Quale proteina fa per te? Guida completa alle fonti proteiche negli integratori

Stai scegliendo un integratore proteico e ti trovi davanti a uno scaffale che sembra un codice cifrato: blend, matrix, plant-based, proteine dell’uovo, della soia, del pisello…

Qual è la differenza? Conta davvero qualcosa o è solo marketing?

Conta eccome. E in questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere — senza giri di parole — per scegliere la fonte proteica giusta per i tuoi obiettivi, il tuo stile di vita e i tuoi orari.

Nota bene: In questo articolo parliamo di blend proteici, proteine dell’uovo e proteine vegetali. Le differenze tra le singole proteine del latte (whey, caseina, proteine isolate del latte) meritano un approfondimento a parte, che troverai nel prossimo articolo.


Prima di tutto: cosa fa una proteina nel tuo corpo

Le proteine non sono tutte uguali, ma svolgono tutte la stessa missione di base: fornire aminoacidi, i mattoni con cui il tuo corpo ripara, costruisce e mantiene i tessuti muscolari.

Ogni volta che ti alleni — che tu sia un runner, un ciclista, un frequentatore di palestra o semplicemente una persona che vuole mantenersi in forma — crei microlesioni muscolari che richiedono aminoacidi per essere riparate. Senza un apporto proteico adeguato, il tuo corpo non può costruire né mantenere la massa muscolare.

La qualità di una fonte proteica si misura su due parametri principali:

  • Il profilo aminoacidico: contiene tutti e 9 gli aminoacidi essenziali (quelli che il corpo non sa sintetizzare da solo)?
  • La velocità di digestione e assorbimento: quanto rapidamente gli aminoacidi entrano nel sangue e raggiungono il muscolo?

Con questi due criteri in mente, vediamo le principali fonti disponibili.


Il blend proteico: quando “uno” non basta

Cos’è

Un blend proteico — detto anche protein matrix o multi-source protein — è una miscela di due o più fonti proteiche diverse, progettata per combinare le caratteristiche di ciascuna.

La logica è semplice: fonti diverse hanno velocità di digestione diverse. Combinandole, si ottiene un rilascio aminoacidico prolungato nel tempo, con un picco iniziale rapido (grazie alle frazioni a digestione veloce) e un mantenimento più lungo (grazie alle frazioni lente).

Un blend tipico può contenere, ad esempio, proteine del latte (whey e/o caseina), proteine dell’uovo e/o proteine vegetali. Le proporzioni variano da prodotto a prodotto.

Tempi di digestione

Il blend, per definizione, non ha un tempo di digestione unico: dipende dalla composizione specifica. In linea generale, un blend ben formulato garantisce una finestra di rilascio aminoacidico che va da 2 a 6-7 ore, con un innalzamento precoce della leucinemia (fondamentale per attivare la sintesi proteica muscolare) e un mantenimento prolungato.

Quando usarlo

Il blend è particolarmente indicato:

  • Come pasto sostitutivo parziale o integrazione tra i pasti, quando l’obiettivo è mantenere un apporto aminoacidico costante nel corso della giornata
  • Nel post-allenamento prolungato, quando si sa che il pasto successivo è lontano e si vuole coprire sia la finestra anabolica immediata sia le ore successive
  • Prima di dormire, soprattutto se il blend contiene una quota significativa di proteine a rilascio lento, per supportare il recupero notturno
  • Per chi cerca versatilità in un unico prodotto, senza voler gestire più integratori distinti

Attenzione alla formulazione

Non tutti i blend sono uguali. Prodotti di scarsa qualità usano la miscela come strategia per abbassare i costi: inseriscono frazioni proteiche più economiche (e meno nobili) mascherandole nella lista ingredienti. Quando scegli un blend, controlla sempre la lista completa degli ingredienti e il profilo aminoacidico dichiarato, in particolare il contenuto di leucina (il più importante trigger della sintesi proteica muscolare).


Le proteine dell’uovo: il parametro di riferimento

Cos’è

Le proteine dell’uovo — in forma di egg white protein (albume essiccato) o whole egg protein (uovo intero) — sono da decenni considerate il gold standard biologico tra le fonti proteiche. Non a caso, il valore biologico dell’uovo (100) è storicamente il parametro di riferimento rispetto al quale si misurano tutte le altre fonti.

L’uovo contiene tutti e 9 gli aminoacidi essenziali in proporzioni molto favorevoli, con un profilo che include elevate quantità di leucina, lisina e aminoacidi solforati (metionina e cisteina).

Tempi di digestione

Le proteine dell’albume d’uovo hanno una velocità di digestione intermedia: né rapida come la whey, né lenta come la caseina. L’assorbimento è graduale e costante, con una finestra stimata intorno alle 3-4 ore.

Questa caratteristica le rende particolarmente preziose: sono abbastanza rapide da sostenere la sintesi proteica post-allenamento, ma abbastanza lente da mantenere un livello aminoacidico ematico elevato per un periodo significativo.

Quando usarle

  • In qualsiasi momento della giornata, grazie alla velocità intermedia che le rende versatili
  • Post-allenamento, come alternativa alle whey per chi è intollerante al lattosio o scelto di eliminare i derivati del latte
  • Come proteina “di fondo” in una strategia di integrazione multi-fonte, soprattutto per chi vuole minimizzare l’apporto di carboidrati (le proteine dell’albume sono praticamente prive di grassi e carboidrati)
  • Per chi segue una dieta priva di glutine e lattosio, ma non vegetariana o vegana

Considerazioni pratiche

Le proteine dell’uovo in polvere sono altamente digeribili nella forma denaturata (cioè cotta o lavorata), a differenza dell’albume crudo. Il processo di essiccazione e pastorizzazione utilizzato nella produzione degli integratori rende la proteina pienamente biodisponibile ed elimina l’avidina — una proteina dell’albume crudo che, se assunta in grandi quantità, interferirebbe con l’assorbimento della biotina (vitamina B7).


Le proteine vegetali: non tutte nate uguali

Dire “proteina vegetale” è come dire “vino”: esiste una differenza abissale tra una fonte e l’altra. Vediamo le principali.

Proteine della soia

La soia è l’unica fonte proteica vegetale con un profilo aminoacidico completo, paragonabile a quello delle fonti animali. Contiene tutti e 9 gli aminoacidi essenziali in buone proporzioni.

Tempi di digestione: medi, circa 3-4 ore.

Indicazioni: post-allenamento, pasto sostitutivo, scelta primaria per vegani e vegetariani che cercano un profilo aminoacidico completo.

Attenzione: la soia contiene fitoestrogeni (isoflavoni), molecole con attività estrogenica debole. L’impatto ormonale a dosi moderate e nell’ambito di un’alimentazione bilanciata è considerato trascurabile per la maggior parte delle persone, ma è un aspetto da valutare in presenza di condizioni particolari (es. storia personale o familiare di tumori ormono-sensibili, alterazioni tiroidee). In questi casi è opportuno un confronto con il proprio medico o con il farmacista.


Proteine del pisello (pea protein)

Negli ultimi anni la proteina del pisello è diventata la protagonista del mercato plant-based. E per buoni motivi.

Ha un profilo aminoacidico quasi completo, con un contenuto elevato di leucina, arginina e BCAA (aminoacidi ramificati). L’unica limitazione è la bassa concentrazione di metionina, facilmente compensabile combinandola con proteine del riso.

Tempi di digestione: medi-lenti, circa 3-5 ore.

Indicazioni: adatta a tutto il giorno, ottima nel post-allenamento, ideale in blend con proteina del riso per completare il profilo aminoacidico. Tollerata da chi è allergico alla soia e al lattosio.

