Farmacia Introini – Legnano
18 Nov 2020

MCT energia metabolica

I trigliceridi a catena media MCT (Medium Chain Triglycerides) sono risorse nutraceutiche con interessanti possibilità applicative nella nutrizione salutistica e sportiva. Gli MCT sono complessi di acidi grassi saturi di lunghezza compresa tra 6 e 10 atomi di carbonio e glicerolo.

 

Cosa sono gli MCT?

Le categorie di MCT presenti in natura sono:

Acido caproico C6:0 (da burro o formaggi),

Acido caprilico C8:0 (da olio di cocco o palmisto)

Acido caprico C10:0 (da olio di cocco, palmisto o formaggi di capra)

Acido laurico C12:0 viene comunemente considerato un MCT, ma in realtà mostra proprietà intermedie, pertanto non è un MCT a tutti gli effetti.

La digestione dei trigliceridi inizia a livello della bocca e dello stomaco, dove la lunghezza della catena non influenza la velocità di svuotamento gastrico. La lunghezza della catena diventa invece determinante nei successivi processi di digestione a livello intestinale. Gli acidi grassi a lunga catena (LCT) stimolano infatti il rilascio di bile e lipasi pancreatica, vengono emulsionati e assorbiti dalle cellule intestinali, inclusi nei chilomicroni e veicolati nel sistema linfatico.

Gli acidi grassi a catena media (MCT), mostrano una migliore biodisponibilità, diffondono passivamente prima nelle cellule intestinali, da cui vengono direttamente immessi nel circolo ematico entero-portale bypassando il sistema linfatico.

L’assorbimento degli MCT risulta quindi molto più rapido rispetto agli LCT massimizzando la velocità ed efficienza nella produzione di energia con una dinamica di assorbimento e distribuzione simile a quella del glucosio, ma con l’alta capacità energetica tipica dei grassi. (Bibliografie 8, 13, 31, 32)

 

MCT proenergetico

Le dinamiche digestive provocano un assorbimento prevalentemente a carico del fegato, dove gli MCT vengono direttamente assorbiti e utilizzati nei mitocondri, senza l’intervento della carnitina che rimane disponibile per l’utilizzo degli LCT.

Quì vengono rapidamente veicolati alla beta ossidazione, da cui deriva una notevole produzione di acetil-CoA, molecola fondamentale in numerose vie metaboliche tra cui le principali sono:

Ciclo di Krebs e successiva fosforilazione ossidativa: produzione di ATP;

Chetogenesi: l’acetil-CoA non impiegato nel ciclo di Krebs viene utilizzato per la produzione di corpi chetonici. Gli MCT hanno una funzione prevalentemente energetica e rappresentano in tal senso una via metabolica alternativa e/o complementare all’assunzione di zuccheri ed amidi, permettendo un risparmio di glicogeno, ma anche di aminoacidi a livello muscolare. Inoltre, rispetto ai carboidrati, forniscono un apporto energetico nettamente superiore, 8,3 kcal/g, contro 4 kcal/g dei carboidrati. (Bibliografie 54, 55, 56)

Ossidazione totale dei grassi durante un esercizio a carico costante per oltre 15 giorni

 

Risaprmio energetico

L’impiego metabolico di MCT è correlato al risparmio di carboidrati e ad una minore produzione di lattato, prolungando così la capacità di esercizio fisico (time to exhaustion).

È stato dimostrato che l’assunzione di MCT e glucidi è associata, dopo 5 gg di utilizzo, nel contesto di una dieta ricca in lipidi, a una netta riduzione e risparmio dei glucidi durante l’esecuzione di una sollecitazione (esercizio) a carico costante. (Bibliografie 54, 55, 56)

 

Controllo della glicemia: effetti degli MCT sul glucosio

Diversi studi riportano effetti positivi dell’assunzione degli MCT sul metabolismo del glucosio. Il consumo di 1 g/Kg di MCT, in adulti sani, è in grado di aumentare i livelli insulinici a digiuno da 9,3 um/mL a 15,4 um/mL dopo circa un’ora, con una significativa riduzione della glicemia.

