Farmacia Introini – Legnano
26 Nov 2025

Come l’HRV Cardiaco Può Trasformare le Tue Performance Sportive in 30 Giorni (Senza Allenarsi di Più)

Ti svegli già alle 5:30 del mattino per infilare quella corsa prima del lavoro. Sacrifichi le serate con gli amici per rispettare il programma di allenamento. Eppure, nonostante tutti questi sforzi, ti ritrovi spesso a chiederti perché le tue prestazioni ristagnano, perché quella sensazione di stanchezza non ti abbandona mai, e perché alcuni giorni ti senti al top mentre altri fai fatica anche negli allenamenti più semplici.

Ti riconosci in questa descrizione? Allora quello che sto per dirti potrebbe cambiare radicalmente il tuo approccio allo sport.

Il Mio Viaggio nell’HRV: Da Scettico a Convertito

Quando, dieci anni fa, ho iniziato a studiare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) come farmacista, ero scettico. Mi sembrava l’ennesima moda del wellness. Poi ho iniziato a utilizzarla su me stesso e sui miei atleti, studiando approfonditamente la letteratura scientifica. I risultati sono stati talmente evidenti che oggi non riesco più a immaginare una programmazione dell’allenamento che non tenga conto di questo parametro fondamentale.

In questi anni ho seguito centinaia di atleti amatoriali e professionisti, e posso dirti con certezza: l’HRV è il segreto nascosto che separa chi progredisce costantemente da chi si allena duramente ma ottiene risultati mediocri.

Cos’è Davvero l’HRV (Spiegato Semplicemente)

L’HRV, o variabilità della frequenza cardiaca, misura la variazione di tempo tra un battito cardiaco e l’altro. Potresti pensare che un cuore sano batta come un metronomo perfetto, ma è vero l’esatto contrario: più il tuo cuore è capace di variare l’intervallo tra i battiti, più il tuo sistema nervoso è equilibrato e pronto a performare.

Pensa all’HRV come al tuo “conto in banca” di energia: ogni giorno puoi controllare quanto “capitale” hai a disposizione per allenarti intensamente o se invece è meglio recuperare.

Il Sistema in 4 Passaggi per Sfruttare l’HRV

Passaggio 1: Misura Correttamente (Settimana 1-2)

La misurazione è tutto. Investi in un dispositivo affidabile: una fascia cardio Polar o Garmin, oppure uno smartwatch con sensore ottico di qualità.

Il protocollo mattutino: ogni mattina, appena sveglio, ancora a letto, misura il tuo HRV per 3-5 minuti. La costanza è fondamentale: stessa ora, stessa posizione, stesse condizioni. Dopo due settimane avrai stabilito la tua baseline personale.

Passaggio 2: Interpreta i Dati (Settimana 3-4)

Dimentica i numeri assoluti. Quello che conta è la tua tendenza personale. Se la tua HRV è del 20% o più sopra la tua media: sei pronto per un allenamento intenso. Se è nella norma: allenamento moderato. Se è del 10% o più sotto la media: giornata di recupero attivo o riposo.

Il tuo corpo ti sta letteralmente dicendo cosa fare. Impara ad ascoltarlo.

Passaggio 3: Adatta l’Allenamento (Settimana 5-8)

Qui avviene la magia. Invece di seguire rigidamente il piano settimanale, diventa flessibile:

  • HRV alta: oggi è il giorno perfetto per quella sessione di intervalli che avevi programmato
  • HRV normale: allenamento di volume moderato, tecnica, resistenza aerobica
  • HRV bassa: yoga, stretching, camminata leggera, nuoto rilassato

Questa flessibilità intelligente ti permetterà di allenarti intensamente quando il corpo è pronto e di recuperare quando ne ha bisogno, evitando il sovrallenamento.

Passaggio 4: Ottimizza lo Stile di Vita (Continuo)

L’HRV è anche un incredibile biofeedback per le tue scelte quotidiane. Noterai che dormire 7-8 ore, evitare l’alcol, gestire lo stress lavorativo e mangiare in modo equilibrato influenzano direttamente i tuoi valori mattutini. È un sistema di auto-monitoraggio potentissimo.

