenta la scelta di elezione in quanto in un soggetto del genere: drenando non andremmo a risolvere il problema ma otterremmo un effetto che in poco tempo tenderebbe a manifestarsi di nuovo (sarebbe come voler svuotare una vasca con un secchio che perde…), invece rafforzando la parete dei vasi affronteremmo la causa dei disturbi migliorando la condizione alla base della problematica e solo dopo un adeguato trattamento del genere eventualmente potremmo utilizzare un drenante per affrontare la parte residua o eventualmente sovrapposta del disturbo.

Mentre per il soggetto con:

  • cosce e gambe persistentemente gonfie a prescindere dalle ore in piedi;
  • con problematiche metaboliche tipo “alterata glicemia a digiuno” “insulino resistenza”;
  • con problematiche di natura ginecologico/ormonale come per esempio “ovaio policistico”;
  • magari in sovrappeso, obesi o comunque con accumulo adiposo di natura ginoide (obesità gluteo-femorale, la classica forma “a pera”)

Il drenante si rivela la scelta vincente in quanto l’accumulo di fluidi non è correlato a una problematica circolatoria ma a dinamiche metaboliche e ormonali non completamente efficienti, quindi facilitare l’eliminazione delle sostanze non correttamente metabolizzate (per esempio accumulate a livello linfatico) permette di conseguenza di eliminare anche l’eccesso di fluidi correlato alla loro presenza.

Tra le sostanze ad azione flebotropa di maggior interesse troviamo la diosmina un efficace vaso protettore, l’estratto di centella asiatica in grado di favorire i processi di riparazione vasale limitando nel contempo i fenomeni che concorrono a limitarne l’integrità, l’estratto di Hamamelis Virginiana (amamelide) in grado di favorire la resistenza capillare e infine gli estratti di Aesculus Ippocastanum (ippocastano) e di Crataegus monogyn (biancospino) in grado di modulare restituire tono alla circolazione del sangue agendo nel contempo come antiossidanti e protettori.

Analizzando le sostanze con effetto drenante è possibile trovare invece gli estratti di:

  • Taraxacum officinale (tarassaco) dalle note proprietà diuretiche, utile quindi nell’eliminazione dei liquidi in eccesso.
  • Silybum marianum (cardo mariano) favorente la funzionalità e quindi la circolazione epatica problema molto spesso alla base di problemi circolatori generalizzati.
  • Orthosiphon aristatus depurativo/drenante in grado di fa aumentare il volume di urina prodotta.
  • Coffea arabica (caffè verde) ricco in acido clorogenico utile nella modulazione dell’assorbimento e di conseguenza nel metabolismo degli zuccheri.
  • Lentinula edodes (shitake) utile nella modulazione dei fenomeni imunitario-infiammatori e nella modulazione della pressione sanguigna.
  • Ananas comosus per il suo contenuto in bromellina dalle note proprietà antinfiammatorie e antiedemigene per affrontare a 360° le problematiche alla base di accumuli localizzati e cellulite.
  • Ruscus aculeatus (rusco) un vero e proprio jolly in quanto in grado di agire come antiedemigeno, antinfiammatorio e drenante.

Gli strumenti a disposizione sono sicuramente tanti ed efficaci, quello che si rivela fondamentale per ottenere il meglio da loro è l’utilizzo specifico di un drenante o di un flebotropo sulla base di specifiche esigenze facilmente identificabili con i pochi aspetti discussi in precedenza.

da www.nutrifarma.it

 

26 Mag 2021

Ke One

KE ONE è una barretta proteica con ricopertura al cioccolato e flakes proteici con strato di caramello a basso tenore di carboidrati e zuccheri.

Rappresenta un nuovo approccio nella nutrizione proteica dello sportivo: le proteine da siero di latte e soia, rendono il prodotto estremamente digeribile mentre la componente lipidica è rappresentata da acidi grassi a catena media MCT NEOBEE®.

Gli MCT aumentano il metabolismo favorendo il consumo dei lipidi a lunga catena (grassi di deposito).

Il consumo di MCT favorisce l’utilizzazione fisiologica dei substrati di natura lipidica, dimostrata in vivo da numerose ricerche, questo si traduce in un consumo anche dei grassi a lunga catena LCT, con miglioramento del rapporto massa magra massa grassa.

I trigliceridi a catena media selezionati NEOBEE®, consentono una significativa fornitura di energia grazie alla loro biodisponibilità immediata: bypassano il sistema digestivo ed essendo trasportati subito dopo l’assunzione al circolo portale passano nel mitocondrio e vengono utilizzati a scopo energetico nel ciclo dio Krebs / fosforilazione ossidativa e nella formazione dei corpi chetonici.

(Gli MCT attraversano rapidamente la barriera ematoencefalica rendendo disponibili substrati energetici a livello del SNC e sono utili alla funzione cognitiva).

Indicata prima e dopo Body building, Ciclismo, Fitness, Functional training, Nuoto, Palestra, Pallacanestro, Pallavolo, Rugby, Running, Sci di fondo, Tennis, Triathlon.

SENZA GLUTINE SENZA OLIO DI PALMA