Un ulteriore valutazione ha dimostrato una significativa riduzione dell’insulino-resistenza periferica: la somministrazione di MCT in soggetti diabetici di tipo 2, è stata correlata al miglioramento dell’insulino-sensibilità del 17% contro il 7% del gruppo controllo, contestualmente al miglioramento dell’indice HOMA (HOmeostasis Model Assessment), fattore prognostico positivo in particolare in caso di sindrome metabolica. (Bibliografie 34, 37, 49)

Il consumo di MCT garantisce una migliore ossidazione dei substrati di natura lipidica, dimostrata sia nel modello animale sia nel modello umano. Il consumo di MCT implementa anche l’ossidazione degli acidi grassi a catena lunga. Questo fattore è molto interessante nel trattamento dell’obesità, dato che il soggetto obeso tende ad avere ridotte capacità di ossidazione degli LCT.

Studi effettuati su modelli animali sovralimentati, riportano un minor incremento di peso quando la quota lipidica è rappresentata da MCT rispetto a LCT.

Valutazioni eseguite su soggetti obesi (IMC >30) dimostrano che l’assunzione di 10 g di MCT, nel contesto di una dieta fortemente ipocalorica è associato ad un maggiore incremento di corpi chetonici, contestualmente ad una minore escrezione di azoto, che suggerisce un netto effetto anticatabolico con risparmio di quote proteiche (massa magra).

Alcuni studi ritengono che la diminuzione di peso e di massa grassa, che si verifica con l’assunzione di MCT, sia dovuta all’attivazione del tessuto adiposo bruno con incremento della termogenesi. (Bibliografie 38, 40, 41, 43, 44, 45, 46, 47, 50)

 

MCT e lucidità mentale

Gli MCT attraversano rapidamente la barriera ematoencefalica incrementando la produzione di corpi chetonici, a supporto della funzione cognitiva.

I corpi chetonici vengono impiegati con finalità energetiche dal tessuto cerebrale, uno studio in doppio cieco crossover che ha preso in considerazione 20 soggetti anziani con deficit cognitivo lieve-moderato e possibile malattia di Alzheimer, ha riportato come il consumo di 40 ml di MCT è stato correlato a un significativo miglioramento del punteggio sulla Alzheimer’s Disease Assessment Scale-Cognitive Subscale (ADAS-cog).

Un successivo studio effettuato su 140 soggetti con diagnosi di malattia di Alzheimer ha dimostrato come il consumo di 20 g di MCT sia correlato a un notevole miglioramento del punteggio sulla ADAS-cog dopo 45 giorni di assunzione, mantenuti a livelli simili anche a 90 giorni. (Bibliografie 24, 25, 26, 29, 30, 31, 32, 33)

 

MCT e sistema nervoso

L’assunzione di quote comprese tra 10 e 40 g di MCT è correlata a una riduzione dell’assunzione calorica nei pasti successivi compresa tra le 40 e le 165 kCal, rispetto ad analoghe somministrazioni di altre fonti lipidiche, perchè in grado di modulare la sensazione di appetito.

Variando, in uno studio randomizzato, il rapporto tra MCT e LCT da 0.5:1 a 2:1, con assunzione complessiva di grassi e degli altri macronutrien- ti costante per 2 settimane si assiste a una significativa riduzione nell’assunzione alimentare stimata, mediamente, in 250 kCal al giorno.

