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08 Gen 2019

Presciistica per il sedentario

Per chi scia in inverno e non fa nulla o quasi il resto dell’anno il consiglio è quello di iniziare l’allenamento per la camminata se siete in sovrappeso grave oppure se siete totalmente sedentari. Potete anche iniziare con la corsa se l’età e lo stato di forma iniziale lo consentono. Il ciclismo sarebbe l’ideale anche se un sedentario inizi a praticare ciclismo in autunno, quando si va incontro alla brutta stagione, è difficile. Tra la strada e la mountain bike sarebbe opportuno intraprendere questa attività che è ideale per sviluppare la resistenza alla forza dei quadricipiti.

L’obiettivo è quello, nel giro di tre mesi, di arrivare a superare il fit test. Non è necessario fare esercizi specifici, se siete sedentari e vi presentate abitualmente sulle piste a digiuno di sport, arrivando allenati in questo modo vi sembrerà di volare! È poco utile fare esercizi di presciistica se non si hanno le basi aerobiche e muscolari per ottenere il massimo da questi esercizi. È molto più efficace costruire prima le basi aerobiche e poi, se c’è tempo, fare la presciistica.

Se superate il fit test un mese prima dell’inizio della stagione sciistica potete passare alla presciistica vera e propria, altrimenti potete accontentarvi.

03 Ago 2017

VACANZE SICURE E INTELLIGENTI!

Più o meno siamo tutti in partenza. Noi abbiamo già dato ma conti alla mano ci dicono che i grandi spostamenti ci saranno in questo mese.

Qualunque sia la meta sarebbe bene destinare un piccolo spazio della nostra valigia ad un beauty sanitario.

Ci sono viaggi che richiedono una attenzione maggiore e spesso la via dell’assicurazione sanitaria è la più giusta da perseguire. In altri casi sarà sufficiente una piccola cassetta del pronto soccorso da portare con se.

E’ importante che i farmaci siano conservati nelle loro scatole originali con i foglietti illustrativi, che possono risultare molto utili in caso di dubbi sull’uso o sulle indicazioni di un medicinale.

Sarebbe poi importante evitare, per quanto possibile, shock termici alle medicine, specialmente esposizioni prolungate alle alte temperature tipiche di bagagliai al sole.

Ma, andando per ordine, forniamo qui 11 presenze obbligatorie:

  1. Farmaci per la cura di chinetosi ossia la nausea legata al mezzo di trasporto (mal d’auto, mal d’aereo, mal di mare). E’ possibile scegliere diverse forme di somministrazione di libera vendita in farmacia in grado di soddisfare le esigenze di tutti (chewing-gum, compresse da deglutire, cerotti, braccialetti, supposte).
  2. Antipiretico cioè farmaco per la febbre (tutti abbiamo in casa della tachipirina od un suo equivalente a base di paracetamolo). Può essere utile ricordare il sinonimo acetaminofene, molto utilizzato all’estero.
  3. Un antinfiammatorio ad uso orale, meglio se già utilizzato in passato in modo da conoscerne dosi e risposta del proprio organismo.
  4. Farmaci legati a disturbi digestivi (bruciore, cattiva digestione e senso di pesantezza, gonfiore).
  5. Può essere utile un repellente per insetti ed un prodotto da applicare in caso di puntura.
  6. Protezioni solari e trattamenti per piccole ustioni.
  7. Colliri rinfrescanti e/o decongestionanti, magari in confezioni monodose.
  8. Fazzolettini disinfettanti, garze sterili e cerotti per piccole ferite.
  9. Fermenti lattici (meglio se stabili a temperatura ambiente) per prevenire dissenteria e prodotti per il trattamento acuto in grado di bloccare l’episodio di diarrea.
  10. Antistaminico per allergie da contatto, alimentari.
  11. Termometro.

 

Se vi manca qualcosa a questo elenco sapete dove trovarci 🙂

25 Lug 2017

VACANZA: TEMPO DI DETOX MENTALE!

“Prenditi cura dei tuoi pensieri perché diventeranno parole. Prenditi cura delle tue parole perché diventeranno azioni. Prenditi cura delle tue azioni perché diventeranno abitudini e prenditi cura delle tue abitudini perché diventeranno il tuo destino”, lo diceva Gandhi.

Noi siamo in vacanza e stiamo “detossinando” mente e pensieri 🙂

Ma come si fa a controllare i propri pensieri e le emozioni?

 

Le generazioni del passato si sono concentrate sulla sopravvivenza fisica: abbiamo nei secoli imparato a migliorare le nostre condizioni igieniche, a mangiare meglio, a combattere le malattie. Ma prendersi cura delle emozioni sembrava, fino a poco tempo fa, una frivolezza, nulla di connesso alla reale sopravvivenza di un individuo. Oggi invece abbiamo una consapevolezza diversa. I pensieri orientano e condizionano le nostre giornate. Prendersene cura diventa fondamentale.

Spesso però, immersi nel caos della nostra vita quotidiana, dimentichiamo questo particolare e a volte crediamo che fermarci per prenderci cura unicamente del nostro benessere sia una scelta egoista.

Sbagliato!

Numerose ricerche rivelano che quando un essere umano ha una condizione psichica stabile diventa più socievole e predisposto alle relazioni con gli altri, la sua salute migliora e il benessere generale aumenta.

 

Cosa possiamo fare dunque? Qui 5 passaggi da far diventare abitudini!

 

  1. Recuperare la serenità in un minuto

Di meditazione si parla molto negli ultimi anni e sicuramente è provato che meditare apporta grandi benefici fisiologici e mentali. Ma a volte non c’è il tempo di fermarsi a lungo. Una routine veloce ma efficace è quella della concentrazione sul respiro per 1 minuto.