“Ma Io Non Ho Tempo per Queste Complicazioni…”

Capisco la tua obiezione. Anch’io inizialmente pensavo che aggiungere un’altra variabile rendesse tutto troppo complesso. Ma rifletti: stai già dedicando ore ogni settimana all’allenamento. Aggiungere 5 minuti al mattino per ottimizzare TUTTO il resto non è complicazione, è intelligenza.

Un recente studio pubblicato sull’International Journal of Sports Physiology and Performance ha dimostrato che gli atleti che modulavano l’allenamento in base all’HRV miglioravano le performance del 7-12% in più rispetto al gruppo di controllo, con una riduzione del 40% del rischio di sovrallenamento. Sette-dodici percento. Sono secondi sul tuo tempo personale, chilogrammi in più sulla panca, quella gara che finalmente completi senza crollare al chilometro 35.

La Scienza Non Mente (E I Risultati Neanche)

Marco, runner amatoriale di 42 anni, era bloccato da due anni sullo stesso personal best sulla mezza maratona. Dopo sei settimane di allenamento guidato dall’HRV, ha migliorato il suo tempo di 4 minuti e 32 secondi. Non si è allenato di più, si è allenato meglio.

Elena, triatleta, soffriva di continue ricadute dopo periodi intensi. Da quando usa l’HRV come bussola, ha completato la sua prima gara Ironman senza infortuni.

Questi non sono casi isolati. La ricerca scientifica lo conferma: uno studio della Finnish Society of Sports Medicine su 40 corridori ha evidenziato che il gruppo che seguiva un programma HRV-guided ha ottenuto miglioramenti significativamente superiori nella soglia anaerobica rispetto al gruppo che seguiva un piano tradizionale.

Il Momento di Agire È Adesso

Hai due strade davanti: continuare ad allenarti alla cieca, sperando che più volume o più intensità producano risultati, oppure iniziare da domani mattina a dialogare scientificamente con il tuo corpo.

L’HRV non è magia, è fisiologia applicata. È il modo in cui gli atleti d’élite si allenano da anni, e ora è accessibile anche a te con una tecnologia che costa meno di un paio di scarpe da running.

Non devi rivoluzionare tutto subito. Inizia semplicemente a misurare. Osserva. Comprendi i pattern. Poi, gradualmente, lascia che questi dati guidino le tue scelte.

Ho creato una Guida Pratica Completa all’HRV per Atleti che include protocolli di misurazione dettagliati, tabelle di interpretazione personalizzabili, esempi di programmazione settimanale adattiva e un foglio Excel per tracciare i tuoi progressi. È lo stesso sistema che uso con i miei atleti, condensato in un formato che chiunque può seguire.

Il tuo corpo ha un linguaggio preciso. L’HRV è il traduttore. Inizia ad ascoltare, e guarda le tue performance decollare nei prossimi 30 giorni.

Non allenarti di più. Allenati con intelligenza.

19 Nov 2025

L-Acetilcarnitina: Come Questa Molecola Sblocca il Tuo Metabolismo Energetico e Rivoluziona le Tue Performance (Anche Se Pensi di Aver Già Provato Tutto)

Il Problema Che Nessuno Ti Ha Mai Spiegato Veramente

Lo so. Ti alleni con costanza, segui una dieta bilanciata, dormi le tue otto ore. Eppure, quella sensazione di stanchezza persistente non ti abbandona mai del tutto. Arrivi in palestra già svuotato, e a metà allenamento le gambe sembrano di piombo. La lucidità mentale che avevi al mattino svanisce nel pomeriggio come neve al sole.

E la cosa più frustrante? Tutti ti dicono che è normale, che devi “ascoltare il tuo corpo”, che forse stai esagerando. Ma tu sai che c’è qualcosa che non va. Il tuo corpo ha energia intrappolata, ma non riesce ad accedervi quando ne hai più bisogno.

Non sei tu il problema. È il modo in cui il tuo metabolismo energetico sta lavorando.

Chi Sono e Perché Dovresti Ascoltarmi

Negli ultimi dieci anni ho seguito centinaia di atleti, dai runner amatoriali ai bodybuilder agonisti, passando per CrossFitter e triatleti. Ho visto persone cambiare radicalmente le proprie performance non aggiungendo ore di allenamento, ma ottimizzando un singolo aspetto: il trasporto degli acidi grassi nei mitocondri.