Il consumo di MCT nel contesto di una VLCD (Very Low Calories Diet) è correlato ad un maggior senso di sazietà con conseguente riduzione dell’appetito dopo 1 settimana di assunzione. (Bibliografie 14, 26, 29, 30, 31, 32, 47)

 

Sicurezza e tossicologia

L’assunzione di MCT è stata collegata, anche, ad un miglior equilibrio del microbiota, con effetto protettivo favorendo una ridotta permeabilità intestinale. Nel modello animale l’assunzione singola e quella in cronico non hanno evidenziato effetti avversi.Logo NEOBEE®Gli MCT NEOBEE® utilizzati sono altamente purificati attraverso un processo di produzione brevettato e certificato che garantisce la purezza della materia prima rimuovendo acidi grassi residui e monocloropropandioli (MCPD) sostanze nocive per la salute umana.

Le materie prime sono ottenute mediante coltivazione ecosostenibile certificata RSPO. In un modello animale la sostituzione di oli insaturi con MCT ha dimostrato effetti protettivi nello sviluppo di steatosi e danno epatico. (Bibliografie 6, 7)

 

articolo tratto da www.kerforma.com

 

Bibliografia

1. https://examine.com/supplements/MCTs/research/#citations

2. Babayan V. Medium chain length fatty acid esters and their medical and nutritional applications. J Am Oil Chem Soc. (1981)

3. Sigalet DL, Winkelaar GB, Smith LJ. Determination of the route of medium-chain and long-chain fatty acid absorption by direct measurement in the rat. JPEN J Parenter Enteral Nutr. (1997)

4. Bach AC, Babayan VK. Medium-chain triglycerides: an update. Am J Clin Nutr. (1982)

5. Ghosh S, Bhattacharyya DK. Medium-chain fatty acid-rich glycerides by chemical and lipase-catalyzed polyester-monoester interchange reaction. J Amer Oil Chem Soc. (1997)

6. Traul KA, et al. Review of the toxicologic properties of medium-chain triglycerides. Food Chem Toxicol. (2000)

7. Nair AB, Jacob S. A simple practice guide for dose conversion between animals and human. J Basic Clin Pharm. (2016)

8. Mu H, Porsgaard T. The metabolism of structured triacylglycerols. Prog Lipid Res. (2005)

9. Mansbach CM 2nd, Gorelick F. Development and physiological regulation of intestinal lipid absorption. II. Dietary lipid absorption, complex lipid synthesis, and the intracellular packaging and secretion of chylomicrons. Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. (2007)

10. McLaughlin J, et al. Fatty acid chain length determines cholecystokinin secretion and effect on human gastric motility. Gastroenterology. (1999) 11. Symersky T, et al. The effect of equicaloric medium-chain and long-chain triglycerides on pancreas enzyme secretion. Clin Physiol Funct Imaging. (2002) 12. You YQ, et al. Effects of medium-chain triglycerides, long-chain triglycerides, or 2-monododecanoin on fatty acid composition in the portal vein, intestinal lymph, and systemic circulation in rats. JPEN J Parenter Enteral Nutr. (2008)

13. Iber FL. Relative rates of metabolism MCT, LCT and ethanol in man. Z Ernahrungswiss Suppl. (1974)

14. Borel P, et al. Chylomicron beta-carotene and retinyl palmitate responses are dramatically diminished when men ingest beta-carotene with medium-chain rather than long-chain triglycerides. J Nutr. (1998)

15. Swift LL, et al. Medium-chain fatty acids: evidence for incorporation into chylomicron triglycerides in humans. Am J Clin Nutr. (1990) 16. Rubio-Gozalbo ME, et al. Carnitine-acylcarnitine translocase deficiency, clinical, biochemical and genetic aspects. Mol Aspects Med. (2004) 17. Bach A, Phan T, Metais P. Effect of the fatty acid composition of ingested fats on rat liver intermediary metabolism. Horm Metab Res. (1976) 18. Bach A. Oxaloacetate deficiency in MCT-induced ketogenesis. Arch Int Physiol Biochim. (1978)

19. McGarry JD, Foster DW. Regulation of hepatic fatty acid oxidation and ketone body production. Annu Rev Biochem. (1980)

20. Yeh YY, Zee P. Relation of ketosis to metabolic changes induced by acute medium-chain triglyceride feeding in rats. J Nutr. (1976)