Nota: pur derivando da un legume, la proteina isolata del pisello è priva di glutine ed è molto ben tollerata dal punto di vista gastrointestinale.


Proteine del riso (rice protein)

La proteina di riso integrale è una scelta diffusa soprattutto in abbinamento ad altre fonti vegetali. Da sola ha un profilo aminoacidico incompleto — in particolare è carente di lisina — ma abbinata alla proteina del pisello dà vita a una combinazione con un profilo aminoacidico paragonabile a quello delle proteine animali.

Tempi di digestione: medi, circa 3-4 ore.

Indicazioni: quasi sempre utilizzata in blend; raramente come fonte esclusiva. Adatta a chi ha allergie multiple o segue protocolli alimentari molto restrittivi.


Proteine della canapa (hemp protein)

La proteina della canapa è ricca di acidi grassi omega-3 e omega-6 in rapporto favorevole, e contiene tutti gli aminoacidi essenziali, sebbene in concentrazioni inferiori rispetto ad altre fonti vegetali. Ha un contenuto proteico per grammo generalmente più basso rispetto alle proteine isolate di pisello o soia.

Tempi di digestione: medi, circa 3-4 ore.

Indicazioni: più che come proteina funzionale “da performance”, è apprezzata come supplemento con un profilo nutrizionale ampio (grassi buoni, fibre, minerali). Adatta a integrazioni quotidiane di supporto al benessere generale.


Tabella riepilogativa

Fonte Profilo aminoacidico Velocità digestione Momento ottimale
Blend proteico Dipende dalla composizione Variabile (2-7 ore) Post-allenamento, tra i pasti, prima di dormire
Proteina dell’uovo Completo (gold standard) Media (3-4 ore) Tutto il giorno, post-allenamento, senza lattosio
Soia Completo Media (3-4 ore) Post-allenamento, pasto sostitutivo
Pisello Quasi completo (bassa metionina) Media-lenta (3-5 ore) Tutto il giorno, ottima in blend
Riso Incompleto (bassa lisina) Media (3-4 ore) Quasi sempre in blend
Canapa Completo (basse concentrazioni) Media (3-4 ore) Supporto quotidiano al benessere

Come scegliere: tre domande da farti

1. Hai intolleranze o preferenze alimentari? Se elimini i derivati del latte, la proteina dell’uovo è la prima alternativa animale di alta qualità. Se sei vegano o vegetariano, il blend pisello+riso o la proteina di soia isolata sono le scelte più solide.

2. Qual è il momento di utilizzo? Se cerchi un integratore da usare in un momento specifico (subito dopo l’allenamento, prima di dormire), la velocità di digestione conta molto. Se vuoi un prodotto versatile per qualsiasi momento, un blend ben formulato o le proteine dell’uovo sono opzioni ideali.

3. Qual è il tuo obiettivo principale? Massa muscolare, dimagrimento, mantenimento, recupero dopo infortuni: obiettivi diversi possono orientare verso profili aminoacidici o timing diversi. Questo è il punto in cui il consiglio personalizzato del farmacista o del professionista dello sport fa la differenza rispetto al fai-da-te.


Conclusione

Non esiste la proteina “migliore in assoluto”. Esiste la proteina giusta per te, in quel momento, con quell’obiettivo.

Ciò che conta è scegliere prodotti con ingredienti chiari, profilo aminoacidico dichiarato e fonti verificabili — e inserirli in una strategia alimentare complessiva coerente con i tuoi obiettivi.

Se hai dubbi su quale fonte proteica si adatti meglio alla tua situazione, passa in farmacia: valutare insieme il prodotto giusto è molto più semplice di quanto sembri.


Articolo redatto dalla redazione di Farmacia Introini — Via Pontida 2, Legnano (MI). Per informazioni e consulenze: 0331548252

RiaGev: energia e NAD+ da D-Ribosio e Vitamina B3

Nutraceutica · Farmacia Introini · Legnano

RiaGev: quando l’energia si costruisce dall’interno

D-Ribosio e vitamina B3 nella formula brevettata che aumenta il NAD+ — la molecola che le tue cellule consumano ogni giorno

Dr. Paolo Introini, Farmacista  ·  Lettura: 5 minuti  ·  Nutraceutica, Energia, Longevità

Ti svegli stanco. Hai dormito. Hai mangiato bene. Ti alleni. Eppure qualcosa non torna — quella sensazione di non essere mai del tutto presenti, di non riuscire a recuperare davvero. Spesso non è pigrizia. È chimica. E la chimica in questione si chiama NAD+.

Il problema che nessuno ti ha spiegato

Il nicotinamide adenina dinucleotide — NAD+ — è un coenzima presente in ogni cellula del tuo corpo. Senza di esso, i mitocondri non producono ATP, i neuroni non si riparano, i muscoli non si rigenerano. È la valuta energetica fondamentale della vita cellulare.

Il problema è questo: dopo i 40 anni, i livelli di NAD+ si dimezzano. Non è un’iperbole — è un dato misurato. E questo declino è strettamente correlato a stanchezza cronica, riduzione delle performance fisiche, difficoltà cognitive e invecchiamento accelerato dei tessuti.

“I livelli di NAD+ diminuiscono del 50% tra i 40 e i 60 anni — con effetti diretti su energia, recupero muscolare e funzione cognitiva.”

Cos’è RiaGev e perché è diverso

RiaGev è un ingrediente brevettato sviluppato da Bioenergy Life Science che combina due molecole in un rapporto studiato: D-Ribosio (sotto forma di Bioenergy Ribose®) e Vitamina B3 (nicotinamide). Non si tratta di semplice niacina in capsula. La combinazione specifica consente di entrare direttamente nella via biosintetica del NAD+, accorciando il percorso metabolico e aumentando i livelli di questa molecola in modo più rapido ed efficace rispetto ad altri precursori in commercio.

Molecola chiave — D-Ribosio

Il D-Ribosio è uno zucchero pentoso (5 atomi di carbonio) classificato dalla FDA statunitense come GRAS — Generally Recognized As Safe. È il componente strutturale di RNA, DNA e Acetil-CoA. Soprattutto, è il substrato diretto per la sintesi di ATP: la sua integrazione permette di bypassare la via del pentoso fosfato, che è limitata dall’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi, producendo adenosina trifosfato in modo più efficiente.

Lo studio clinico che conta

Nel 2022, la rivista Nutrients ha pubblicato il primo trial clinico controllato su RiaGev condotto su esseri umani. Si trattava di uno studio randomizzato, in triplo cieco, controllato contro placebo, con disegno cross-over — il gold standard della ricerca nutraceutica.

Partecipanti
50 adulti sani tra 36 e 65 anni
Aumento NADP+
+27%
vs. placebo dopo 7 giorni di supplementazione
Glicemia
↓ sig.
riduzione iAUC senza variazioni nell’insulina secreta
Cortisolo
↓ sig.
riduzione stabile e significativa nel gruppo RiaGev

Il protocollo prevedeva 1.520 mg di RiaGev due volte al giorno per sette giorni. I risultati: aumento significativo del NAD+ e del NADP+ nel sangue — con un incremento del NADP+ del 27% rispetto al gruppo placebo — accompagnato da un incremento di glutatione e fosfati ad alta energia. In parallelo, i livelli di cortisolo salivare mattutino si sono ridotti in modo costante e statisticamente significativo nel gruppo RiaGev, mentre nel gruppo placebo sono rimasti stabili.

Tradotto in termini concreti: meno stress ossidativo, più carburante cellulare, e una risposta allo stress biologico più equilibrata.