Quella frase che hai appena letto è la chiave di tutto. E la L-Acetilcarnitina è lo strumento che apre quella porta.

Cos’è la L-Acetilcarnitina e Perché È Diversa da Tutto Ciò Che Hai Provato

La L-Acetilcarnitina (ALCAR) è la forma acetilata della L-carnitina, un aminoacido che il tuo corpo produce naturalmente ma spesso in quantità insufficienti, soprattutto se sei un atleta o se segui diete restrittive.

La sua funzione è cristallina: trasporta gli acidi grassi a catena lunga all’interno dei mitocondri, le centrali energetiche delle tue cellule, dove vengono convertiti in ATP, la valuta energetica del corpo.

Ma c’è di più. A differenza della L-carnitina standard, la forma acetilata attraversa facilmente la barriera emato-encefalica, portando benefici anche al cervello: maggiore focus, protezione neuronale e riduzione della nebbia mentale.

La Soluzione in 4 Passaggi Pratici

Passo 1: Inizia con il Dosaggio Corretto

Assumi 500-1000 mg di L-Acetilcarnitina al mattino a stomaco vuoto, 30 minuti prima della colazione. Questo massimizza l’assorbimento e sfrutta il picco naturale di cortisolo per mobilitare i grassi.

Passo 2: Aggiungi una Dose Pre-Workout

Nei giorni di allenamento, prendi altri 500-1000 mg 30-45 minuti prima della sessione. Questo garantisce che i tuoi mitocondri abbiano il “carburante” pronto quando la richiesta energetica aumenta.

Passo 3: Combina con Carboidrati Strategici

Accompagna l’integrazione con una piccola quota di carboidrati (15-30g) per stimolare l’insulina, che favorisce l’ingresso della carnitina nelle cellule muscolari. Una banana o una manciata di fiocchi d’avena sono perfetti.

Passo 4: Valuta i Risultati Dopo 3-4 Settimane

Gli effetti della L-Acetilcarnitina sono cumulativi. Tieni un diario di allenamento annotando percezione di energia, tempi di recupero e lucidità mentale. Dopo un mese, i dati parleranno chiaro.

“Ma Ho Già Provato la Carnitina e Non Ha Funzionato”

Questa è l’obiezione numero uno che ricevo. E la risposta è semplice: probabilmente hai usato L-carnitina tartrato o L-carnitina fumarato, forme meno biodisponibili e prive dell’effetto nootropico.

La L-Acetilcarnitina ha una biodisponibilità superiore del 20-30% e, grazie al gruppo acetile, bypassa i limiti di assorbimento intestinale che frenano le altre forme.

Inoltre, molti prendono la carnitina senza ottimizzare gli altri fattori: deficit di magnesio, carenza di vitamina D, insulino-resistenza. La L-Acetilcarnitina non è una bacchetta magica, è un tassello di un puzzle metabolico che va completato.

I Dati Non Mentono: La Scienza Dietro la Molecola

Uno studio pubblicato su Journal of Physiology ha dimostrato che la supplementazione di L-carnitina per 24 settimane ha aumentato il contenuto muscolare di carnitina del 21%, riducendo contemporaneamente l’accumulo di acido lattico durante l’esercizio ad alta intensità e migliorando il recupero post-workout.

Un altro studio del 2018 su soggetti anziani ha evidenziato come 1500 mg al giorno di L-Acetilcarnitina per 6 mesi abbiano migliorato significativamente la funzione cognitiva e ridotto la fatica mentale.

Ma la testimonianza che preferisco viene da Marco, 38 anni, runner amatoriale: “Dopo tre settimane di ALCAR ho tagliato 4 minuti sul mio tempo sui 10K. Ma soprattutto, ho smesso di crollare mentalmente al pomeriggio. È come se avessi trovato un interruttore che non sapevo esistesse.”

Il Momento di Agire È Adesso

Ora hai tutte le informazioni. Sai cos’è la L-Acetilcarnitina, come funziona, come integrarla correttamente. Sai che la scienza la supporta e che migliaia di atleti ne beneficiano ogni giorno.

Il tuo corpo ha un potenziale energetico enorme, ma è intrappolato. Gli acidi grassi sono lì, pronti a essere bruciati, ma senza il trasportatore giusto rimangono inutilizzati.