21. Bach A, et al. Ketogenic response to medium-chain triglyceride load in the rat. J Nutr. (1977)

22. McGarry JD, Foster DW. The regulation of ketogenesis from octanoic acid. The role of the tricarboxylic acid cycle and fatty acid synthe- sis. J Biol Chem. (1971)

23. Vandenberghe C, et al. Tricaprylin alone increases plasma ketone response more than coconut oil or other medium chain triglycerides: an acute crossover study in healthy adults. Curr Dev Nutr. (2017)

24. Adkison KD, Shen DD. Uptake of valproic acid into rat brain is mediated by a medium-chain fatty acid transporter. J Pharmacol Exp Ther. (1996) 25. Chang P, et al. Seizure control by decanoic acid through direct AMPA receptor inhibition. Brain. (2016)

26. Van Wymelbeke V, Louis-Sylvestre J, Fantino M. Substrate oxidation and control of food intake in men after a fat-substitute meal compared with meals supplemented with an isoenergetic load of carbohydrate, long-chain triacylglycerols, or medium-chain triacylglycerols. Am J Clin Nutr. (2001) 27. Rolls BJ, et al. Food intake in dieters and nondieters after a liquid meal containing medium-chain triglycerides. Am J Clin Nutr. (1988) 28. St-Onge MP, et al. Impact of medium and long chain triglycerides consumption on appetite and food intake in overweight men. Eur J Clin Nutr. (2014) 29. Van Wymelbeke V, et al. Influence of medium-chain and long-chain triacylglycerols on the control of food intake in men. Am J Clin Nutr. (1998) 30. Stubbs RJ, Harbron CG. Covert manipulation of the ratio of medium- to long-chain triglycerides in isoenergetically dense diets: effect on food intake in ad libitum feeding men. Int J Obes Relat Metab Disord. (1996)

31. Reger MA, et al. Effects of beta-hydroxybutyrate on cognition in memory-impaired adults. Neurobiol Aging. (2004)

32. Henderson ST, et al. Study of the ketogenic agent AC-1202 in mild to moderate Alzheimer’s disease: a randomized, double-blind, place bo-controlled, multicenter trial. Nutr Metab (Lond). (2009)

33. Cunnane SC, et al. Can Ketones Help Rescue Brain Fuel Supply in Later Life? Implications for Cognitive Health during Aging and the Treatment of Alzheimer’s Disease. Front Mol Neurosci. (2016)

34. Pi-Sunyer FX, Hashim SA, Van Itallie TB. Insulin and ketone responses to ingestion of medium and long-chain triglycerides in man. Diabetes. (1969) 35. Tamir I, et al. Effects of a single oral load of medium-chain triglyceride on serum lipid and insulin levels in man. J Lipid Res. (1968)

36. Eckel RH, et al. Dietary substitution of medium-chain triglycerides improves insulin-mediated glucose metabolism in NIDDM subjects. Diabetes. (1992)

37. Han JR, et al. Effects of dietary medium-chain triglyceride on weight loss and insulin sensitivity in a group of moderately overweight free-living type 2 diabetic Chinese subjects. Metabolism. (2007)

38. Souza PF, Williamson DH. Effects of feeding medium-chain triacylglycerols on maternal lipid metabolism and pup growth in lactating rats. Br J Nutr. (1993)

39. Lieber CS, et al. Difference in hepatic metabolism of long- and medium-chain fatty acids: the role of fatty acid chain length in the production of the alcoholic fatty liver. J Clin Invest. (1967)

40. Johnson RC, et al. Medium-chain-triglyceride lipid emulsion: metabolism and tissue distribution. Am J Clin Nutr. (1990)

41. Watkins JB, et al. Diagnosis and differentiation of fat malabsorption in children using 13C-labeled lipids: trioctanoin, triolein, and palmitic acid breath tests. Gastroenterology. (1982)