Per chi ha senso considerarlo

RiaGev non è uno stimolante. Non agisce in trenta minuti come la caffeina. Lavora a un livello più profondo — ripristinando i substrati energetici cellulari che il tempo e lo stile di vita moderno consumano progressivamente. È indicato in particolare per:

Profili d’uso principali
  • Sportivi e atleti over 35: recupero muscolare rallentato, fatica accumulata nei mesocicli intensi, riduzione della performance nonostante adeguato riposo.
  • Stanchezza cognitiva e professionale: difficoltà di concentrazione, nebbia mentale persistente, ridotta reattività — spesso sottovalutata come “stress”.
  • Supporto cardiovascolare: evidenze su disfunzione mitocondriale cardiaca e fibromialgia, con miglioramento documentato dei livelli di ATP miocardico.
  • Longevità e healthy aging: adulti tra i 40 e i 65 anni che vogliono contrastare attivamente il declino mitocondriale legato all’età.

Una nota di precisione farmaceutica

RiaGev si distingue dalla nicotinamide riboside (NR) e dal nicotinamide mononucleotide (NMN) per il meccanismo d’azione. Mentre NR e NMN devono essere convertiti in NAD+ attraverso passaggi enzimatici multipli, RiaGev entra direttamente nella via biosintetica grazie alla combinazione D-Ribosio/nicotinamide — un percorso più breve e, dati alla mano, più efficiente.

Vale anche la pena ricordare che la nicotinamide (forma di vitamina B3 utilizzata in RiaGev) è ufficialmente autorizzata come integratore alimentare in Italia e in tutta l’UE, a differenza dell’NMN, che al momento non ha questo status nel quadro regolatorio europeo.

“Non è questione di moda biotech. È chimica di base: se vuoi più NAD+, devi fornire i substrati giusti, nel modo giusto.”

Come si usa

Il dosaggio studiato nel trial clinico è di 1.520 mg due volte al giorno. In farmacia troviamo formulazioni a base di RiaGev® (o RiaGev-SR® nella forma a rilascio prolungato) disponibili in capsule vegetali. Si assumono preferibilmente durante o prima dei pasti principali. Non è un prodotto da ciclizzare come gli adattogeni: può essere assunto in modo continuativo sotto indicazione professionale.

Vuoi approfondire?

In farmacia possiamo valutare insieme se RiaGev è la scelta giusta per il tuo profilo — considerando stile di vita, attività fisica e eventuali terapie in corso.

📍 Farmacia Introini — Legnano (MI)

Riferimento scientifico: Xue Y. et al., “A Combination of Nicotinamide and D-Ribose (RiaGev) Is Safe and Effective to Increase NAD+ Metabolome in Healthy Middle-Aged Adults: A Randomized, Triple-Blind, Placebo-Controlled, Cross-Over Pilot Clinical Trial.” Nutrients, 2022, 14(11):2219. — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il consulto professionale individualizzato. Gli integratori alimentari non sono farmaci e non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire malattie.

Cistite d’estate: il nemico silenzioso che nessuno ti ha spiegato davvero

Sei in vacanza. O stai semplicemente cercando di sopravvivere a una giornata di 34°C. Poi arriva quel bruciore. Quell’urgenza che non aspetta. Quella sensazione di avere sempre voglia di andare in bagno, e ogni volta è un piccolo calvario.

La cistite colpisce circa il 50% delle donne almeno una volta nella vita. Ma in estate, quella percentuale sale in modo significativo e non per caso. Caldo, umidità, costume da bagno bagnato, meno attenzione all’idratazione: il cocktail perfetto per far proliferare l’Escherichia coli, il batterio responsabile dell’80% delle infezioni urinarie non complicate.

In questo articolo ti spieghiamo cosa succede davvero, perché l’estate è il momento più critico, e cosa puoi fare in modo concreto ed efficace per prevenirla. Anche con il giusto supporto integrativo, se scelto con la testa.


Perché l’estate fa il gioco dei batteri

Il calore accelera la proliferazione batterica, riduce la motivazione a bere acqua nelle giuste quantità e crea condizioni di umidità locali, costume bagnato e sudore che favoriscono la risalita dei batteri verso l’uretra.

A questo si aggiunge un meccanismo spesso sottovalutato: la disidratazione riduce la frequenza della minzione. Meno si urina, meno si “lava” l’uretra. I batteri trovano terreno fertile per proliferare e risalire verso la vescica.

⚠ Attenzione – segnali da non ignorare

Bruciore durante la minzione, urgenza frequente, urine torbide o maleodoranti, dolore sovrapubico: se compaiono insieme, è il momento di consultare il farmacista o il medico. La cistite non trattata può risalire verso i reni e diventare una pielonefrite, ben più seria.

Le 7 regole d’oro per prevenirla

La prevenzione parte sempre dalle abitudini quotidiane. Semplici, ma efficaci a patto di metterle davvero in pratica.

  • Bevi almeno 1,5–2 litri d’acqua al giorno. In estate, anche di più. L’acqua è il tuo primo “antibatterico”.
  • Non trattenere la minzione: ogni 3–4 ore, indipendentemente dall’urgenza percepita.
  • Cambia subito il costume bagnato. L’umidità persistente è un invito che i batteri non rifiutano.
  • Usa detergenti intimi a pH fisiologico (4.5–5.5): non alterano la flora batterica protettiva.
  • Indossa biancheria in cotone, traspirante. Sintetici e tessuti stretti peggiorano le condizioni locali.
  • Igiene corretta dopo i rapporti sessuali: una minzione subito dopo è una delle misure più efficaci.
  • Evita bagni caldi prolungati e vasche idromassaggio in periodi di vulnerabilità.

Il ruolo dell’integrazione: alleati che funzionano (se scelti bene)

Prevenzione non significa solo comportamento. Significa anche supportare attivamente le difese naturali della vescica. Alcuni integratori hanno una base scientifica solida — a condizione di sceglierli con criterio.

Mirtillo rosso americano
(Vaccinium macrocarpon)
Le proantocianidine di tipo A (PAC-A) impediscono ai batteri di aderire alla parete della vescica. Nessuna adesione, nessuna infezione.
Il pilastro della prevenzione
 
D-Mannosio
Zucchero semplice che “cattura” l’E. coli prima che raggiunga la parete vescicale, favorendone l’eliminazione con la minzione.
Particolarmente utile in fase acuta lieve
 
Probiotici (Lactobacillus)
Ripristinano l’equilibrio della flora vaginale e uretrale, riducendo la colonizzazione batterica patogena.
Essenziali dopo antibioticoterapia
 
Vitamina C
Acidifica le urine, creando un ambiente meno favorevole alla crescita batterica. Supporta anche la risposta immunitaria.
Complementare, non sostitutiva

La titolazione in PAC-A: il criterio che fa davvero la differenza

Non tutti i mirtilli rossi sono uguali. La differenza tra un prodotto che funziona e uno che non funziona si chiama titolazione in PAC-A.

Questo è il punto dove la maggior parte dei consumatori – e purtroppo a volte anche i professionisti – sbaglia. Esistono decine di prodotti a base di mirtillo rosso in commercio. Ma il principio attivo responsabile dell’effetto anti-adesione non è il mirtillo in sé: sono le proantocianidine di tipo A, comunemente indicate come PAC-A.

Molti prodotti riportano in etichetta la quantità di estratto secco di Vaccinium macrocarpon – che può essere 200 mg, 400 mg, anche 500 mg – senza specificare la percentuale di PAC-A contenuta. È un po’ come comprare succo di limone senza sapere quanta vitamina C contiene: il volume non ti dice niente sull’efficacia.