Ogni allenamento sotto tono, ogni pomeriggio passato nella nebbia mentale, ogni recupero che si allunga troppo è un’opportunità persa. Non per mancanza di impegno, ma per mancanza di ottimizzazione.

La domanda non è se la L-Acetilcarnitina funziona. La domanda è: quanto ancora vuoi aspettare prima di sbloccare la versione di te che sa già di poter essere?

Inizia oggi. Il tuo metabolismo ti ringrazierà.

05 Mag 2021

Acido lattico, Lattato e ciclismo

Nel ciclismo accade spesso sia in allenamento sia in gara, che il cuore del corridore vada oltre i valori di soglia finendo nella così detta soglia anaerobica producendo così acido lattico.

Si passa da un valore di battito cardiaco in cui l’ossigeno assunto con la normale respirazione è sufficiente a svolgere le funzioni biologiche, a una situazione, in cui l’ossigeno non basta più.

Quando l’organismo si trova in questa situazione, i muscoli producono un eccesso di acido lattico e s’inizia a percepire bruciore.

Il corpo umano possiede dei sistemi di difesa per proteggersi dall’acido lattico e può riconvertirlo in glucosio grazie all’attività del fegato mentre il cuore, per esempio, è invece in grado di metabolizzare l’acido lattico a scopo energetico.

Il ciclista, che svolge un lavoro muscolare molto strenuo, provoca nel suo organismo, un fenomeno in cui il metabolismo aerobico non è più in grado di soddisfare le aumentate richieste energetiche e attiva una via accessoria per la produzione di ATP chiamata meccanismo anaerobico lattacido.

Tale fenomeno pur sopperendo in parte, la mancanza di ossigeno aumenta la quota di acido lattico prodotta che a sua volta eccede le capacità di neutralizzazione da parte dell’organismo.

Il risultato di questo processo è un brusco incremento della quota di lattato presente nel sangue che corrisponde grossomodo alla frequenza di soglia anaerobica del soggetto.

Chimicamente la molecola di glucosio è scissa in due molecole di acido piruvico; tale reazione porta alla produzione di energia, immagazzinata in 2 molecole di ATP.

 

Condizioni aerobiche e anaerobiche: quando l’acido lattico causa dolori muscolari?

Mentre in condizioni aerobiche le molecole prodotte sono completamente degradate in anidride carbonica, in condizioni anaerobiche le molecole di acido piruvico sono degradate in altri composti organici, tra cui il temuto acido lattico e gli ioni idrogeno che poi sono la reale causa del dolore muscolare.

Nel muscolo sotto sforzo la produzione di acido lattico è massiccia soprattutto nelle fibre veloci o bianche che hanno un potere glicolitico anaerobico superiore a quelle rosse o resistenti. Non a caso atleti impegnati in sport anaerobici come l’inseguimento su pista nel ciclismo, producono oltre il 20% di acido lattico in più rispetto a una persona normale.

Il lattato è prodotto comunque già a basse intensità di esercizio; i globuli rossi, per esempio, lo formano continuamente anche in condizioni di completo riposo.

Un uomo adulto normalmente attivo produce circa 120 grammi di acido lattico al giorno; di questi 40 g sono prodotti dai tessuti aventi un metabolismo esclusivamente anaerobio (retina e globuli rossi) i rimanenti da altri tessuti (soprattutto muscolare) in base all’effettiva disponibilità di ossigeno.

La concentrazione ematica di lattato nel sangue è normalmente di 1-2 mmoli/L a riposo ma durante uno sforzo fisico intenso può raggiungere e superare le 20mmol/L.

La soglia anaerobica, misurata tramite la concentrazione ematica di acido lattico, è fatta coincidere con il valore di frequenza cardiaca per cui nel corso di un esercizio incrementale si raggiunge la concentrazione di 4mmoli/L.

 

L’attenzione per le problematiche dei ciclisti ha portato allo sviluppo dell’integratore BETA ALANINA, un mix di componenti utili a contrastare e smaltire l’acido lattico.

L’azione sinergica di beta alanina, che contrasta la formazione di acido lattico e i potenti antiossidanti che ne facilitano l’eliminazione rappresentano il passo avanti rispetto a tutti gli altri prodotti presenti sul mercato.