42. Metges CC, Wolfram G. Medium- and long-chain triglycerides labeled with 13C: a comparison of oxidation after oral or parenteral administration in humans. J Nutr. (1991)

43. Schoeller DA, et al. 13C abundances of nutrients and the effect of variations in 13C isotopic abundances of test meals formulated for 13CO2 breath tests. Am J Clin Nutr. (1980)

44. Papamandjaris AA, et al. Endogenous fat oxidation during medium chain versus long chain triglyceride feeding in healthy women. Int JObes Relat Metab Disord. (2000)

45. Binnert C, et al. Influence of human obesity on the metabolic fate of dietary long- and medium-chain triacylglycerols. Am J Clin Nutr. (1998) 46. Carnitine Palmitoyltransferase 1A Deficiency.

47. Krotkiewski M. Value of VLCD supplementation with medium chain triglycerides. Int J Obes Relat Metab Disord. (2001)

48. Tsuji, H., Kasai, M., Takeuchi, H., Nakamura, M., Okazaki, M., Kondo, K., 2001. Dietary Medium-Chain Triacylglycerols Suppress Accumulation of Body Fat in a Double-Blind, Controlled Trial in Healthy Men and Women. The Journal of Nutrition 131, 2853–2859 https://doi.org/10.1093/jn/131.11.2853

49. Han, J.R., Deng, B., Sun, J., Chen, C.G., Corkey, B.E., Kirkland, J.L., Ma, J., Guo, W., 2007. Effects of dietary medium-chain triglyceride on weight loss and insulin sensitivity in a group of moderately overweight free-living type 2 diabetic Chinese subjects. Metabolism 56,985–991. https://doi.org/10.1016/j.metabol.2007.03.005

50. Mumme, K., , W., 2015. Effects of Medium-Chain Triglycerides on Weight Loss and Body Composition: A Meta-Analysis Randomized Controlled Trials. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics 115, 249–263. https://doi.org/10.1016/j.jand.2014.10.022

51. Zhang Y, Xu Q, Liu YH, Zhang XS, Wang J, Yu XM, Zhang RX, Xue C, Yang XY, Xue CY. Medium-Chain Triglyceride Activated Brown Adipo Tissue and Induced Reduction of Fat Mass in C57BL/6J Mice Fed High-fat Diet. Biomed Environ Sci. 2015 Feb;28(2):97-104. doi: 10.3967/ bes2015.012. PMID: 25716560

52. Rial, S., Karelis, A., Bergeron, K.-F., Mounier, C., 2016. Gut Microbiota and Metabolic Health: The Potential Beneficial Effects of a Medium Chain Triglyceride Diet in Obese Individuals. Nutrients 8, 281. https://doi.org/10.3390/nu8050281

53. Di Donato S, Peluchetti D, Rimoldi M, Bertagnolio B, Uziel G, Cornelio F. Ketogenic response to fasting in human carnitine deficiencies. Clin Chim Acta. 1980 Jan 31;100(3):209-14. doi: 10.1016/0009-8981(80)90268-5. PMID: 7353309

54. Nosaka N, Suzuki Y, Nagatoishi A, Kasai M, Wu J, Taguchi M. Effect of ingestion of medium-chain triacylglycerols on moderate- and high-intensity exercise in recreational athletes. J Nutr Sci Vitaminol (Tokyo). 2009 Apr;55(2):120-5. doi: 10.3177/jnsv.55.120.

55. Goedecke JH, et al. Metabolic adaptations to a high-fat diet in endurance cyclists. Metabolism. 1999. PMID: 10599981 Clinical Trial. 56. Wang Y, Liu Z, Han Y, Xu J, Huang W, Li Z. Medium Chain Triglycerides enhances exercise endurance through the increased mitochondrial biogenesis and metabolism. PLoS One. 2018 Feb 8;13(2):e0191182. doi: 10.1371/journal.pone.0191182. eCollection 2018. PMID: 29420554