📐 La soglia scientifica – cosa dicono le ricerche

Gli studi clinici più rigorosi, a partire dalla ricerca del prof. Howell (Rutgers University), indicano che la dose minima efficace per esercitare un effetto anti-adesione statisticamente significativo è 36 mg di PAC-A al giorno.

Questa soglia – nota come “soglia Howell” – è diventata il riferimento internazionale per valutare l’efficacia dei prodotti a base di mirtillo rosso nelle infezioni ricorrenti delle vie urinarie.

Prodotti che non riportano il titolo in PAC-A, o che lo riportano in modo ambiguo, non offrono garanzie di raggiungere questa soglia. Un estratto standardizzato al 18% di PAC-A da 200 mg apporta circa 36 mg che è il minimo terapeutico. Un estratto non titolato da 500 mg potrebbe contenerne una frazione irrilevante.

Come leggere l’etichetta

In farmacia, quando valuti un prodotto a base di mirtillo rosso, cerca:

  • La specifica “PAC-A”(non generiche “proantocianidine” o “antociani”): solo le proantocianidine di tipo A hanno dimostrato effetto anti-adesione verso l’E. coli uropatogeno.
  • Il metodo di quantificazione:il più affidabile è il metodo DMAC/A2, lo standard internazionale per la determinazione delle PAC-A nel mirtillo rosso.
  • La dose giornaliera equivalente a ≥ 36 mg di PAC-A, chiaramente indicata in etichetta o nella scheda tecnica.
  • La forma farmaceutica:capsule con estratto secco titolato sono generalmente più concentrate e stabili rispetto a succhi o sciroppi, che possono avere variabilità di titolo elevata.

Un consiglio pratico: se il prodotto che stai valutando non riporta la titolazione in PAC-A, chiedi al tuo farmacista di verificarlo sulla scheda tecnica. Un prodotto di qualità non ha nulla da nascondere.


Cistiti ricorrenti: quando serve una strategia

Se le cistiti si ripresentano con frequenza (3 o più episodi all’anno), non basta più ragionare episodio per episodio. Serve un approccio strutturato, che combini:

  • Profilassi integrativa continuativa con mirtillo rosso titolato in PAC-A, per ridurre l’adesione batterica in modo costante.
  • Valutazione del microbiota intestinale e vaginale, con eventuale supporto probiotico mirato.
  • Analisi dei fattori scatenanti: rapporti sessuali, cambio di partner, uso di diaframma, abbigliamento, igiene.
  • Confronto con il medico curante per valutare l’opportunità di una profilassi antibiotica a basso dosaggio nei casi più resistenti.

Il farmacista è il tuo primo punto di riferimento per costruire un protocollo preventivo personalizzato – senza antibiotici inutili, senza prodotti “di moda” privi di evidenza scientifica.

24Ott, 2025
Silicio Stabilizzato: Il Minerale “Dimenticato” Che Potrebbe Rivoluzionare la Tua Pelle e le Tue Articolazioni Dopo i 40 Anni

Silicio Stabilizzato: Il Minerale “Dimenticato” Che Potrebbe Rivoluzionare la Tua Pelle e le Tue Articolazioni Dopo i 40 Anni

Ti sei mai chiesto perché la tua pelle ha perso quella luminosità naturale che aveva qualche anno fa? Perché le tue articolazioni scricchiolano al mattino, o perché i tuoi capelli sembrano più fragili nonostante tutti i prodotti che hai provato?

So cosa stai pensando. Hai già sentito mille promesse miracolose. Hai riempito l’armadietto del bagno di creme anti-età sempre più costose, hai provato integratori che promettevano la giovinezza eterna, e forse hai anche modificato la tua dieta seguendo i consigli dell’ultimo guru del benessere. Eppure, quella sensazione di vitalità che ricordi sembra sfuggirti sempre più.

Il problema non sei tu. Il problema è che molto probabilmente nessuno ti ha mai parlato di uno dei minerali più sottovalutati per il nostro organismo: il silicio.

Perché Dovresti Fidarti di Queste Informazioni

Dopo oltre quindici anni passati a studiare medicina antiage e disintossicazione, e dopo aver lavorato con centinaia di pazienti che cercavano risposte concrete ai segni dell’invecchiamento, ho capito una cosa fondamentale: la vera prevenzione non si trova nelle soluzioni miracolose, ma nella comprensione profonda di ciò che il nostro corpo perde con il tempo.

Il silicio è uno di questi elementi cruciali. E non parlo del silicio “normale” che trovi in alcuni integratori economici, ma del silicio organico stabilizzato, una forma biodisponibile che il tuo corpo può realmente assorbire e utilizzare.

Cos’è Esattamente il Silicio Stabilizzato e Perché È Così Importante

Il silicio è il secondo elemento più abbondante nella crosta terrestre, ma nel nostro corpo inizia a diminuire progressivamente dopo i 35-40 anni. Questo minerale è essenziale per:

  • La sintesi del collagene e dell’elastina (le proteine che mantengono la pelle tonica ed elastica)
  • La mineralizzazione ossea e la salute delle articolazioni
  • La forza di capelli e unghie
  • L’elasticità dei vasi sanguigni
  • La disintossicazione da metalli pesanti, in particolare l’alluminio

Il problema? Il silicio minerale presente negli alimenti è poco assorbibile dal nostro organismo. Ecco perché la forma stabilizzata organica fa la differenza: è stata trattata per rendere il silicio biodisponibile, permettendo al corpo di utilizzarlo efficacemente.

Come Integrare il Silicio Stabilizzato: Un Protocollo in 4 Passaggi

Passaggio 1: Scegli la Forma Giusta

Cerca prodotti che contengano silicio organico stabilizzato (spesso indicato come acido ortosilicico stabilizzato o silicio colloidale). Evita le forme minerali come il biossido di silicio, che hanno scarsissima biodisponibilità.

Un esempio di formulazione di qualità è il Collagene+ Silicio Stabilizzato di +Watt, che combina peptidi di collagene di tipo I e III con acido silicico ad elevata biodisponibilità, insieme a vitamina C, zinco e vitamine del gruppo B per un’azione sinergica completa.

Passaggio 2: Dosaggio Ottimale

La dose tipica varia tra 10-30 mg al giorno di silicio elementare. Inizia con dosi moderate e aumenta gradualmente. Preferisci l’assunzione al mattino a stomaco vuoto per massimizzare l’assorbimento.

Passaggio 3: Abbina con Sinergie Intelligenti

Il silicio lavora meglio in presenza di:

  • Vitamina C: fondamentale per la sintesi del collagene
  • Zinco: supporta la struttura dei tessuti connettivi
  • Biotina: potenzia gli effetti su capelli e unghie

Passaggio 4: Costanza e Pazienza

I primi risultati visibili sulla pelle e sui capelli richiedono almeno 8-12 settimane di integrazione costante. Per le articolazioni, molti riportano miglioramenti già dopo 4-6 settimane.

“Ma Funziona Davvero?” Le Obiezioni Più Comuni

“Non è l’ennesima moda del momento?” Il silicio è studiato da decenni. Uno studio pubblicato su Archives of Gerontology and Geriatrics ha dimostrato che l’integrazione di silicio organico per 20 settimane ha migliorato significativamente l’elasticità della pelle e la resistenza delle unghie in donne con segni di fotoinvecchiamento.

“Perché non ne ha mai parlato il mio medico?” La medicina convenzionale si concentra spesso sulla cura piuttosto che sulla prevenzione. Il silicio non è un farmaco, ma un nutriente essenziale spesso trascurato nella formazione medica tradizionale.