 

Antiossidanti e disintossicanti

La beta alanina è una sostanza che legandosi con l’aminoacido istidina, forma il dipeptide carnosina, svolgendo un importante ritardo sugli effetti negativi degli ioni idrogeno che causano dolore muscolare.

L’astaxantina e le catechine del thè verde svolgono una potente azione antiossidante e disintossicante, quindi di neutralizzazione dei radicali liberi, l’astaxantina in particolare, secondo recenti studi, viene considerata fino a 500 volte più efficace rispetto alla vitamina E come potenziale antiossidante.

Il glutatione è il “Master antiossidante” del corpo. Il glutatione Setria protegge le cellule dai danni dei radicali liberi, sostenendo in tal modo il normale funzionamento dei tessuti e degli organi. Il glutatione svolge anche un ruolo chiave nella disintossicazione e fortifica il sistema immunitario.

Si consiglia di assumere una capsula prima di coricarsi se durante la giornata è stata svolta attività fisica in modo da preparare la muscolatura al giorno successivo.

 

da www.keforma.com

08 Apr 2021

Aminopep Glutamina

La glutammina è da sempre uno degli AA più interessanti per l’integrazione dello sportivo, dopo i BCAA è l’aminoacido maggiormente presente nella muscolatura scheletrica.

Il nostro organismo è in grado di produrre glutammina, ma la tempistica di sintesi può non corrispondere a quella ideale, in cui è necessario disporre rapidamente di questo amino acido per avere gli effetti ottimali.

AMINOPEP GLUTAMINA è un’esclusiva formulazione a base di varie forme di L-glutammina, peptidi della glutamina addizionati con il fitosoma di boswellia “Casperome”, utile per favorire la funzionalità articolare e per contrastare gli stati di tensione localizzata.

L’azione di AMINOPEP GLUTAMINA si svolge su più livelli, i più importanti dei quali sono:

  • prevenzione del catabolismo;
  • azione disintossicante;
  • aumento dell’anabolismo e del recupero;
  • azione di sostegno alla concentrazione;
  • azione antinfiammatorie e di rinforzo delle difese immunitarie.

AMINOPEP GLUTAMINA di KEFORMA: cosa contiene?

I componenti della formulazione AMINOPEP GLUTAMINA di KEFORMA sono:

  • L-glutamina Kyowa: forma micronizzata, massima purezza e solubilità, che svolge: un’azione anticatabolica, proenergetica, disintossicante e antiossidante. Particolarmente utile per il sostegno del sistema immunitario, riduce i rischi da sovrallenamento.
  • L-glutamina AKG: Il legame con una molecola di Alpha Ketoglutarato, oltre alle diverse azioni della glutamina, migliora le funzioni di trasporto per un’assimilazione più rapida, favorendo la metabolizzazione.
  • Peptidi della glutamina PepForm® : una innovativa tecnologia che rende l’aminoacido particolarmente biodisponibile migliorandone l’assorbimento a livello intestinale. La formulazione di KEFORMA AMINOPEP GLUTAMINA associa 3 forme di glutammina con alta velocità di assorbimento ed estremamente biodisponibili al fine di ottenere un effetto sinergico di tipo anticatabolico ed in unione all’estratto fitosomiale di boswellia (Casperome®)anche antinfiammatorio per combattere dolore e sensazione di fatica.
  • Casperome®: Molecola usata con evidente successo negli integratori di peptidi. Contiene una formulazione altamente biodisponibile, composta da una miscela purificata di acidi triterpenici (≥25%), provenienti dalla resina di Boswellia serrata in un liposoma fosfolipidico a tecnologia brevettata, che ne preserva le proprietà intrinseche e ne aumenta l’assorbimento. Per la produzione di Casperome® viene utilizzata l’innovativa tecnologia Phytosome®, che soprattutto negli integratori con peptidi, evidenzia come i livelli plasmatici, e la conseguente distribuzione degli acidi boswellici nei tessuti, sono notevolmente aumentati da questa forma di rilascio a base fosfolipidica. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che gli AKBA o acidi alfa cheto boswellici hanno un valido effetto antinfiammatorio, utile a livello muscolare e articolare ed una ottima tollerabilità a livello gastrico.

da www.keforma.com

27 Nov 2019

Correre d’inverno

L’inverno è la stagione ideale per prepararsi a nuovi obietti sportivi come la mezza maratona.