Nota: le informazioni contenute in questa scheda non intendono sostituire i consigli del medico, al quale spetta qualsiasi prescrizione ed indicazione terapeutica. Queste note sono una guida informativa da non divulgare assolutamente al pubblico; riservata solamente alle persone qualificate nei settori della Medicina, Alimentazione e Farmacia (art. 6 comma II del D.L. 111 del 27.01.92)

28 Ago 2018

Frutti di bosco antiox

Mirtilli, lamponi e more fanno parte della frutta a basso indice glicemico ma ad alto potere antiossidante..

frutti di bosco sono un ottimo esempio di come sia possibile nutrirsi in modo sano senza per questo rinunciare al gusto. L’estate è l’occasione ideale per consumarli freschi, meglio a colazione, con dello yogurt greco e della frutta secca.

Grazie al loro basso indice glicemico, non determina un innalzamento della glicemia: sono quindi indicati anche nel controllo del peso e dei livelli di zucchero nel sangue.

Questi piccoli frutti mostrano altre virtù soprattutto in campo nutrizionale. Non solo sono ricchi di vitamine, ma contengono anche polifenoli in notevoli quantità. Diverse ricerche hanno dimostrato le loro proprietà antiox provando come si possa associare una maggior assunzione di queste preziose sostanze a un minor rischio di contrarre delle malattie croniche.

L’azione antiossidante dei frutti di bosco ha molteplici effetti benefici nel nostro organismo, in quanto favoriscono la riduzione dell’infiammazione organica, l’abbassamento della pressione arteriosa e ci aiutano a contrastare lo stress ossidativo come dimostrato dalle numerose ricerche sul mirtillo rosso.

Non rinunciamo, quindi, ai frutti rossi d’estate!

31 Gen 2018

SPORT E CANDELINE: UN BINOMIO CHE FA SOLO BENE!

Sport e candeline. Binomio vincente e produttivo.
Perchè l’attività fisica non ha età. Anzi. Sarebbe un errore pensare di smettere con l’avanzare del tempo.

Studi e dati mostrano quanto sia importante nonché vantaggioso continuare a praticare attività fisica nonostante l’avanzare delle candeline.

Studi recenti mostrano che gli ultra settantenni che fanno attività fisica – da moderata a intensa – vivono di più dei coetanei inattivi o che si limitano alla ginnastica dolce o alla passeggiata.

Lo sport svolge dunque una azione positiva e sono molti gli studi che identificano questa potenza.
Anche il recente “The Women’s Health Study” specifica che l’attività fisica totale, senza distinzioni tra vigorosa o leggera, fa una netta differenza in termini di riduzione della mortalità globale (la riduzione della mortalità è risultata essere del 60-70% tra chi era inattivo e chi faceva più sport).
Quando però si è andati a separare i dati valutando separatamente attività fisica leggera e attività fisica moderata o intensa, è stata l’attività fisica da moderata a intensa a fare la vera differenza: l’attività fisica leggera in effetti ha dimostrato una tendenza alla riduzione della mortalità in modo statisticamente non significativo.
La passeggiata, la ginnastica dolce e l’attività fisica leggera possono essere adiuvanti di salute utili per stare bene ma quello che fa la vera differenza in termini di prevenzione e benessere è l’attività fisica almeno un po’ più intensa anche dopo i 70 anni.
Certo, a tutto si arriva gradualmente, e non è il caso (né è pensabile o auspicabile) che dall’oggi al domani si passi dalla passeggiata tranquilla alla maratona fatta di corsa.
Il livello di “intensità” dell’attività dipende infatti dal grado dell’allenamento di ciascuno. L’intensità va incrementata man mano che cresce il proprio allenamento.
E’ fondamentale quindi la gradualità, che permette tra l’altro di fare le cose in sicurezza.
Va da sé che per migliorare il proprio livello di allenamento, oltre alla gradualità serve anche almeno un minimo di costanza: le ultime linee guida parlano di almeno 150 minuti di attività fisica settimanale, divise in almeno due giorni alla settimana. Un solo giorno di allenamento non basta ad arrivare più allenati alla settimana seguente.