“Non basta mangiare alimenti ricchi di silicio?” In teoria sì. Cereali integrali, banane, fagiolini e acqua minerale contengono silicio. Il problema è la biodisponibilità: solo una minima percentuale viene assorbita. Dopo i 40 anni, quando la produzione naturale di collagene cala drasticamente, l’alimentazione da sola spesso non basta.

“Ha effetti collaterali?” Il silicio organico stabilizzato è considerato estremamente sicuro. In oltre 15 anni di pratica, non ho mai riscontrato effetti collaterali significativi alle dosi consigliate. L’eccesso viene semplicemente eliminato attraverso i reni.

Cosa Dice la Scienza

Uno studio del 2005 pubblicato sul Journal of Nutrition Health and Aging ha seguito 2.847 partecipanti per diversi anni, scoprendo una correlazione diretta tra assunzione di silicio e densità minerale ossea, particolarmente nelle donne in pre-menopausa e negli uomini.

Ricerche più recenti hanno evidenziato il ruolo del silicio nella protezione contro l’accumulo di alluminio nel cervello, un fattore di rischio per il declino cognitivo.

Una testimonianza che mi ha particolarmente colpito è quella di Anna, 52 anni: “Dopo tre mesi di silicio stabilizzato, ho notato che le mie unghie non si spezzavano più come prima. La pelle del viso sembrava più compatta, e quel dolore fastidioso alle ginocchia che mi accompagnava ogni mattino si è notevolmente ridotto. Non mi aspettavo risultati così evidenti.”

È Tempo di Agire: Il Tuo Corpo Ti Sta Inviando dei Segnali

Se hai letto fino a qui, probabilmente il tuo corpo ti sta già mandando dei messaggi. Quella perdita di elasticità cutanea, quelle piccole rigidità articolari, quella fragilità di capelli e unghie non sono “semplicemente l’età che avanza”. Sono segnali che qualcosa manca.

Il silicio stabilizzato non è una bacchetta magica, ma è uno strumento potente di prevenzione e supporto. È come dare al tuo corpo i mattoni necessari per ricostruire e mantenere le strutture che il tempo tende a deteriorare.

La domanda non è se il silicio funziona – la scienza lo conferma da anni. La domanda è: quanto tempo ancora vuoi aspettare prima di dare al tuo corpo ciò di cui ha realmente bisogno?

Non lasciare che passino altri mesi guardando il problema peggiorare. Inizia oggi a prenderti cura del tuo corpo dall’interno, con un approccio basato sulla scienza e sulla comprensione profonda di come funziona davvero l’invecchiamento.

Nella mia guida completa “Protocollo Silicio: 90 Giorni per Ringiovanire Pelle e Articolazioni”, troverai tutto ciò che ti serve: i prodotti migliori sul mercato (testati personalmente), il protocollo esatto giorno per giorno, le sinergie alimentari che potenziano gli effetti, e i campanelli d’allarme da non ignorare.

La tua versione migliore ti sta aspettando. È tempo di smettere di nascondere i sintomi e iniziare a nutrire veramente il tuo corpo.

Perché invecchiare è inevitabile, ma farlo bene è una scelta.


Nota: Questo articolo ha scopo informativo. Consulta sempre un professionista della salute prima di iniziare qualsiasi integrazione.

17Ott, 2025
Come i Neuropeptidi Possono Ridurre le Rughe del 47% in 8 Settimane (Secondo la Scienza)

Guardi allo specchio e vedi quelle sottili linee che si fanno sempre più profonde. Le rughe d’espressione che una volta scomparivano dopo una notte di sonno ora rimangono. Hai provato creme costose, sieri miracolosi, routine elaborate. Eppure, i risultati sono sempre deludenti, temporanei, o peggio… inesistenti.

So esattamente come ti senti. Non perché ti voglia vendere l’ennesima promessa vuota, ma perché ho dedicato gli ultimi dieci anni a studiare la biochimica della pelle e i meccanismi molecolari dell’invecchiamento cutaneo. Come ricercatore specializzato in neuropeptidi ad uso cosmetico, ho visto migliaia di formulazioni e testato centinaia di principi attivi. E posso dirti con certezza che la maggior parte dei prodotti anti-età sul mercato si concentra sui sintomi, non sulle cause.

La Verità Che l’Industria Cosmetica Non Vuole Raccontarti

Le rughe non sono semplicemente “pelle vecchia”. Sono il risultato di un dialogo interrotto tra la tua pelle e il tuo sistema nervoso. Ogni volta che corrughi la fronte, sorridi o strizzi gli occhi, i tuoi nervi inviano segnali ai muscoli facciali attraverso molecole chiamate neurotrasmettitori. Con l’età, questo sistema diventa iperattivo, causando contrazioni muscolari eccessive che creano solchi permanenti.

Ed è qui che entrano in gioco i neuropeptidi cosmetici: piccole catene di aminoacidi che “parlano” direttamente alle tue cellule, modulando questi segnali proprio come farebbe il tuo corpo… se ne fosse ancora capace.

Il Protocollo dei 3 Strati: Come Scegliere una Crema Anti-Età Efficace

Strato 1: Identifica i Neuropeptidi Giusti

Non tutti i peptidi sono uguali. Cerca questi principi attivi nella lista ingredienti (INCI):

  • Acetyl Hexapeptide-8 (Argireline): Riduce la contrazione muscolare imitando il complesso SNAP-25, diminuendo il rilascio di catecolamine. Studi clinici mostrano una riduzione delle rughe fino al 30% in 30 giorni.
  • Palmitoyl Tripeptide-38 (Matrixyl synthe’6): Stimola la sintesi di sei componenti chiave della matrice dermica, aumentando volume e compattezza.
  • Dipeptide Diaminobutyroyl Benzylamide Diacetate (Syn-Ake): Mima l’azione del veleno di serpente bloccando i recettori nicotinici, con effetto lifting immediato.

Strato 2: Verifica la Concentrazione Efficace

Un neuropeptide funziona solo se presente nella dose corretta. La concentrazione minima efficace per l’Acetyl Hexapeptide-8 è del 5-10%. Se l’ingrediente compare dopo la metà della lista INCI, probabilmente è troppo diluito per dare risultati reali.

Strato 3: Assicura la Penetrazione Cutanea

I neuropeptidi devono attraversare lo strato corneo per raggiungere il derma. Cerca formulazioni che includano:

  • Sistemi liposomiali o nanosomi
  • Ceramidi e fosfolipidi
  • Acido ialuronico a basso peso molecolare come vettore

“Ma le Creme con Peptidi Non Sono Troppo Costose?”

Capisco la perplessità. Un siero di qualità con neuropeptidi costa tra 60 e 150 euro. Ma facciamo un confronto onesto: una singola seduta di tossina botulinica costa 300-500 euro e dura 4-6 mesi. Una crema con Acetyl Hexapeptide-8 al 10% costa circa 80 euro, dura 3 mesi e offre risultati progressivi e cumulativi senza aghi o rischi.

Il vero costo è continuare a comprare prodotti inefficaci da 20-30 euro che non contengono principi attivi in dosaggio utile.

I Dati Non Mentono (A Differenza del Marketing)

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science ha valutato l’efficacia dell’Acetyl Hexapeptide-8 su 60 donne tra 40 e 60 anni. Dopo 8 settimane di applicazione due volte al giorno:

  • 47% di riduzione della profondità delle rughe periorbitali (zampe di gallina)
  • 39% di miglioramento delle rughe frontali (fronte)
  • Misurazione effettuata con profilometria ottica, non autovalutazione soggettiva

Un altro studio del Journal of Cosmetic Dermatology su un complesso di tripeptidi ha dimostrato un aumento del 20% nella densità del collagene dermico dopo 12 settimane, confermato tramite biopsia cutanea.