La corsa è sicuramente uno degli sport più semplici a cui approcciare, basta una tuta e un paio di scarpe da ginnastica per uscire di casa e iniziare a percorre alcuni chilometri a passo spedito.

Ma come ogni attività fisica è buona regola informarsi e seguire quindi alcune linee guida basilari che permettono di praticare la corsa nel modo più corretto.

Questo a maggior ragione quando la corsa comincia a piacerci talmente tanto, che vogliamo metterci alla prova confrontandoci con altre persone… e da qui possiamo pensare di tentare la mezza maratona.

Diciamo che arrivare a correre un chilometraggio simile richiede tempo e costanza e vi consigliamo quindi di iniziare percorrendo distanze più brevi a giorni alterni aumentando via via il carico di allenamento.

Il periodo autunnale è il momento ideale per iniziare la preparazione, dato che la corsa può essere svolta in qualsiasi condizione climatica, su asfalto o su sterrato, in città o in collina e non necessita troppo tempo. Si può praticare nella pausa pranzo o alla sera dopo il lavoro, ma anche come risveglio muscolare la mattina prima di iniziare la giornata.

È lo sport più praticato nelle grandi centri urbani dove basta una pista ciclabile o un parco pubblico per eseguire il proprio allenamento quotidiano.

Questa disciplina permette di creare un allenamento base come avvicinamento alla distanza più lunga di 40 km ovvero della maratona.

Se si pensa come obiettivo la mezza maratona, non si deve sottovalutare il fatto di seguire una tabella di allenamento creata ad hoc da un preparatore esperto, per far si che gli allenamenti vengano eseguiti in maniera corretta, efficace e nel modo più adatto alla propria struttura fisica.

Ma oltre a un buon allenamento, va sempre abbinata una buona alimentazione e integrazione  per soddisfare le necessità dell’atleta e rinforzare il sistema immunitario.

Correre all’aria aperta, soprattutto nella stagione fredda, può indebolire il fisico maggiormente il quale, messo a dura prova e con i repentini sbalzi di temperatura, è a rischio continuo di essere contagiato da virus di stagione a da raffreddamento.

Cosa serve per correre in inverno?

  • Innanzitutto acquistiamo un paio di scarpe adatte a correre, meglio se ci affidiamo ad un negozio specializzato per il running.
  • Altra cosa fondamentale è che dobbiamo sì coprirci… ma non troppo! Se ci surriscaldiamo e la nostra sudorazione diventa eccessiva, saremo più soggetti ai colpi di freddo e quindi ad ammalarci. Usare sempre un buon abbigliamento tecnico traspirante.
  • Alimentiamoci correttamente, idratiamoci durante l’allenamento o la gara ma anche in tutto il resto della giornata. La perdita di liquidi potrebbe causare un indebolimento delle difese immunitarie e accusare maggiormente la stanchezza.
  • Integrarsi correttamente. In farmacia avrai la possibilità di farti seguire da un esperto e costruire il tuo programma di integrazione personalizzato.
  • Fissatevi degli obiettivi e cercate di raggiungerli, solo così riuscirete a ottenere i risultati desiderati.
  • Ottimo abbinare l’allenamento anche in palestra.
  • Ultimo consiglio ma molto importante: non esagerate e procedete per gradi!

Buona corsa

05 Mar 2019

PIANO NUTRIZIONALE RUNNING

Durante lo svolgimento del proprio sport, sia in gara che in allenamento, è molto importante seguire una corretta integrazione che permetta di mantenere l’energia durante tutto la prestazione.

Ogni integratore alimentare Keforma è studiato per fornire la giusta integrazione nel momento in cui il nostro organismo ne ha maggior bisogno ed è quindi opportuno assumerlo nei tempi indicati nelle tabelle che trovate qui sotto.

È inoltre importante curare ogni aspetto dell’integrazione che comprende il prima, il durante e il dopo l’attività sportiva.

Da non sottovalutare sono la preparazione allo sforzo fisico e quindi il PRIMA ma soprattutto il recupero ovvero il DOPO per far si che il corpo ritrovi l’energia e sia pronto per l’allenamento del giorno successivo.