Mettersi comodamente seduti o sdraiati laddove possibile e focalizzarsi sulla respirazione per 60 secondi aiuterebbe la mente a rilassarsi. Cercare di tenere fuori i pensieri, proprio pensando intensamente al proprio respiro che entra ed esce, ci permette di ossigenare il cervello e ci regala una “meditazione d’emergenza” quando ci sentiamo esausti o ansiosi.

 

  1. Entrare in confidenza col proprio corpo

La maggior parte di noi non ha un buon rapporto con il proprio corpo: non ci piacciamo, lo utilizziamo senza riguardi finché si stanca, invecchia, si ammala. Ebbene, non c’è nulla di più dannoso!

Coccoliamo e prendiamoci cura del nostro corpo. Sempre. Tutti i giorni.

 

  1. Il contatto con la natura

Secondo molti esperti il motivo per cui la natura esercita un’azione terapeutica è dovuto al fatto che ci integra nonostante la diversità che ci divide. Quando siamo circondati dal verde le onde celebrali cambiano: stare a contatto con la natura ha gli stessi benefici della meditazione.

Non solo camminare, correre e nuotare, ma a volte anche solo osservare in silenzio un paesaggio naturale dalla finestra può ridurre lo stress, la tensione muscolare, accelera i processi di guarigione, aumenta la creatività e migliora l’autostima. Una semplice routine quotidiana che ci aiuta a prenderci cura di noi stessi è quindi camminare a piedi nudi, quando ci è possibile. Sentire la terra sotto ai piedi.

 

  1. Pianificare un momento positivo

Stare a contatto con persone positive che ci trasmettono energia positiva è il modo più efficace di beneficiare di quell’emozione. Il consiglio è quello di pianificare ogni settimana un momento da trascorrere con un amico, un familiare, chiunque sappia trasmetterci il buon umore.

 

  1. Viaggiare senza uscire di casa

Il potere della visualizzazione. Visualizzare vuol dire immaginare e immaginare vuol dire sentire. Anche se non ci sentiamo particolarmente creativi, la nostra mente immagina di continuo, sia situazioni che si possono concretizzare, sia quelle di fantasia. Pensare e immaginare creano nel cervello nuovi percorsi neurali e stimolano il sistema nervoso.

Una routine veloce da mettere in pratica per sentirci meglio è visualizzare in positivo. Immaginare per esempio un luogo che ci piace molto, in cui siamo stati spesso o non abbiamo mai visto, dove vorremmo essere proprio ora. Quella sensazione di sollievo nell’immaginare di essere in un luogo che ci fa stare bene, genera un rilassamento mentale che avrà effetto anche sul corpo.

 

 

06 Lug 2017

PERCHÈ ABBIAMO VOGLIA DI PARTIRE?

Giovedì, secondo giorno della settimana in cui ci diamo appuntamento sul blog.

Giovedì e già sentiamo il profumo di weekend tra dottoresse che vanno in ferie, qui da noi in Farmacia, e dottori che restano.

 

Voi siete in partenza o fate parte di quelli già rientrati?

E soprattutto: vi sentite più turisti o più viaggiatori?

 

Si perché esiste una differenza sostanziale tra turisti e viaggiatori. Una branca della psicologia  studia perché molti di noi sentono l’impulso a muoversi da casa e sono davvero tanti gli aspetti della personalità che vengono messi in gioco durante un viaggio.

Partire alla scoperta del mondo o di una nuova città è anche un modo per scoprire (o ritrovare) se stessi.

E’ questa principalmente la psicologia del viaggiatore: andare alla scoperta dell’altro per scoprire se stessi. Questo spinge l’uomo a viaggiare per diletto, a lasciare la propria casa e le proprie sicurezze, seppure per breve tempo, per conoscere luoghi e popoli.

Ma la costruzione identitaria per confronto con l’altro è solo uno dei meccanismi motivazionali legati al turismo, fondamentalmente proprio di chi associa il viaggio all’idea di scoperta.

Secondo alcuni c’è chi si muove cercando di accrescere la propria autostima attraverso l’ammirazione suscitata in chi è rimasto a casa. La stima di sé cresce perché siamo stati capaci di superare prove e disagi, di affrontare l’ignoto, e gli altri, seppur inconsciamente, riconoscono che ce l’abbiamo fatta.

 

Ma perché si parla di psicologia del viaggiatore?

 

Perché ci sono differenze tra un turista e un viaggiatore. Innanzitutto riguardo al soddisfacimento dei bisogni: mentre il primo si accontenta di mettere a tacere quelli primari, il viaggiatore vuole soddisfare anche e soprattutto l’intelletto.

La ricompensa è principalmente mentale, oppure risiede nel superamento dei propri limiti – come accade ad esempio quando si affronta con successo un trekking estremo.

 

I più grandi viaggiatori sono i “sensation seeker”: i cercatori di sensazioni.

Parliamo di persone estremamente curiose, alla ricerca continua di stimoli nuovi ed eccitanti. Sono coloro che ricercano le mete più esotiche, che hanno bisogno di colori ed odori forti per sentirsi veramente “altrove”.

Sono coloro che paradossalmente preferiscono non essere troppo a proprio agio: è la mancanza di comodità a dare al viaggio quel pizzico di avventura e adrenalina che è esattamente ciò che cercano.

Il viaggio perfetto diventa il risultato di un difficile equilibrio tra adrenalina, avventura eccitazione e un pizzico di paura dall’altro.

E perché accade tutto questo?

[Appuntamento a martedì, ci vediamo in farmacia 🙂 ]