Questi non sono claim pubblicitari. Sono misurazioni oggettive con metodologie scientifiche rigorose.

La Testimonianza Che Ha Cambiato il Mio Approccio

Martina, 52 anni, manager di Milano, mi ha scritto dopo sei mesi di utilizzo di un protocollo a base di neuropeptidi: “Per anni ho usato creme da 200 euro che promettevano miracoli. La differenza? Nessuna. Quando ho iniziato a cercare Acetyl Hexapeptide-8 e Matrixyl nelle formulazioni, in tre mesi ho visto più risultati che nei precedenti cinque anni. Le mie colleghe mi chiedono se ho fatto qualcosa al viso. La risposta è sì: ho smesso di credere alle promesse e ho iniziato a leggere gli INCI.”

Il Tuo Piano d’Azione da Oggi

Non devi rivoluzionare la tua routine. Devi solo renderla scientificamente fondata:

  1. Domani mattina, prendi le tue creme anti-età e cerca nell’INCI i neuropeptidi che ti ho indicato
  2. Se non ci sono (o sono troppo in basso nella lista), non ricomprare quel prodotto
  3. Investi in un solo siero di qualità con Acetyl Hexapeptide-8 al 5-10% come primo ingrediente attivo
  4. Applicalo su viso pulito, mattina e sera, prima della crema idratante
  5. Fotografa il tuo viso oggi e tra 8 settimane. Vedrai la differenza con i tuoi occhi.

La vera domanda non è “posso permettermi una crema con neuropeptidi?”. La vera domanda è: “posso permettermi di sprecare altri mesi con prodotti che non funzionano?”

La tua pelle merita una risposta basata sulla scienza, non sul marketing. E quella risposta si chiama neuropeptidi cosmetici.

7Ott, 2025
Pelo da Sogno per il Tuo Cane

5 Passi per una Cura Perfetta

Immagina di accarezzare il tuo cane e sentire un pelo morbido, lucente e senza nodi, senza passare ore a combattere con la spazzola. So bene che può essere frustrante vedere il mantello del proprio amico a quattro zampe opaco, sfibrato o pieno di grovigli; è una sfida comune a tanti amanti dei cani che vogliono solo il meglio per loro.

Con oltre dieci anni di esperienza nella cura del cane, tra veterinari, toelettatori professionisti e appassionati, ho messo a punto un metodo semplice basato su prove concrete e conoscenze approfondite, per aiutarti a valorizzare il mantello del tuo cane senza stress e con risultati duraturi.

Metodo in 5 Passi per la Cura del Pelo del Cane

1. Alimentazione Bilanciata e Integratori Naturali
Un pelo sano inizia dall’interno. Integra nella dieta del tuo cane acidi grassi Omega-3 e Omega-6 (per es. olio di salmone o semi di lino), vitamine essenziali come biotina (vitamina H), A, E, e minerali come zinco e rame. Studi confermano che questa combinazione può ridurre la caduta del pelo e rendere il mantello più lucente fino al 25% in poche settimane.

2. Spazzolatura Regolare e Adatta al Tipo di Pelo
Spazzola quotidianamente cani a pelo lungo, 2-3 volte a settimana peli medi, settimanalmente peli corti. Usa spazzole e pettini specifici: slicker per pelo lungo, guanto in gomma per pelo corto. La spazzolatura rimuove il pelo morto, previene nodi e distribuisce il sebo naturale che protegge la pelle.

3. Bagno con Prodotti Delicati Specifici
Evita shampoo per umani, usa solo prodotti certificati per cani, preferibilmente senza parabeni e solfati. Se il cane ha pelle sensibile, orientati verso shampoo ipoallergenici con avena colloidale. Mantieni la frequenza ogni 4-6 settimane per evitare l’effetto secchezza.

4. Prevenzione di Parassiti e Allergie
Pulci, zecche e acari sono tra le cause principali di pelo opaco e irritazioni. Segui un piano antiparassitario regolare e monitora eventuali allergie alimentari o ambientali che potrebbero compromettere la salute della cute.

5. Idratazione e Ambiente Salubre
Acqua fresca a volontà e un ambiente pulito, senza polvere e muffa, aiutano a mantenere la pelle idratata e il pelo in ottima forma. Evita sbalzi termici e assicurati che il cane abbia spazi confortevoli e ventilati.

Le Obiezioni più Frequenti e le Risposte Verificate

  • “Il mio cane non ama la spazzolatura” → Prova sessioni brevi alternate a giochi e premi, per rendere il momento piacevole e rilassante.

  • “Non ho tempo per una routine complessa” → Bastano pochi minuti al giorno con un metodo strutturato, i benefici sono immediati e duraturi.

  • “Gli integratori sono davvero efficaci?” → Sì, supportati da studi riconosciuti e consigli vet, migliorano la qualità del pelo e la salute cutanea.

Prova Concreta

Giulia, con il suo Golden Retriever Argo, ha seguito questo metodo e in appena tre settimane ha notato un pelo più morbido, lucido e meno perdita di pelo quotidiana. Come lei, tanti altri proprietari ora godono di cani più sani e felici.

Agisci Ora per un Pelo Perfetto

Non aspettare che il pelo del tuo amico peggiori: scarica subito gratuitamente la guida completa per la cura del pelo del cane, con consigli personalizzati per ogni tipo di mantello e stile di vita. Con il giusto approccio, il mantello del tuo cane sarà fonte di orgoglio e benessere.

Vuoi approfondire? Puoi ricevere anche indicazioni su prodotti naturali certificati e routine di toelettatura professionale per un risultato da vero esperto.

22Giu, 2021
Gambe gonfie e caldo

Le gambe gonfie e pesanti sono una problematiche di molte donne, soprattutto con l’arrivo dei primi caldi. Ti diamo qualche consiglio per alleviare questo fastidio.

Nel periodo estivo le problematiche correlate alle gambe gonfie per diverse ragioni tendono generalmente a farsi sentire in maniera più marcata, infatti le maggiori temperatura, i prolungati periodi di attività e perché no, anche l’utilizzo di abiti più succinti e più leggeri possono porre maggiormente in risalto problematiche di questo tipo.

Ma come può essere affrontato questo disturbo? Mediante l’utilizzo di un prodotto drenante o di un prodotto flebotropo?

Questo dubbio apparentemente amletico si rivela invece una questione tecnica molto importante da affrontare per la corretta scelta di un prodotto o come vedremo per la corretta sequenza di utilizzo dei prodotti in discussione.

Da dove partire quindi? Dalle differenze tecniche tra le diverse tipologie di prodotti e dal perché e dal come si verifica il gonfiore.

Volendo definire sinteticamente le funzioni dei prodotti in oggetto è possibile affermare che il flebotropo favorisce l’integrità strutturale e funzionale dei vasi sanguigni, evitando che improprie vasodilatazione e permeabilità consentano ai vasi di “far passare” un eccessiva componente plasmatica (la parte liquida del sangue) ai tessuti.

Mentre il drenante agisce favorendo la rimozione di un eccesso di componente liquida, eventualmente presente sia per problematiche di natura metabolica che come residuo di una problematica circolatoria.

Quindi, dal punto di vista pratico, per il classico soggetto con:

  • fragilità capillare;
  • a cui facilmente in seguito a urti modesti si formano ecchimosi ed ematomi sproporzionati rispetto all’entità dell’urto;
  • a cui l’arto inferiore tende a gonfiarsi dopo poco tempo in cui si trova in piedi;
  • magari con problematiche capillari anche in altre aree del corpo (viso, palpebra inferiore, tronco, ecc…)

il flebotropo rappresenta la scelta di elezione in quanto in un soggetto del genere: drenando non andremmo a risolvere il problema ma otterremmo un effetto che in poco tempo tenderebbe a manifestarsi di nuovo (sarebbe come voler svuotare una vasca con un secchio che perde…), invece rafforzando la parete dei vasi affronteremmo la causa dei disturbi migliorando la condizione alla base della problematica e solo dopo un adeguato trattamento del genere eventualmente potremmo utilizzare un drenante per affrontare la parte residua o eventualmente sovrapposta del disturbo.