Gradualità, costanza … e che convinzione.
Lo sport è assolutamente uno stile di vita 🙂

30 Nov 2017

LONGEVITA’: REGOLE PER UNA LUNGA VITA

Lo sport come stile di vita, la prevenzione come rimedio.
Sono concetti fondamentali per noi ma che dovrebbero essere regola base nella vita di ciascuna persona.

Dall’alimentazione sana al benessere psichico, la stessa Fondazione Umberto Veronesi fornisce regole precise per vivere il più a lungo possibile e in salute.

Cinque i punti fondamentali.

1.Alimentazione sana
Cereali – integrali – frutta e verdura di stagione ricca di fibre, vitamine, sali minerali e molecole bioattive. Preferiamo l’olio extravergine di oliva ai grassi animali. Tra le proteine animali è bene privilegiare il pesce e limitare le carni conservate e quelle rosse. Le proteine vegetali come i legumi – meglio se abbinati ai cereali integrali – dovrebbero rappresentare almeno il 50% dell’introito proteico. Consumiamo quotidianamente frutta secca (circa 30 g) perché contiene fibre, proteine e grassi “buoni”. Se si consumano latticini scegliamo quelli a minor contenuto di grassi. Bere acqua a sufficienza, limitare il più possibile gli alcolici.

2. Peso sotto controllo
Pratichiamo quotidianamente attività fisica, anche di media entità (come può essere una camminata di buon passo per almeno mezz’ora). I benefici sono molteplici, tra cui l’aiuto nel mantenersi normopeso, e sono di completamento a una sana alimentazione.

 

3.Niente fumo
Non esistono sfumature a questa regola. Non si deve fumare.

4.Salute psicologica
Ognuno può cercare la propria strada e percorso personale che porti ad un buon livello di serenità. Meno stress si ha e meglio è non è solo una frase fatta: è una verità assoluta. Ritagliamoci del tempo per fare ciò che più ci piace e curiamo i buoni rapporti sociali.

5.Prevenzione secondaria
È importante eseguire controlli e visite a tutte le età. Impariamo a osservare e “ascoltare” il nostro corpo e rispettiamo le scadenze per gli screening suggerite dalle linee guida. Una diagnosi precoce può davvero salvarci la vita.

16 Mag 2015

LO SPORT COME STILE DI VITA

Il termine «sport» indica, nell’uso comune, un’attività in cui si esercitano e si mettono alla prova le proprie capacità fisiche.

L’attività sportiva viene definita “agonistica” quando punta ad una competizione vera e propria; “amatoriale” quando viene eseguita per puro piacere o passione.

 

Preso atto di questo e andando oltre l’agonistico o no, ciò che è certo è che lo sport e qualsiasi attività fisica condotta con frequenza e costanza determinano un importante vantaggio a livello fisico.

Il concetto “sport” è sempre più accostato a quello di “benessere”, sia fisico che mentale. E mai accostamento fu cosi saggio e corretto.

 

Fare sport è un valido aiuto per vivere in armonia con sé stessi e con gli altri.

Vivere adottando uno stile sportivo, volto dunque alla cura e all’allenamento, rende le parti del nostro corpo costantemente attive rispetto alle sollecitazioni esterne. Viene aumentata la reattività del nostro corpo ai nuovi sforzi e si garantisce una sempre maggiore facilità degli esercizi.

La costanza nello sport consente di raggiungere un grado di vigore fisico che nel tempo è sempre più facile mantenere. Per questo motivo è consigliabile abituarsi allo sport piuttosto che ricorrervi in particolari momenti della vita.

Una cosa è rigenerare il proprio corpo, altra cosa è mantenerlo attivo e in salute!

Perché si sa, la salute va curata nel tempo – con le buone abitudini.

 

 

“Allenati come un atleta. Mangia come un nutrizionista. Dormi come un bambino. Vinci come un campione.”