Mentre per il soggetto con:

  • cosce e gambe persistentemente gonfie a prescindere dalle ore in piedi;
  • con problematiche metaboliche tipo “alterata glicemia a digiuno” “insulino resistenza”;
  • con problematiche di natura ginecologico/ormonale come per esempio “ovaio policistico”;
  • magari in sovrappeso, obesi o comunque con accumulo adiposo di natura ginoide (obesità gluteo-femorale, la classica forma “a pera”)

Il drenante si rivela la scelta vincente in quanto l’accumulo di fluidi non è correlato a una problematica circolatoria ma a dinamiche metaboliche e ormonali non completamente efficienti, quindi facilitare l’eliminazione delle sostanze non correttamente metabolizzate (per esempio accumulate a livello linfatico) permette di conseguenza di eliminare anche l’eccesso di fluidi correlato alla loro presenza.

Tra le sostanze ad azione flebotropa di maggior interesse troviamo la diosmina un efficace vaso protettore, l’estratto di centella asiatica in grado di favorire i processi di riparazione vasale limitando nel contempo i fenomeni che concorrono a limitarne l’integrità, l’estratto di Hamamelis Virginiana (amamelide) in grado di favorire la resistenza capillare e infine gli estratti di Aesculus Ippocastanum (ippocastano) e di Crataegus monogyn (biancospino) in grado di modulare restituire tono alla circolazione del sangue agendo nel contempo come antiossidanti e protettori.

Analizzando le sostanze con effetto drenante è possibile trovare invece gli estratti di:

  • Taraxacum officinale (tarassaco) dalle note proprietà diuretiche, utile quindi nell’eliminazione dei liquidi in eccesso.
  • Silybum marianum (cardo mariano) favorente la funzionalità e quindi la circolazione epatica problema molto spesso alla base di problemi circolatori generalizzati.
  • Orthosiphon aristatus depurativo/drenante in grado di fa aumentare il volume di urina prodotta.
  • Coffea arabica (caffè verde) ricco in acido clorogenico utile nella modulazione dell’assorbimento e di conseguenza nel metabolismo degli zuccheri.
  • Lentinula edodes (shitake) utile nella modulazione dei fenomeni imunitario-infiammatori e nella modulazione della pressione sanguigna.
  • Ananas comosus per il suo contenuto in bromellina dalle note proprietà antinfiammatorie e antiedemigene per affrontare a 360° le problematiche alla base di accumuli localizzati e cellulite.
  • Ruscus aculeatus (rusco) un vero e proprio jolly in quanto in grado di agire come antiedemigeno, antinfiammatorio e drenante.

Gli strumenti a disposizione sono sicuramente tanti ed efficaci, quello che si rivela fondamentale per ottenere il meglio da loro è l’utilizzo specifico di un drenante o di un flebotropo sulla base di specifiche esigenze facilmente identificabili con i pochi aspetti discussi in precedenza.

da www.nutrifarma.it

 

3Giu, 2021
Sole e invecchiamento cutaneo

La pelle o cute rappresenta la componente più estesa del nostro apparato di rivestimento o apparato tegumentario, rappresentando di conseguenza la nostra prima forma di interfaccia e il nostro primo mezzo di difesa dagli agenti atmosferici, primo fra tutti il sole.

La luce solare è composta da raggi cosmici, raggi gamma, raggi X, radiazioni ultraviolette (suddivise in UVA, UVB e UVC), radiazioni infrarosse e radiazioni a radiofrequenza, che viaggiano nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche e vengono differenziate sulla base della lunghezza d’onda.

Il 40% della quota che raggiunge la terra costituisce la luce visibile, il 55% dall’infrarosso e il 5% dalle radiazioni ultraviolette (o UV) a loro volta prevalentemente costitute dal 99% di UVA e 1% di UVB (le UVC vengono fermate dallo strato di ozono). Queste percentuali possono variare in relazione a diversi fattori quali: altezza del sole nel cielo (ora del giorno, stagione, latitudine), altitudine, nuvolosità, vento, regione geografica, superfici riflettenti e porzione di cielo visibile.

Tirando le somme le 2 principali radiazioni con cui veniamo in contatto nel contesto dell’esposizione solare sono 2: UVA e UVB.

Gli UVA entrano in contatto con l’uomo, arrivando fino al secondo strato della pelle cioè il derma. Attraversando l’epidermide, i raggi UVA provocano la pigmentazione diretta dovuta alla maturazione della melanina già presente nelle cellule. Giungono poi al derma dove si disperdono e vengono assorbiti.

Gli UVB, invece, entrano in contatto con l’uomo solo in piccolissima quantità arrestandosi nello strato dell’epidermide dove stimolano la produzione di nuova melanina da parte del melanocita (la cellula deputata a questa funzione). Trasportando però una grande quantità di energia, possono causare problemi alla cute, come l’eritema e soprattutto il fotoinvecchiamento.

Esistono diverse sostanze che l’organismo può utilizzare nel controllo/controbilanciamento dei danni:
Si rivela sicuramente essenziale tutto il pool di sostanze che intervengono nella catena di risposta allo stress ossidativo, semplificando Vitamina E, Vitamina A Vitamina C, Glutatione) Fenilalanina, Metionina, Selenio e vitamina B10 o (PABA).

L’ azione protettiva si manifesta con un meccanismo a catena ovvero generalmente le prime risposte possono essere fornite dalla vitamina E e/o dalla vitamina A (sostanze liposolubili depositate a livello delle membrane cellulari costituendo il primo fronte di risposta difensiva) che a loro volta rendono innocuo il radicale libero divenendo a loro volta specie potenzialmente nocive, quindi interviene la vitamina C che subisce un destino simile e a sua volta viene processata dal glutatione, molecola poi rigenerabile grazie a reazioni enzimatiche cellula.

La vitamina A può essere assunta anche assunta anche sotto forma del suo precursore, il betacarotene, che oltre a mostrarsi biologicamente attivo già in questa forma dà origine a due molecole di vitamina A.

Il glutatione, la sostanza che chiude il cerchio, risulta molto difficile da assumere per bocca in quanto troppo facilmente andrebbe in contro a processi digestivi e denaturanti a livello dello stomaco e dei primi tratti intestinali andando perso.

Utilizzando invece il suo principale precursore (la cui carenza limiterebbe la produzione da parte dell’organismo): N-Acetilcisteina insieme al Selenio, essenziale nel suo metabolismo sarà possibile favorire una piena efficienza ed efficacia.

Oltre al supporto dei meccanismi di risposta allo stress ossidativo, si rivela molto importante supportare la produzione di melanina, questo può essere fatto mediante una corretta fornitura di L-Fenilalanina, aminoacido essenziale (non producibile dall’organismo) alla base dei processi di sintesi della melanina e PABA in quanto agente promotore dei processi di sintesi che coinvolgono la L-Fenilalanina.

Oltre a tutte queste forme di supporto “metabolico” esiste anche una forma di supporto “strutturale”?
Si, un supporto strutturale può essere fornito favorendo la produzione di collagene, che costituisce una sorta di “impalcatura” strutturale anche a livello cutaneo.

Tra le diverse sostanze studiate, l’idrolizzato di collagene di origine marina è quello che sembra dare risultati più favorevoli, come tutti gli idrolizzati di collagene, infatti, fornisce sia “materiale di costruzione” sia stimolo alla costruzione, ma rispetto a quelli di origine bovina o suina, quello di origine marina, secondo alcuni autori, sembra avere una performance superiore a livello cutaneo.

da www.nutrifarma.it

26Mag, 2021
Ke One

KE ONE è una barretta proteica con ricopertura al cioccolato e flakes proteici con strato di caramello a basso tenore di carboidrati e zuccheri.

Rappresenta un nuovo approccio nella nutrizione proteica dello sportivo: le proteine da siero di latte e soia, rendono il prodotto estremamente digeribile mentre la componente lipidica è rappresentata da acidi grassi a catena media MCT NEOBEE®.

Gli MCT aumentano il metabolismo favorendo il consumo dei lipidi a lunga catena (grassi di deposito).

Il consumo di MCT favorisce l’utilizzazione fisiologica dei substrati di natura lipidica, dimostrata in vivo da numerose ricerche, questo si traduce in un consumo anche dei grassi a lunga catena LCT, con miglioramento del rapporto massa magra massa grassa.

I trigliceridi a catena media selezionati NEOBEE®, consentono una significativa fornitura di energia grazie alla loro biodisponibilità immediata: bypassano il sistema digestivo ed essendo trasportati subito dopo l’assunzione al circolo portale passano nel mitocondrio e vengono utilizzati a scopo energetico nel ciclo dio Krebs / fosforilazione ossidativa e nella formazione dei corpi chetonici.

(Gli MCT attraversano rapidamente la barriera ematoencefalica rendendo disponibili substrati energetici a livello del SNC e sono utili alla funzione cognitiva).

Indicata prima e dopo Body building, Ciclismo, Fitness, Functional training, Nuoto, Palestra, Pallacanestro, Pallavolo, Rugby, Running, Sci di fondo, Tennis, Triathlon.

SENZA GLUTINE SENZA OLIO DI PALMA

12Mag, 2021
Controllo del peso con gli estratti naturali

Il controllo del peso corporeo si rivela per molti un elemento veramente critico nella quotidianità.

Questo per diversi fattori in quanto c’è chi non ci riesce per motivazioni di carattere personale, c’è chi ha difficoltà che invece dipendono dall’esterno, come ad esempio ritmi imposti dall’attività lavorative e infine troviamo tutta quella serie di situazioni intermedie dove contribuiscono parimenti caratteristiche personali e fattori esterni.

A prescindere da quelle che siano le motivazioni, avere a disposizione un aiuto che possa essere di supporto nel periodo di transizione verso uno stile di vita più virtuoso o comunque tamponando quello che a motivo di eventi esterni si riesce a fare.

Quali sostanze di natura nutraceutica possono mostrarsi utili nel controllo del peso?

Ce ne sono molto di cui alcune possono mostrarsi di particolare interesse.

 

Fucoxantina

Una prima risorsa nutraceutica è la fucoxantina, pigmento naturale della famiglia dei carotenoidi, responsabile della tipica colorazione delle alghe brune.

Il suo impiego nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità è stato proposto con multipli meccanismi d’azione tra cui prevalentemente:

  • Stimolo delle proteine disaccoppianti della linea UCP-1 che si traduce in un incremento nel consumo calorico particolarmente evidente a livello dei grassi.
  • Soppressione dell’attività dell’enzima glicerolo-3-fosfato deidrogenasi, che si manifesta con una ridotta capacità di differenziazione e maturazione degli adipociti, questo fattore sembra ostacolare in maniera molto interessante di fatto l’accumulo di grassi.
  • Regolazione dell’attività PPAR-γ, fattore responsabile dell’espressione di geni adipogenici.
  • Studi effettuati sul modello animale hanno correlato l’assunzione di fucoxantina anche alla riduzione dei livelli di glucosio, ulteriore effetto potenzialmente molto utile nel favorire un profilo metabolico più favorevole alla perdita di peso.

 

Gelso bianco

Tradizionalmente il frutto viene impiegato nelle medicine etniche orientali in numerose preparazioni. Dal punto di vista nutrizionale mostra interessanti contenuti di micronutrienti e soprattutto di una grande varietà di polifenoli, probabilmente responsabili degli effetti biologici riscontrati. Particolarmente interessanti si mostrano le capacità dell’estratto del frutto di gelso bianco nell’agire con un doppio meccanismo d’azione:

  • Come ipoglicemizzante grazie alla capacità da un lato di favorire una riduzione resistenza della resistenza insulinica e
  • Come inibitore delle α-amilasi e delle α-glucosidasi. L’inibizione di α-amilasi e α-glucosidasi sta alla base della capacità di questo estratto nel ridurre l’assorbimento dei carboidrati assunti con l’alimentazione.

 

Fagiolo

L’estratto di fagiolo viene tradizionalmente impiegato nel favorire la riduzione di peso corporeo per almeno due effetti potenzialmente spendibili attribuiti alla presenza di faseolammina, una proteina naturalmente prodotta nella pianta:

  • Soppressore dell’appetito grazie alla capacità della faseolammina di agire sulla colecistochinina (sostanza ad azione ormonale con funzione anoressizzante)
  • Inibizione dell’azione delle α-glucossidasi, riducendo la capacità dell’organismo di ottenere e quindi utilizzare carboidrati dagli alimenti ingeriti.

Diversi studi presenti in letteratura scientifica riportano interessanti dati a sostegno dell’utilizzo di questo strumento nutraceutico, dove in linea generale viene riportata oltre ad una riduzione del peso anche quella dei parametri antropometrici principalmente esaminati dopo soli 30 giorni di trattamento.

Un utilizzo razionale e bilanciato di queste risorse nutraceutiche può mostrarsi uno strumento estremamente interessante nel supportare durante un programma per la riduzione del peso, sostenendo la transizione verso uno stile di vita sempre maggiormente virtuoso.

da www.nutrifarma.it

 

Bibliografia:

1) A E Jeukendrup, R Randell: Fat Burners: Nutrition Supplements That Increase Fat Metabolism. Obes Rev, 12 (10), 841-51 Oct 2011

2)Hayato Maeda, Shogo Kanno… Kazuo Miyashita: Fucoxanthinol, Metabolite of Fucoxanthin, Improves Obesity-Induced Inflammation in Adipocyte Cells . Mar Drugs, 13 (8), 4799-813 2015 Aug 4.

3) Qingxia Yuan, Longyan Zhao: The Mulberry (Morus Alba L.) Fruit-A Review of Characteristic Components and Health Benefits. J Agric Food Chem, 65 (48), 10383-10394 2017 Dec 6.

4) Sirichai Adisakwattana, Thanyachanok Ruengsamran… Weerachat Sompong In Vitro Inhibitory Effects of Plant-Based Foods and Their Combinations on Intestinal α-Glucosidase and Pancreatic α-Amylase BMC Complement Altern Med, 12, 110 2012 Jul 31. (i grafici vengono da questo articolo).

5) Jay Udani, Ollie Tan, Jhanna Molina: Systematic Review and Meta-Analysis of a Proprietary Alpha-Amylase Inhibitor From White Bean ( Phaseolus vulgaris L.) on Weight and Fat Loss in Humans. Foods, 7 (4) 2018 Apr 20.

6) Leonardo Celleno, Maria Vittoria Tolaini… Harry G Preuss :A Dietary Supplement Containing Standardized Phaseolus Vulgaris Extract Influences Body Composition of Overweight Men and Women. Int J Med Sci, 4 (1), 45-52 2007 Jan 24.